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Iran, lo stallo dopo la riunione nella Situation Room: i dubbi di Trump

  • Postato il 30 maggio 2026
  • Esteri
  • Di Libero Quotidiano
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  • 8 min di lettura
Iran, lo stallo dopo la riunione nella Situation Room: i dubbi di Trump
Iran, lo stallo dopo la riunione nella Situation Room: i dubbi di Trump

La riunione nella Situation Room è durata circa due ore, ma Donald Trump non ha preso alcuna decisione sull’accordo con l’Iran. È quanto ha riportato ieri il New York Times, citando un alto funzionario dell’amministrazione, secondo cui Washington ritiene di essere vicina a un accordo, ma ci sono ancora «alcune questioni da discutere, tra cui lo sblocco dei fondi iraniani». Eppure poco prima del vertice il presidente americano aveva annunciato sul suo social Truth di essere pronto a «prendere una decisione definitiva». 

«L’Iran deve accettare che non avrà mai un’arma nucleare o una bomba. Lo stretto di Hormuz deve essere immediatamente aperto, senza pedaggi, per il traffico marittimo senza restrizioni, in entrambe le direzioni», aveva puntualizzato Trump. «Tutte le mine, se ce ne sono, verranno eliminate. L’Iran completerà l’immediata rimozione e/o detonazione di tutte le mine rimaste, che non saranno molte». «La polvere nucleare, che giace sepolta nelle profondità del sottosuolo, verrà riportata alla luce dagli Stati Uniti (l’unico Paese, insieme alla Cina, a possedere le capacità meccaniche per farlo), in stretta coordinazione e collaborazione con l’Iran e con l’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, e verrà distrutta». «Le navi bloccate nello Stretto di Hormuz a causa del nostro straordinario e senza precedenti blocco navale — che ora verrà revocato — possono avviare la procedura per fare ritorno a casa».

«Io negozio. Loro negoziano. Sono ottimi negoziatori», aveva pure detto Trump ai miHormuz da parte dell’Iran si è ormai consolidata a livello internazionale, aggiungendo che i paesi ora richiedono l’autorizzazione, pagano delle tariffe e attraversano il canale sotto la guida della Marina delle Guardie Rivoluzionarie. Scrivendo su X, ha dunque ironizzato sul fatto che Trump sarebbe l’unica persona a non voler accettare la realtà. «Di tanto in tanto manda il suo esercito ad aprire lo stretto. Arrivano, vengono sconfitti e tornano indietro». «Invece di inutili lamentele e chiacchiere, pensate a inchinarvi al potere degli iraniani nel Golfo Persico». 

Per conto suo il vicepresidente JD Vance aveva messo le mani avanti sul fatto che, sì, gli Usa e l’Iran hanno compiuto buoni progressi sull’estensione del cessate il fuoco, ma il presidente non è ancora pronto ad approvare l’accordo: «Ci stiamo confrontando su un paio di punti relativi alla formulazione del testo. Abbiamo fatto molti progressi in tal senso». Parlando coi media poche ore dopo che fonti Usa hanno riferito che le due parti avrebbero raggiunto l’intesa, aveva espresso l’auspicio che si continui «a fare progressi» per mettere il tycoon «nella posizione di poter avallare l’accordo». «È difficile dire esattamente quando, o se, il presidente firmerà il memorandum. Non posso garantire che ci arriveremo, ma allo stato sono abbastanza fiducioso».

Anche secondo il segretario al Tesoro Scott Bessent «forse abbiamo gli ingredienti per un accordo», ma alcune delle linee rosse di Trump non sono ancora state rispettate. «Non accetterà un accordo sfavorevole. Concluderà un ottimo accordo per il popolo americano», ha sottolineato in conferenza stampa ieri alla Casa Bianca. 

 

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KAZAKISTAN
Secondo le ipotesi circolate, l’accordo estenderebbe la tregua per altri 60 giorni e consentirebbe il transito di merci attraverso lo Stretto di Hormuz, dando il via ai negoziati sulle questioni più spinose come il programma nucleare iraniano. L’Iran chiede però la revoca delle sanzioni, lo sblocco dei beni all’estero e il ritiro delle forze statunitensi dalla regione, mentre Washington vuole appunto che l’Iran smantelli il suo programma nucleare, che Teheran afferma essere a fini pacifici, oltre che la consegna del materiale fissile altamente arricchito. Il Kazakistan si offre per custodire l’uranio in caso di accordo. Il possibile accordo è peraltro maturato dopo una ultima serie di attacchi reciproci tra Usa e Iran, l’ultimo episodio del genere dall’entrata in vigore del cessate il fuoco all'inizio di aprile. Il Comando centrale Usa (Centcom) ha smentito, definendola «falsa», la notizia riportata dai media iraniani secondo cui un drone statunitense sarebbe stato abbattuto nei pressi di Bushehr, nel Sud-Ovest dell’Iran. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che il testo della possibile intesa non è stato ancora finalizzato né confermato.

 

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Libero Quotidiano

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