Internazionali, la favola di Andrea Pellegrino: a 29 anni batte Nardi e vince la prima partita in un 1000. Tstitsipas ko.
- Postato il 8 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Non smettete mai di credere nei sogni: Andrea Pellegrino di questa frase ne ha fatto un mantra, perché a 29 anni vincere la prima partita in un Masters 1000 è qualcosa che in pochi sanno di poter raccontare. Una favola moderna, una “dolce vita” in salsa pugliese, col nativo di Brindisi che butta fuori dalla competizione il ben più quotato Luca Nardi, che invece continua a interrogarsi su ciò che il presente gli sta portando in dote, con la quarta eliminazione consecutiva al primo turno (non vince una partita in un tabellone principale da inizio febbraio, quando batté Cobolli a Montpellier) e una discesa infinita che all’inizio della prossima settimana lo confinerà fuori dalla top 150 del mondo. Dove è invece risalito Pellegrino, che al secondo turno sabato se la vedrà contro Arthur Fils.
- Nardi si spegne dopo un solo set e Pellegrino ne approfitta
- Il pugliese chirurgico quando più serve: una serata storica
- Tsitsipas, crisi senza fine: fuori al debutto contro Machac
Nardi si spegne dopo un solo set e Pellegrino ne approfitta
Non è stata una partita lineare, quella disputata sul BNP Paribas Arena. Perché Nardi per un set almeno ha fatto valere la sua maggiore propensione a giocare partite di questo tipo (resta pur sempre uno dei pochi giocatori fuori dalla top 100 mondiale a poter dire di aver battuto Djokovic, anche se da quella notte magica di Indian Wells sono trascorsi ormai più di due anni), salvo poi smarrirsi lungo la via e ritrovarsi a rincorrere vanamente nel secondo e nel terzo set.
Il primo se l’era portato a casa con mestiere: un break per parte in avvio, poi quello decisivo piazzato nel settimo gioco, con un paio di dritti niente male a spolverare la riga e due turni di servizio solidi nei quali non ha concesso la benché minima opportunità di replica.
Ma nel secondo parziale la partita cambia completamente volto: Pellegrino comincia a lasciar andare il braccio e il pesarese nel quarto gioco gli spalanca un’autostrada, sbagliando di tutto e venendo punito sulla prima palla break da un dritto potente e angolato. Al servizio il pugliese non è troppo incisivo, ma è bravo comunque a prendersi i tempi e lo spazio per affondare il colpo, garantendosi la possibilità di andarsela a giocare al terzo set.
Il pugliese chirurgico quando più serve: una serata storica
Quello che manda a referto Pellegrino nel set decisivo è un saggio di bravura, dinamismo e coraggio. Nei primi due game si procura tre palle break: la prima viene annullata a fatica da Nardi nel game d’apertura, poi ne cancella un’altra nel terzo gioco, ma ai vantaggi si complica nuovamente la vita e con una seconda fiacca consente al rivale di aggredirlo con la risposta per chiudere poi con un comodo dritto a campo aperto. Pellegrino è in piena trance agonistica e prima regala un quarto gioco da paura (smorzate e cross si sprecano), poi nel sesto deve faticare e non poco a mantenere lo status quo e salire sul 4-2.
La palla break sciupata nel gioco successivo suona sinistra, perché rimette in piedi Nardi, altrimenti alle corde. E il pesarese nell’ottavo gioco la palla per rimettere tutto a posto se la ritrova sulla racchetta, ma la getta via malamente, regalando altri due punti ai vantaggio e sprecando l’occasione per riportare l’inerzia dalla sua parte.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/TelDiTen/status/2052486196933144803" profile_id="TelDiTen" tweet_id="2052486196933144803"/]E nella testa quegli errori pesano: nel nono gioco la battuta la perde a zero, dando la sensazione di essere uscito dal campo, svuotato di energie e di fiducia. Pellegrino stenta a credere a ciò che i suoi occhi hanno visto: a 29 anni sta vivendo una favola bellissima, e Roma è tutta ai suoi piedi. Dopo aver battuto Gaston e Landaluce nelle qualificazioni, un altro scalpo eccellente: con Fils sarà durissima, ma ormai sognare non costa veramente più nulla.
Tsitsipas, crisi senza fine: fuori al debutto contro Machac
Chi di sogni ormai ne ha visti andare in frantumi parecchi è Stefanos Tsitsipas, sempre più crepuscolare anche in quella Roma dove 4 anni fa arrivò pure in finale (sconfitto da Djokovic), e dove mai era uscito al primo turno. Ma siccome nella vita sportiva dell’ellenico ormai ci sono tante “prime volte sgradite”, eccone servita un’altra: Tomas Machac non s’è mostrato affatto compassionevole con l’ex numero 3 del mondo, rispedito a casa grazie a una prova nemmeno così trascendentale, ma che ha tratto linfa vitale da quel 91% di punti ottenuti con la prima.
Tsitsi ha lottato fino all’ultimo, cedendo 6-4 7-6 dopo una battaglia anche di nervi, senza sfruttare 8 ace e in generale una propensione a restare attaccato alla partita in ogni situazione. Se Madrid qualche segnale di ripresa l’aveva dato, Roma lo ha nuovamente cancellato: dura pensare a uno Tsitsipas in grado di dire la sua a Parigi, per giunta al meglio dei 5 set, ma qui davvero si fatica a capire che direzione abbia preso la carriera di un giocatore che è l’ombra di quello che fu.