Intesa Sanpaolo, utili record a 8,2 miliardi. Messina: "Mps, operazione ben avviata"
- Postato il 3 novembre 2026
- Economia
- Di Agi.it
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Intesa Sanpaolo, utili record a 8,2 miliardi. Messina: "Mps, operazione ben avviata"
AGI - "Nei primi nove mesi del 2026 abbiamo conseguito il miglior risultato netto di sempre". Intesa Sanpaolo archivia i primi nove mesi dell'anno con un utile di 8,2 miliardi di euro, in crescita dell'8,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, e alza la previsione per l'intero esercizio a "ben oltre 10 miliardi". A sostenere le prospettive del gruppo c'è anche l'operazione Monte dei Paschi di Siena, che secondo le stime consentirà di raggiungere un utile netto superiore a 16 miliardi nel 2029.
"La nostra offerta su Mps è ben avviata. Siamo pienamente convinti della sua validità. L'esito dell'assemblea degli azionisti di Mps rafforza la nostra fiducia nel successo dell'operazione", ha detto l'amministratore delegato Carlo Messina durante la conference call con gli analisti. A questo proposito, Intesa ha aggiornato il concambio dell'Opas, portandolo da 1,600 a 1,664 azioni di nuova emissione per ogni titolo Mps. Numeri record anche per il terzo trimestre, che si chiude con un utile netto di 2,645 miliardi, rispetto ai 2,372 miliardi dello scorso anno. "Il migliore di sempre", ha aggiunto Messina.
Messina: "Gli azionisti di Mps hanno bocciato il management"
Ampio spazio durante la call è stato dedicato all'esito dell'assemblea degli azionisti di Siena, che ha respinto le proposte del management. "Gli azionisti di Mps hanno lanciato un messaggio chiarissimo votando nettamente contro le proposte del management. Non abbiamo mai visto nulla del genere ed è indicativo del forte divario esistente tra gli azionisti e la direzione della banca", ha osservato Messina.
Il ceo ha ribadito la convinzione nella "solidità del progetto industriale" e nel valore che potrà generare "per gli azionisti, i dipendenti, i clienti e i territori". L'integrazione porterà a distribuzioni complessive agli azionisti stimate in circa 61 miliardi nel periodo 2025-2029, 11 miliardi in più rispetto a quanto previsto dal piano industriale annunciato a febbraio, consentendo inoltre di anticipare di tre anni il raggiungimento degli obiettivi. Per Siena e la Toscana sono inoltre previsti un incremento del credito erogato, un polo tecnologico, una direzione commerciale e strutture centrali. La revisione del rapporto di concambio dell'Opas a 1,664 azioni neutralizza integralmente l'effetto dello stacco dell'acconto sul dividendo Intesa da 22 centesimi, previsto il 23 novembre con pagamento il 25 novembre.
Messina promuove il governo ma critica la tassa sulle banche
Sul fronte dei rapporti con il governo, Messina ha espresso un giudizio positivo sull'azione dell'esecutivo e sulla stabilità dei conti italiani, distinguendo questa valutazione dalle riserve sulla manovra. "Valutando l'Italia direi che ci troviamo in una posizione unica in termini di stabilità. Il Governo, Giorgia Meloni e Giorgetti hanno veramente fatto un ottimo lavoro", ha detto. Ma sulla manovra ribadisce che l'esecutivo "non ha rispettato" l'accordo dello scorso anno su un contributo triennale, decidendo "un'ulteriore imposta sul settore bancario". Detto questo, "dobbiamo evitare l'approccio populista secondo il quale prendere delle misure contro le banche può dare consenso elettorale".
A supporto di ciò, il ceo ha ricordato che nei soli primi nove mesi Intesa ha già generato 5,2 miliardi di euro di imposte, registrando un impatto di 900 milioni riconducibile proprio alla legge di Bilancio precedente. Inoltre, il settore finanziario italiano nel suo complesso detiene quasi 780 miliardi di euro di titoli di Stato. Al momento l'impatto della nuova legge di Bilancio 2027 per Intesa è ancora da quantificare, ma Messina ha assicurato: "Faremo del nostro meglio per andare a compensare e lavorare su piani d'emergenza per quanto riguarda i costi e altre linee di bilancio", in modo da garantire agli stakeholder e agli azionisti la possibilità di continuare a fare affidamento sui punti di forza della banca.
Nel solo 2026 Intesa prevede di distribuire agli azionisti 9,4 miliardi di euro attraverso dividendi e buyback, compreso l'acconto sul dividendo da 3,8 miliardi, pari a 22 centesimi per azione deliberati dal Cda. Nei primi nove mesi la banca ha erogato 66,4 miliardi di nuovo credito a famiglie e imprese, di cui circa 15,1 miliardi destinati alla transizione sostenibile e 4,4 miliardi a nuovo credito sociale, con i prestiti alla clientela cresciuti del 4% su base annua.
Ricavi ai massimi storici, cresce la redditività
I ricavi hanno raggiunto i massimi storici, con i proventi operativi netti in crescita del 5% a 21,457 miliardi. Il margine di interesse è salito del 2,3%, le commissioni del 5,2% e il risultato assicurativo del 5,8%. I costi operativi sono diminuiti dell'1,3% e il risultato della gestione operativa è aumentato del 9%. Il ROE annualizzato è al 21%, il ROTE al 26%, il cost/income ratio al 36,7% e il costo del rischio a 19 punti base. Il rapporto tra crediti deteriorati netti e impieghi è allo 0,8% secondo la metodologia EBA, mentre il CET1 ratio si attesta al 13,1%.
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