Inter, la rivincita di Bastoni, il calciatore più contestato d’Italia: la mossa del Barcellona, Marotta fa chiarezza
- Postato il 4 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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Il 21esimo scudetto dell’Inter è anche e soprattutto lo scudetto di Alessandro Bastoni, che da febbraio in poi s’è ritrovato a essere il calciatore più contestato d’Italia. Dalla simulazione nel derby d’Italia all’espulsione nella finale dei playoff mondiali che l’Italia ha perso ai rigori contro la Bosnia ed Erzegovina: nelle ultime settimane il 27enne centrale nerazzurro ha vissuto sulle montagne russe, precipitando agli inferi per poi toccare il paradiso nella magica notte di San Siro che ha incoronato l’Inter campione d’Italia.
- Dalla simulazione in poi: i mesi più duri di Bastoni
- La follia di Zenica che ha condannato l’Italia
- Inter, lo scudetto è il riscatto Bastoni: il messaggio
- La mossa del Barcellona: finale a sorpresa?
- Marotta allo scoperto sul futuro
Dalla simulazione in poi: i mesi più duri di Bastoni
Bastoni è passato dall’essere considerato il miglior difensore d’Italia a bersaglio fisso delle critiche. Tutto esplode il 14 febbraio, giorno di San Valentino, nel derby d’Italia tra Inter e Juventus. In quell’occasione il difensore nerazzurro finisce nell’occhio del ciclone per una simulazione clamorosa: l’arbitro La Penna estrae il secondo giallo a Kalulu, che viene così espulso.
A far discutere più del resto è però l’esultanza di Bastoni dopo il provvedimento ingiusto, nel match vinto 3-2 dalla squadra di Chivu. Da lì in poi cambia tutto. Ovunque l’Inter giochi in trasferta, il difensore viene sommerso dai fischi. E il caso diventa anche politico: in molti arrivano a chiedere all’allora ct Gennaro Gattuso di escluderlo dalla Nazionale in vista degli spareggi Mondiali.
La follia di Zenica che ha condannato l’Italia
Arrivato ai playoff in condizioni fisiche e mentali non perfette, Bastoni è stato tra i protagonisti in negativo della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali in Canada, Messico e Stati Uniti. La sua espulsione poco prima dell’intervallo per un fallo da ultimo uomo su Memić ha infatti indirizzato la finale di Zenica contro la Bosnia ed Erzegovina, una gara che si era messa in discesa grazie al vantaggio iniziale firmato da Kean.
Poi il copione è noto: il pareggio degli avversari, la lotteria dei rigori e la sconfitta finale, che ha dato il via a una profonda rivoluzione – tuttora in atto – nel movimento calcistico italiano.
Inter, lo scudetto è il riscatto Bastoni: il messaggio
Superato l’infortunio, Bastoni è tornato in campo dal primo minuto nella sfida più importante della stagione, quella contro il Parma che è valsa il tricolore. Il futuro si scriverà in un secondo momento: ora è il tempo di festeggiare e provare a completare il double, andando a caccia della Coppa Italia nella finale contro la Lazio.
Non sono mancati i messaggi social del difensore. Uno su tutti: “Non sono mai stato solo”. Una frase pubblicata nelle sue storie Instagram e che suona come una dichiarazione d’amore nei confronti del mondo Inter, che non lo ha mai abbandonato nei momenti più difficili.
La mossa del Barcellona: finale a sorpresa?
Da contestato a conteso: il calcio sa sempre regalare storie sorprendenti. Su Instagram i tifosi dell’Inter lo invitano a restare, mentre quelli del Barcellona lo spingono verso la Spagna.
E proprio dalla Spagna rimbalzano aggiornamenti sul possibile trasferimento al Camp Nou. Secondo quanto riportato da Sport, il giocatore avrebbe in parte deluso i blaugrana, non avendo fatto abbastanza per agevolare la riduzione del prezzo richiesto dall’Inter, fissato intorno ai 70 milioni di euro. Per il Barcellona Bastoni resta una priorità assoluta, ma il club non sarebbe disposto a spingersi fino a una cifra considerata fuori mercato.
[iol_placeholder type="social_instagram" id="DX5HAh_iO2r" max_width="540px"/]Marotta allo scoperto sul futuro
Del futuro di Bastoni ha parlato anche il presidente dell’Inter, Beppe Marotta. Intervenuto a Radio Anch’io Sport, non ha nascosto “un interessamento da parte del Barcellona, ma ancora superficiale e non concreto”. Inoltre ha chiarito che “un calciatore va via se esprime la volontà di andarsene, ma lui ha voglia di rimanere e noi siamo felici”.
Marotta è anche tornato sulla simulazione nel derby d’Italia: “Ha commesso un’ingenuità ed è stato il primo ad accorgersene ma noi lo abbiamo aiutato. Quando un giovane sbaglia, va aiutato a ripresentarsi ai nastri di partenza”.