“Intimidatorio e fuori luogo”, al Tour de France femminile scoppia lo scandalo: un uomo controlla i reggiseni delle atlete
- Postato il 5 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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Al Tour de France si parla ancora di doping, ma stavolta a differenza di quanto accaduto nella corsa maschile a finire sotto la lente di ingrandimento non sono dei presunti farmaci vietati ma dei reggiseni. L’ultimo caso del ciclismo femminile riguarda il doping aerodinamico con un controllo prima della cronometro che ha scatenato un’ondata di polemiche.
- I controlli prima della cronometro
- I controlli li fa un uomo: è polemica
- Vince Reusser e nessuna ha barato
I controlli prima della cronometro
Le polemiche erano cominciate sin dalla prima tappa ma quando è arrivato l’appuntamento dedicato alla prova contro il tempo, sono arrivati anche i controlli. Al Tour de France negli ultimi giorni non si è parlato solo delle prestazioni delle atlete in gara ma anche di altro, e nel caso specifico di reggiseni. Nei giorni scorsi invece era venuto a galla un piccolo allarme, alcune atlete avrebbero usato dei reggiseni imbottiti per riuscire ad avere una aerodinamica migliore. E prima della cronometro sono arrivati i controlli da parte dell’UCI. Il regolamento dell’Unione Ciclistica Internazionale parla chiaro visto che l’abbigliamento deve avere “esclusivamente la funzione di vestire l’atleta e non può migliorare la forma del corpo al fine di ottenere benefici aerodinamici”. Ogni forma di schiume o imbottiture sul petto è dunque vietato perché considerato come “doping aerodinamico”.
I controlli li fa un uomo: è polemica
Per l’occasione l’UCI ha predisposto due tipi di controlli: il primo riservato alle atlete più “attenzionate”, quelle accusate di aver usato dei reggiseni imbottiti e per loro c’era una tenda chiusa e privata con il controllo fatto da una donna, per tutte la altre invece l’ispezione avviene all’aperto e la effettua un uomo. Nella prima tenda però non è stata chiamata nessuna delle cicliste, tutte le partecipanti alla cronometro di ieri sono state “analizzate” da un uomo che ha chiesto a molte di loro di aprire la maglia. Un’immagine che ha fatto il giro del mondo e che ha scatenato polemiche infinite. Di sicuro non è stato il modo migliore di gestire la situazione anche se alla vigilia l’UCI aveva assicurato che i controlli sarebbero stati in “modo professionali e rispettoso” anche se le immagini emerse raccontano una storia diversa. Perplessità anche tra le atlete ai lavori con l’ex ciclista belga Ine Beyen che ha dichiarato: “Lo trovo intimidatorio e fuori luogo”.
Vince Reusser e nessuna ha barato
Paradossalmente a finire in secondo piano sono state le prestazioni delle atlete. Lo scandalo “reggiseni” ha messo in secondo piano la grande vittoria di Marlen Reusser che era la grande favorita alla vigilia e che non ha disatteso alle aspettative. Al secondo posto si è piazzata l’olandese Lieke Nooijen e al terzo Demi Vollering. L’Italia prova ad aggrapparsi alla prestazione di Elisa Longo Borghini che chiude la gara al decimo posto ma sale al quinto in classifica generale. E giusto per la cronaca, nessuna delle atlete aveva barato.