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Iran, il rial crolla ma per la Banca Centrale di Teheran è solo un "deprezzamento temporaneo"

  • Postato il 24 agosto 2026
  • Economia
  • Di Agi.it
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  • 3 min di lettura
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Iran, il rial crolla ma per la Banca Centrale di Teheran è solo un "deprezzamento temporaneo"
Iran, il rial crolla ma per la Banca Centrale di Teheran è solo un "deprezzamento temporaneo"

AGI - Il rial iraniano continua la sua discesa e ha toccato un nuovo minimo storico sul mercato nero, scendendo fino a circa 2 milioni di rial per un dollaro.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, il crollo della valuta arriva alla vigilia di una nuova stretta economica annunciata da Washington, che punta ad aumentare la pressione sul sistema finanziario della Repubblica islamica.

Il rial crolla dopo le pressioni USA

A contribuire al nervosismo dei mercati sono state soprattutto le dichiarazioni del segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, che ha definito le imminenti sanzioni contro Teheran un vero e proprio "D-Day economico".

La svalutazione del rial segna un'accelerazione rispetto ai livelli registrati alla fine di dicembre, quando un dollaro valeva circa 1,45 milioni di rial. Da allora, tra tensioni interne, proteste e le conseguenze del conflitto con Israele, la moneta iraniana ha continuato a perdere terreno, evidenziando la fragilità del quadro economico nazionale.

Le parole della Banca Centrale iraniana

Nonostante il deterioramento del cambio, le autorità iraniane invitano alla calma.

Il governatore della Banca Centrale, Abdolnaser Hemmati, ha definito il deprezzamento della valuta un fenomeno "temporaneo", sostenendo che gli aumenti delle valute estere siano destinati a rientrare.

In un intervento trasmesso dalla televisione di Stato, Hemmati ha affermato che "questi shock (economici) che vengono creati sono essenzialmente propaganda politica americana", aggiungendo di essere certo che "la situazione migliorerà e i problemi saranno risolti".

La reazione dei mercati e il nodo petrolio

Le rassicurazioni della Banca Centrale si scontrano però con la percezione degli operatori economici e della popolazione, che continuano a rifugiarsi nelle valute forti per proteggere il proprio potere d'acquisto.

Il contesto resta inoltre strettamente legato agli equilibri energetici della regione. Nella scorsa notte, stando a quanto riferisce Bloomberg, sono transitati attraverso lo Stretto di Hormuz circa 16 milioni di barili di petrolio, mentre gli Stati Uniti hanno annunciato iniziative per favorire il passaggio di ben 660 milioni di barili lungo la strategica rotta marittima. 

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Autore
Agi.it

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