Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Iran, domina l’incertezza nelle trattative di pace. Ecco quali sono le soluzioni più probabili

  • Postato il 4 maggio 2026
  • Di Panorama
  • 0 Visualizzazioni
  • 2 min di lettura
Iran, domina l’incertezza nelle trattative di pace. Ecco quali sono le  soluzioni più probabili

Come si evolverà il processo diplomatico sulla crisi iraniana? Donald Trump ha annunciato Project Freedom: un’iniziativa finalizzata a rendere navigabile lo Stretto di Hormuz. «La missione, diretta dal presidente, fornirà supporto alle navi mercantili che cercano di transitare liberamente attraverso l’essenziale corridoio commerciale internazionale», ha dichiarato Centcom, per poi aggiungere: «Il nostro supporto a questa missione difensiva è essenziale per la sicurezza regionale e per l’economia globale, in quanto manteniamo anche il blocco navale». Al contempo, secondo Axios, non è detto che questa operazione coinvolgerà necessariamente navi della Marina statunitense. «Abbiamo ripetutamente affermato che la sicurezza dello Stretto di Hormuz è nelle nostre mani e che il passaggio sicuro delle navi deve essere coordinato con le forze armate», hanno dichiarato, dal canto loro, le forze armate iraniane.

In tutto questo, i negoziati tra Washington e Teheran restano sospesi nell’incertezza. Domenica, Trump ha definito «inaccettabile» la nuova proposta iraniana. «Per me non è accettabile. L’ho studiata, ho studiato tutto, non è accettabile», ha affermato. Dall’altra parte, il ministero degli Esteri di Teheran ha accusato gli Stati Uniti di avanzare delle richieste «eccessive». «In questa fase, la nostra priorità è porre fine alla guerra. L’altra parte deve impegnarsi ad adottare un approccio ragionevole e abbandonare le sue richieste eccessive nei confronti dell’Iran», ha dichiarato. Nel frattempo, Islamabad continua a tentare la mediazione. Domenica sera, il ministro degli Esteri pakistano, Mohammad Ishaq Dar, si è, non a caso, sentito con l’omologo iraniano, Abbas Araghchi.

In particolare, stando ad Al Jazeera, il piano della Repubblica islamica prevedrebbe una prima fase, in cui, il cessate il fuoco dovrebbe trasformarsi in una pace permanente nel giro di 30 giorni. Intanto, lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto, mentre gli Usa revocherebbero il blocco navale imposto ai porti iraniani. Nella seconda fase, Teheran congelerebbe l’arricchimento dell’uranio per un massimo di 15 anni, riprendendolo poi a un tasso del 3,6%. Il regime khomeinista manterrebbe gli impianti atomici, ma si impegnerebbe a ridurre man mano le proprie scorte di uranio. Washington, per parte sua, sbloccherebbe man mano i fondi iraniani congelati e revocherebbe le sanzioni sulla base dei progressi in ambito nucleare. La terza fase, infine, vedrebbe l’avvio di un dialogo strategico tra la Repubblica islamica e i Paesi arabi.

Il nodo sul tavolo resta sempre lo stesso. Gli ayatollah vogliono trattare prima della riapertura di Hormuz e, in un secondo momento, della questione nucleare. Trump, dall’altra parte, esige che il dossier atomico sia affrontato sin da subito. È anche in quest’ottica che il presidente americano è intenzionato a mantenere in vigore il blocco navale, da lui visto come uno strumento di pressione negoziale. «Stiamo soffocando il regime, che non è in grado di pagare i propri soldati. Si tratta di un vero e proprio blocco economico, che coinvolge tutti i settori del governo», ha affermato, domenica, il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent.

Autore
Panorama

Potrebbero anche piacerti