“Inter senza equilibrio”, l'avvertimento di Bergomi a Chivu e difende Martinez ma Cristian non vuole cambiare
- Postato il 15 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Due partite giocate in Champions League, due sconfitte. L’Inter di Chivu ha perso sia contro il Real Madrid che contro il Club Brugge e ora si trova ferma a zero punti in classifica, costretta a vincere a ogni costo e a rincorrere. Il ko per 4-3 contro la formazione belga è stato un brutto colpo per i nerazzurri, che hanno dimostrato per l’ennesima volta in questa stagione dei grandi limiti in fase difensiva. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’ex Inter Beppe Bergomi ha quindi cercato di analizzare i problemi della squadra di Chivu: “L’Inter deve abbassare le aspettative in Europa, altrimenti gioca sempre con l’ansia. Ha un’età media alta, mentre le altre europee sono mediamente più giovani, corrono tanto e ti vengono a prendere alte, senza paura. È un altro calcio rispetto a quello che si fa nel nostro campionato. Qui tutte le squadre hanno minimo due, tre o quattro giocatori veloci, da uno contro uno. E noi no. Quindi dobbiamo sempre trovare altre vie, altri modi, per provare ad andare il più avanti possibile. L’Inter in questi anni è sempre stata molto brava a sopperire a determinate mancanze attraverso il gioco e l’equilibrio. Ora Chivu vuole alzare la linea di pressione per avere una squadra sempre più alta, così però ti esponi tanto e perdi l’equilibrio“.
- Inter, i consigli di Bergomi per Chivu
- Bergomi difende Martinez: "È un buon portiere"
- Il retroscena: Chivu non vuole cambiare modo di giocare
Inter, i consigli di Bergomi per Chivu
Se in Serie A i nerazzurri possono permettersi di andare sotto nel risultato e poi di ribaltarla (come invece ha fatto il Real di Mourinho), in Champions il livello è diverso e farlo diventa molto più complesso. “Quando l’Inter è riuscita a fare cose buone in Champions non ce l’ha fatta perché era la più forte ma perché è sempre stata la più brava sotto altri aspetti: il gioco e l’equilibrio – ha detto Bergomi -. E non penso sia nemmeno corretto dire che in Italia ‘è troppo più forte delle altre’, perché come livello siamo lì con il Como, la Roma, il Milan, la Juventus. In Europa il livello si alza, diventa tutto più dinamico e qualsiasi errore lo paghi“.
Anche perché i nerazzurri hanno perso due ottimi marcatori come Acerbi e De Vrij che non sono stati sostituiti: “In estate ha preso Stones, ma l’inglese non è quel tipo di giocatore. Quindi, tendenzialmente, è una difesa che deve lavorare e difendere a campo aperto. Non è questione di Akanji, Bastoni, Bisseck… Sono tutti buoni giocatori, tutti nazionali, ma difendere in questo modo è difficile per chiunque“.
Bergomi difende Martinez: “È un buon portiere”
In tutto questo, l’impressione è che parte dei problemi difensivi dell’Inter dipendano dai singoli e in particolare da Josep Martinez in porta: “In realtà la domanda è un’altra e dovrebbe essere posta a Chivu e al preparatore dei portieri: che richieste avete per lui? Deve stare molto alto perché la linea difensiva sta su e quindi lui deve uscire e rischiare oppure quegli interventi sono una sua iniziativa? Gli errori, gli stessi che l’anno scorso fece anche Sommer, li vedono tutti ma è difficile dare un giudizio, anche perché questi non devono far dimenticare le cose buone. Proprio contro il Bruges è stato lui che ha fatto ripartire l’azione che ha portato al gol dell’1-1. E altre volte ha fatto parate straordinarie“.
Ora alcuni tifosi vorrebbero vedere in porta Provedel, ma Chivu ha sempre difeso lo spagnolo: “Un errore non può cambiare tutto. Il momento di Provedel arriverà, magari già sabato perché si gioca tanto, ma non mi sento di darlo per certo. Comunque Martinez è e resta un buon portiere. È un nazionale spagnolo. Qualche errore l’ha commesso ma ricordo l’anno scorso la “guerra” a Sommer e ora sento e leggo ‘forse era meglio lui’. Non c’è mai equilibrio nei giudizi, per questo continuo anche io a difendere Martinez”.
Il retroscena: Chivu non vuole cambiare modo di giocare
Nonostante l’analisi di Bergomi, La Gazzetta dello Sport rivela come in realtà Chivu non sia intenzionato a cambiare modo di giocare. Secondo l’allenatore nerazzurro, infatti, il problema non sarebbe tattico o tecnico, ma di atteggiamento. L’Inter lavora bene in fase di possesso palla, ma non altrettanto quando la perde. Mancano rabbia e aggressività in fase di pressing, come sottolineato dall’allenatore anche durante la partita contro la Roma, poi pareggiata. Chivu continuerà quindi a lavorare sulla difesa alta, cercando di imprimere le sue idee ai giocatori e in particolare a difensori e centrocampisti, abituati a difendere bassi.