Italbasket, questa fa male: azzurri battuti in Bosnia in volata, lunedì con la Serbia di Jokic ci vuole un'impresa
- Postato il 28 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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La buona notizia è che Lituania e Islanda hanno entrambe perso, ma è difficile credere che all’Italia di Luca Banchi questo possa servire a mo’ di consolazione. Perché la sconfitta rimediata in Bosnia fa un male cane, oltre a complicare la rincorsa verso i mondiali mediorientali del 2027. Nulla è perduto, ma il 78-76 rimediato contro Nurkic e compagni vale da monito: i jolly sono praticamente finiti e lunedì contro la Serbia di Jokic (che ha vinto facile sull’Islanda) servirà una vittoria per rimettere tutto (o quasi) a posto. Altrimenti la strada verso il mondiale rischia di tramutarsi in un sentiero scosceso e pieno di insidie.
- Nurkic banchetta sotto canestro: l'Italia concede troppo
- La rimonta finale vanificata sul più bello
- Banchi ammette: "Decisive le seconde opportunità"
Nurkic banchetta sotto canestro: l’Italia concede troppo
I rimpianti di serata nascono proprio nella consapevolezza che l’Italia non ha giocato bene, ma ha avuto lo stesso le sue opportunità di vincere l’incontro. La Bosnia ha fatto valere i suoi punti di forza, specificatamente uno: palla a Jusuf Nurkic e ci pensa il centro NBA a risolvere i problemi. Con 25 punti e 14 rimbalzi, il gigante bosniaco ha letteralmente dominato la partita, proprio come si poteva temere nelle peggiori previsioni.
E aver lasciato 18 rimbalzi d’attacco è l’altra ragione che ha portato a un ko. che complica la corsa verso il Qatar, sebbene nel finale siano stati gli azzurri ad avere la palla in mano per vincere. Pagato a caro prezzo un blackout offensivo nel secondo quarto (9’ senza canestri dal campo: un solo canestro in 20 possessi, e nonostante ciò i bosniaci non sono scappati…), pagata a carissimo prezzo una percentuale irrisoria in area (appena il 38%), l’Italia s’è, aggrappata alla forza della disperazione, riuscendo anche a mettere il naso davanti a un minuto e mezzo dalla fine. Poi però una tripla di Alibegovic ha rimesso la Bosnia davanti e da quel momento la pressione s’è fatta sentire, con poca lucidità nei possessi decisivi.
La rimonta finale vanificata sul più bello
L’Italia aveva approcciato fin troppo bene la serata, trovando sempre la retina nelle prime tre conclusioni dall’arco. Fontecchio e Melli, alla prima apparizione nell’era Banchi, hanno fatto valere la loro esperienza, ma mentre l’abruzzese ha faticato tanto al tiro (al punto da vestire i panni dell’uomo assist per i compagni), Melli ha avuto un po’ più di libertà, non sempre sfruttata a dovere.
Le difficoltà nel pitturato (5 rimbalzi offensivi bosniaci nel solo primo quarto) vengono compensate dai tanti errori al tiro avversari, ma dal 12-17 a proprio favore l’Italia si ritrova catapultata alla doppia cifra di svantaggio, complici errori in serie in attacco (32-22 con 20-5 di parziale in 17’). A rimettere in carreggiata gli azzurri, come spesso capitato nel recente passato, un Mannion chirurgico nel punire gli accoppiamenti pigri della Bosnia. Con ben 16 viaggi in lunetta nel terzo quarto (13 punti a bersaglio) la partita s’è riaperta all’istante (43-41), poi dopo una lunga fase di equilibrio a meno di due minuti dalla fine una tripla ignorante di Melli ha permesso all’Italia di trovare il primo vantaggio nella ripresa (72-73).
Alibegovic (tripla) e Nurkic hanno però confezionato un 5-0 di parziale che di fatto ha ribaltato nuovamente l’incontro, con l’Italia tenuta in vita da due palle perse avversario, ma con Tonut e Niang che hanno combinato 1/4 dalla lunetta, vanificando i propositi di rimonta. Fontecchio ha avuto la palla della vittoria sulla sirena, ma gli déi del basket hanno deciso che doveva essere la serata della Bosnia. E lunedì con la Serbia servirà un’impresa per rimettere tutto (o quasi) in ordine.
Banchi ammette: “Decisive le seconde opportunità”
Banchi nel post partita ha commentato la sconfitta senza fare drammi. “Sapevamo che sarebbe stata dura, perché non è mai facile giocare con questa intensità a fine agosto. Pareggiare il loro impatto fisico è stato dispendioso, ma avevamo lavorato molto su questo aspetto. Peccato per i tanti errori commessi nel secondo quarto, che hanno permesso alla Bosnia di prendere fiducia.
La reazione avuta dopo l’intervallo lungo è la cosa che mi tengo più stretto, ma resta il rammarico per alcuni dettagli: loro hanno sfruttato tutto il loro talento e fisicità in area, conquistando tante seconde opportunità che si sono rivelate determinanti ai fini del risultato finale. Purtroppo ogni volta che abbiamo commesso un errore siamo stati puniti, e alla fine la differenza, seppur minima, è tutta racchiusa in quei secondi tiri”.
L’Italia ha chiuso con 14 punti a testa per Fontecchio e Mannion, con Melli e Thompson a 9 punti e Niang a 8. Pesano però le 11 palle perse (8 nel primo tempo) e il 37% dal campo (10/28 da tre), con i tiri nel pitturato che hanno vanificato la grande rimonta operata dopo l’intervallo lungo.