Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Italia ai Mondiali, l'allarme Ebola in Congo preoccupa anche la FIFA: il portavoce ammette e Zampolli insiste

  • Postato il 22 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
Italia ai Mondiali, l'allarme Ebola in Congo preoccupa anche la FIFA: il portavoce ammette e Zampolli insiste

La gravità della situazione epidemiologica sta sollevando inevitabili interrogativi, con ripercussioni sull’imminente ritiro e l’impatto sull’intera edizione dei Mondiali, imminenti. La Fifa sta monitorando contagi nei diversi Paesi africani interessati dalla diffusione di Ebola e in particolare della Repubblica Democratica del Congo, la cui nazionale è attesa in Messico, Canada e Stati Uniti dove si disputerà la prossima edizione. Una condizione in continuo divenire, come riferisce indirettamente il portavoce FIFA. E con plausibili conseguenze per l’Italia, le cui speranze di ripescaggio sono davvero appese a un filo.

Le parole del portavoce FIFA sull’emergenza Ebola e l’effetto sull’Italia

“La Fifa è a conoscenza della situazione relativa a un focolaio di Ebola e la sta monitorando attentamente; inoltre è in stretto contatto con la Congo DR Football Association per garantire che la squadra sia informata su tutte le indicazioni mediche e di sicurezza”, ha detto a LaPresse il portavoce della Federazione internazionale di calcio.

“La Fifa continua a collaborare con i governi di tutti e tre i Paesi ospitanti della Fifa World Cup 2026, inclusi il dipartimento di Stato degli Stati Uniti, i CDC e il dipartimento per la Sicurezza Interna, il ministero della Salute del Messico e l’agenzia di Sanità Pubblica del Canada, oltre che con l’Oms, per garantire un torneo sicuro e protetto, poiché la salute di tutte le persone coinvolte rimane la priorità della Fifa”, ha aggiunto.

Lo scenario che si andrebbe disegnando potrebbe contemplare anche la necessità di rivedere quanto ormai dato per consolidato, ovvero le rappresentative qualificate, come accaduto ma per ragioni estremamente diverse, per l’Iran al centro di un dibattito pubblico assai controverso.

Gianni Infantino

Le parole di Zampolli sul ripescaggio degli Azzurri

Anche Paolo Zampolli, inviato speciale di Donald Trump, ha parlato ospite del programma Dritto e Rovescio in onda su Rete 4 dell’emergenza sanitaria nel paese africano e delle possibilità che questo possa generare dei problemi alla partecipazione ai Mondiali americani, ormai imminenti. La data di inizio è per l’11 giugno prossimo.

“Purtroppo è scoppiata un’epidemia di ebola. Ci sono già 500 casi e 150 morti. Hanno cancellato il ritiro in Congo, a Kinshasa, e sembra che stiano mandando i giocatori in Belgio per allenarsi”.

Uno scenario che darebbe ulteriore adito alle speculazioni, alimentate in primis proprio da Zampolli, riguardo un possibile ritorno in auge della pista che porta agli Azzurri, ufficialmente fuori anche da questa edione: “Il ripescaggio dell’Italia al Mondiale? Per me è un sogno, io ho detto al presidente Trump ‘nel caso in cui l’Iran non venisse ci sarebbe stata bene l’Italia, sono 16 anni che non andiamo ai Mondiali e tutti i giovani non hanno mai visto l’Italia ai Mondiali, sarebbe ora’. Tutto è possibile, il mio sogno rimane, penso anche che tutti quelli che mi sono andati contro quando dormono hanno il mio stesso sogno”.

L’Italia può davvero venire ripescata? Cosa dice il regolamento

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) rappresenta ora un rischio “molto elevato” per la salute pubblica, rispetto al precedente livello di rischio “elevato”, ha annunciato il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, mentre i rischi regionali e globali rimangono invariati.

“L’epidemia di Ebola nella RDC si sta diffondendo rapidamente. In precedenza, l’Oms aveva valutato il rischio come elevato a livello nazionale e regionale e basso a livello globale. Ora stiamo rivedendo la nostra valutazione del rischio, che ora è molto elevato a livello nazionale, elevato a livello regionale e basso a livello globale”, ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus. Da qui la decisione, annunciato formalmente poche ore fa, di rinunciare al ritiro per la nazionale africana.

Autore
Virgilio.it

Potrebbero anche piacerti