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Inter, chi è John Stones, il Beckenbauer inglese che fece piangere Inzaghi e dove giocherà con Chivu

  • Postato il 28 luglio 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

L'Inter accoglie John Stones, il difensore inglese che ha dimostrato di essere uno dei migliori nel suo ruolo a livello europeo. Con un accordo biennale da 4 milioni di euro, il centrale del Manchester City porta in nerazzurro esperienza internazionale e una visione di gioco moderna. La sua carriera dai modesti inizi al Barnsley fino alla trasformazione tattica sotto Guardiola lo rende il profilo ideale per il sistema difensivo di Inzaghi, dove potrebbe formare una coppia solida nella difesa a tre.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Inter, chi è John Stones, il Beckenbauer inglese che fece piangere Inzaghi e dove giocherà con Chivu

L’Inter chiude il colpo Stones. Dopo settimane di trattativa, il difensore inglese ha dato l’ok verbale al trasferimento in nerazzurro, superando la concorrenza di Juventus, Arsenal e Chelsea. Un nome che ai tifosi interisti dice già molto, e non solo per curriculum: è lo stesso Stones che nella finale di Champions League del 2023 mise in difficoltà la squadra di Simone Inzaghi, in una delle notti più dolorose della storia recente nerazzurra.

L’accordo con l’Inter

Stones arriva a Milano da svincolato, dopo la scadenza del contratto con il Manchester City lo scorso 30 giugno. L’intesa con l’Inter prevede un contratto biennale, fino al 30 giugno 2028, da circa 4 milioni di euro a stagione. Restano da limare gli ultimi dettagli burocratici e da fissare le visite mediche, ma le parti considerano l’operazione sostanzialmente definita. Il difensore rinforza un reparto arretrato che in estate ha perso pedine di esperienza come Acerbi, De Vrij e Darmian, e si inserisce nei piani di Cristian Chivu insieme a un altro obiettivo di mercato, l’argentino Cristian Romero, seguito parallelamente per completare la difesa.

Chi è Stones

Nato a Barnsley il 28 maggio 1994, Stones si è formato nel club della sua città prima di passare all’Everton nel 2013 per 3,5 milioni di euro. Le sue prestazioni in blu convincono il Manchester City, che nel 2016 lo acquista per 56,5 milioni più bonus, cifra che all’epoca lo rende uno dei difensori più pagati al mondo. Nei dieci anni successivi colleziona un palmarès enorme: sei campionati inglesi, tre Coppe d’Inghilterra, cinque Coppe di Lega, una Champions League e un Mondiale per club, per un totale di 20 trofei. Duttilità e fisico (188 cm) ne fanno un titolare capace di adattarsi a più ruoli, anche se gli ultimi anni sono stati condizionati da problemi muscolari ricorrenti. Infatti, sono appena 18 le presenze collezionate nella stagione 2025-26. Al Mondiale però ha comunque trovato spazio, con 5 presenze e 3 da titolare.

Il Beckenbauer di Barnsley: la rivoluzione di Guardiola e la notte di Istanbul

A rendere Stones un caso a parte nel panorama dei difensori centrali è stata la trasformazione voluta da Pep Guardiola, che lo ha reinventato come centrocampista aggiunto in fase di costruzione, arretrando dalla difesa a una posizione da mezzala. Una scelta che ha diviso gli osservatori ma che, nella stagione del triplete 2022-23, ha trovato la sua consacrazione: proprio nella finale di Champions League di Istanbul contro l’Inter, Stones è stato tra i migliori in campo, con numeri da centrocampista puro nei duelli e nei dribbling vincenti. Dopo il match Guardiola si è detto sorpreso dalla scelta di Inzaghi di mandare Calhanoglu su Rodri anziché su di lui, lasciandolo spesso libero di gestire il gioco nella zona nevralgica del campo. Un dettaglio tattico che pesò sull’equilibrio dei nerazzurri in quella finale persa 1-0.

Dove giocherà con Chivu

La casella su cui l’Inter punta è quella lasciata scoperta da Acerbi e De Vrij, e Stones arriva con il profilo giusto per occuparla. Non un semplice marcatore, ma un difensore che gioca palla al piede, esce dalla propria area con la conduzione e trova con facilità il passaggio verticale tra le linee. È il tipo di calcio che Guardiola gli ha insegnato negli anni, tanto da utilizzarlo talvolta come vero e proprio mediano aggiunto quando serviva più qualità in costruzione.

Per questo l’ipotesi più concreta lo vede al centro dei tre di Chivu, con Akanji spostato sulla destra a fare da braccetto. Ma non è l’unica soluzione sul tavolo. La stessa duttilità che lo ha reso una risorsa in Inghilterra, a suo agio sia da centrale puro sia da braccetto, sia in una linea a tre che a quattro, gli permetterebbe di partire proprio da lì, con Bisseck o eventualmente Pavard destinato in quel caso alla panchina. Il punto debole resta quello fisico, con 96 partite saltate per infortunio negli ultimi sei anni.

Autore
Virgilio.it

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