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Inter, Toldo: Ero il migliore del mondo ma ho lasciato del tutto il calcio e non lo seguo più, ecco perchè

  • Postato il 2 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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Inter, Toldo: Ero il migliore del mondo ma ho lasciato del tutto il calcio e non lo seguo più, ecco perchè

Nel 2000, quando arrivò secondo con l’Italia agli Europei in Belgio e Olanda, era l’oggetto dei desideri di tutti i top-club d’Europa e tra i migliori portieri al mondo. Francesco Toldo è stato una bandiera all’Inter, ha vinto tutto e nel 2010, conclusa la carriera da calciatore, ha fatto il suo ingresso nelle file dirigenziali dell’Inter collaborando ai progetti Inter Campus e Inter Forever prima di diventare preparatore dei portieri della Italia U.20, allenata dall’ex compagno di squadra Luigi Di Biagio e poi dell’Under 21. Ma da 11 anni ha chiuso con il calcio. Non lo segue più. L’ex portiere vive a Padova, fa il papà e ha un’impresa edile vendendo case per giovani coppie e ad As si confessa a cuore aperto.

La scelta di Toldo

Toldo spiega perché si è allontanato da quello che è sempre stato il suo mondo: “Guardate il mondo di oggi: guerre, crisi economiche, pandemie, calamità… Il calcio, intanto, è immerso nei milioni. Ho visto che non tutto si muoveva allo stesso ritmo. Era fuori sintonia con la realtà in cui vivevamo. Scoordinato… I soldi, tante cose ruotano intorno ad essi… Mi dispiace, ma a me piacciono le cose semplici. L’egoismo umano è sempre presente. Bisogna rinunciare al potere economico per rafforzare i legami con il club di una vita. Ho rifiutato tutto, anche se è vero che ero un tipo atipico. Non mi interessavano la pubblicità, gli sponsor… Il mio agente impazziva. Cerco di stare bene, ma niente di più. Non so se mi credete, ma sono fuori dal mondo del calcio da quando mi sono ritirato”.

L’elogio di Mourinho

Gli chiedono di Mourinho, candidato a tornare sulla panchina del Real, e arrivano belle parole e dolci ricordi: J”osé ha cambiato squadra diverse volte, ma sono completamente fuori dal giro. Se mi chiedete come lo ricordo, direi, forse, tra i tre migliori di sempre. Forse anche il numero uno al mondo in termini di capacità umane, psicologiche e tecniche. Per me, lo ripeto, è il migliore di tutti, senza dubbio. Poi c’è anche Sacchi, con l’Italia, e Helenio Herrera, un altro che ha fatto la storia all’Inter. Sì, Arrigo ha rivoluzionato il calcio italiano, ma quello che ha fatto Mourinho è stato… Un uomo preparato sotto ogni aspetto. Ho subito legato con lui. Ho sacrificato la mia carriera per dare una mano nello spogliatoio, attingendo alla mia esperienza, nella ricerca della vittoria. Volevo ritirarmi da un po’, ma sono rimasto per questo motivo. Quel fantastico gruppo avrebbe potuto trionfare anche senza di me, ma ho deciso di sacrificarmi per loro e per l’Inter. È stato un onore per Me.”

Prima il Barcellona, ​​poi il Liverpool all’epoca cercarono di ingaggiarlo. L’affare era ormai concluso con il Barça: “E’ vero. Ho capito nel corso della mia carriera che dovevo arrabbiarmi davvero per essere inarrestabile. Non è stato facile, perché richiedeva un notevole dispendio di energie fisiche e mentali. Sì, sono d’accordo, credo ci sia stato un periodo in cui ero il miglior portiere del mondo. Lo dico a me stesso, senza vantarmi. A volte, certi eventi lo dimostravano… Altre volte no. Col Barca era il 2001. Un contratto quinquennale. Stavo per firmare. Mi pagavano molto di più dell’Inter, dove ero arrivato quell’anno dalla Fiorentina (1993-2001). Accettai di rimanere in Serie A. Sono un patriota e volevo vincere titoli in Italia. In quegli anni, noi che venivamo dalla provincia, se facevamo bene, finivamo alla Juve, all’Inter o al Milan. Erano anni d’oro, sì. Anche Rafa mi voleva in Premier League. Ho detto di no, perché sapevo che prima o poi avrei vinto qualcosa di importante con l’Inter. C’erano situazioni strane in Italia e volevo superare questo ostacolo. E ci siamo riusciti”.

Inter come il Real

Ultimo pensiero per l’Inter: “Inter e Real Madrid sono forse le due squadre che hanno investito di più nella qualità nella storia recente. Basti pensare alla famiglia Moratti, padre e figlio… Sì, dagli anni Sessanta non hanno mai smesso di acquistare stelle per forgiare la storia nerazzurra . Il Real Madrid, ancor di più, e lo dimostrano i tanti trofei vinti. Condividono la stessa passione per il calcio e la sua bellezza. L’Inter di oggi ha un nucleo di giocatori che giocano insieme da molto tempo. Con un ciclo di vittorie importanti e mantenendo sempre quella solidità.”

Autore
Virgilio.it

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