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Intimidazioni agli amministratori: Puglia prima, Campania seconda, Calabria quarta

  • Postato il 21 giugno 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Intimidazioni agli amministratori: Puglia prima, Campania seconda, Calabria quarta

Il Quotidiano del Sud
Intimidazioni agli amministratori: Puglia prima, Campania seconda, Calabria quarta

Il rapporto di Avviso Pubblico evidenzia 309 intimidazioni ad amministratori nel 2025: la Puglia è la regione più colpita d’Italia.


Fare l’amministratore locale in Italia resta un mestiere ad altissimo rischio, con una media drammatica di una minaccia registrata ogni 28 ore. Nel corso del 2025 sono stati censiti in tutto il Paese 309 atti intimidatori, di minaccia e violenza rivolti a sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali e dipendenti della pubblica amministrazione. I dati emergono dal nuovo rapporto “Amministratori sotto tiro”, realizzato dall’associazione Avviso Pubblico e presentato ufficialmente a Napoli. Sebbene a livello nazionale si registri una leggera flessione del 6% rispetto al 2024 (quando i casi furono 328), la geografia della violenza interna mostra dinamiche locali in forte controtendenza e territori in costante emergenza.

GEOGRAFIA DELLE INTIMIDAZIONI AGLI AMMINISTRATORI: LA PUGLIA DIVENTA LA REGIONE PIÙ COLPITA, LA CALABRIA È QUARTA

La mappa del rischio tracciata da Avviso Pubblico vede la Puglia conquistare il triste primato di regione più colpita d’Italia nel 2025, registrando ben 51 casi censiti, pari a un preoccupante aumento del +24% rispetto all’anno precedente. Il Mezzogiorno d’Italia continua a catalizzare la maggior parte delle tensioni, concentrando il 59% del totale nazionale delle intimidazioni, nonostante un calo complessivo nelle Isole (passate da 68 a 51 casi) che ha alleggerito il dato macro-regionale del Sud. Subito dopo la Puglia, nella classifica regionale, si posizionano la Campania (37 casi), la Sicilia (35) e la Calabria (32). Segnali di allarme arrivano però anche dal resto del Paese: crescono infatti le intimidazioni nelle regioni del Centro (46 casi) e del Nord-Ovest (44), mentre si registra una lieve diminuzione nel Nord-Est (37).

IL PRIMATO DI NAPOLI E LE ALTRE PROVINCE NEL MIRINO

A livello provinciale, Napoli si conferma l’area più bersagliata in assoluto da parte della criminalità e dei malintenzionati. Sono ben 16 i casi registrati nel napoletano, distribuiti su 11 differenti Comuni. Subito dietro il capoluogo campano, la graduatoria delle province più calde d’Italia mostra una diffusione geografica che tocca diverse regioni. C’è Lecce (15 casi), Palermo (14 casi), Reggio Calabria (11 casi), Cosenza, Agrigento e Padova (10 casi ciascuna).

ATTACCHI DIRETTI E STRATEGIE INDIRETTE: COLPITE ANCHE LE FAMIGLIE

L’analisi dei dati rivela come la quasi totalità delle minacce punti a colpire direttamente l’individuo nel tentativo di condizionarne l’attività politica o amministrativa. Nel 84% dei casi, infatti, le intimidazioni sono state di tipo diretto, indirizzate faccia a faccia o per via scritta alla persona presa di mira. Nel restante 16%, i criminali hanno invece optato per una strategia di tipo indiretto. In quest’ultimo caso, l’azione violenta si è tradotta in attacchi e danneggiamenti contro municipi, uffici e strutture di proprietà comunale. Oppure nel sabotaggio di mezzi adibiti ai servizi pubblici essenziali, come il ciclo dei rifiuti, i trasporti, le reti idriche, elettriche e i servizi sanitari.

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