Irlanda-Israele, un virus oltre le polemiche e la protesta all’inno: squadra decimata e mascherine, cosa è successo
- Postato il 4 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Irlanda-Israele si è giocata a porte chiuse, ma la tensione è stata altissima alla TSC Arena di Bačka Topola, in Serbia. La seconda sfida di Nations League tra le due nazionali arriva dopo una settimana di polemiche, proteste e accuse che hanno accompagnato anche la vigilia della partita. Il primo confronto, vinto 3-0 dall’Irlanda a Debrecen, aveva fatto discutere soprattutto per le iniziative di protesta della squadra di Heimir Hallgrimsson durante l’inno israeliano e per la mancata stretta di mano tra i capitani. Questa volta, però, Israele ha dovuto fare i conti anche con un problema interno alla squadra. Un virus, infatti, ha colpito diversi giocatori e membri dello staff nei giorni precedenti alla partita. Alcuni calciatori sono rimasti in hotel, altri sono stati in dubbio fino a poche ore dal calcio d’inizio e alcuni componenti della delegazione sono stati costretti a indossare la mascherina come ai tempi del Covid.
- Un virus colpisce Israele: dallo staff ai giocatori, cosa è successo
- Israele in emergenza: chi ha saltato la partita e le mascherine
- Irlanda-Israele, niente stretta di mano e protesta durante l’inno
Un virus colpisce Israele: dallo staff ai giocatori, cosa è successo
Secondo la stampa israeliana, il virus ha colpito alcuni membri dello staff e si è poi trasmesso anche a diversi giocatori. In un primo momento l’ex Fiorentina Solomon e Shlomo erano rimasti in hotel proprio perché malati, ma alla vigilia del match la situazione è diventata ancora più delicata. Sport5 ha riferito che il virus aveva raggiunto anche altri calciatori e che alcuni componenti della spedizione avevano adottato precauzioni per evitare ulteriori contagi. Tra i giocatori alle prese con problemi di salute c’erano anche Glazer, Mizrahi e Baribo, oltre ai due già citati.
Israele in emergenza: chi ha saltato la partita e le mascherine
Il virus ha inevitabilmente condizionato le scelte di formazione del ct Ben Shimon. Pur avendo recuperato, Glazer ha lasciato nuovamente il posto a Tzur tra i pali. Shlomo è stato invece escluso dopo aver continuato a non stare bene. Solomon, Baribo e Mizrahi, invece, si sono accomodati in panchina ma in condizioni fisiche precarie.
Irlanda-Israele, niente stretta di mano e protesta durante l’inno
Tensione alle stelle prima del calcio d’inizio. L’Irlanda ha confermato le stesse forme di protesta già adottate in occasione della prima sfida: i giocatori sono scesi in campo con il lutto al braccio, hanno evitato la consueta stretta di mano con gli avversari e non hanno partecipato allo scambio dei gagliardetti. Durante l’inno israeliano, inoltre, i calciatori irlandesi hanno nuovamente tenuto il capo chino.
La scelta era stata annunciata già prima della prima partita e nasceva dalla volontà della squadra di esprimere una posizione sul conflitto di Gaza. In occasione della gara di Debrecen, l’Irlanda aveva indossato fasce nere in memoria di tutte le vittime del conflitto e aveva deciso di non partecipare ad alcuni dei protocolli pre-partita. Questa volta anche Israele ha ottenuto dalla UEFA il permesso di indossare fasce nere, in memoria delle vittime del 7 ottobre 2023.