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Intelligenza artificiale: crolla l’indice KOSPI, stress test o inizio della fine?

  • Postato il 29 luglio 2026
  • Di Panorama
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In sintesi

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Intelligenza artificiale: crolla l’indice KOSPI, stress test o inizio della fine?

Siamo infine giunti al primo vero stress test per quello che è diventato il più importante rally borsistico degli ultimi anni, ovvero quello dei semiconduttori e, più in generale, dell’IA.

Il crollo dell’indice coreano

-10,84% martedì e un ulteriore -5,98% oggi.  Sono i terrificanti risultati degli ultimi due giorni di contrattazioni sull’indice KOSPI sudcoreano. Importantissimo per l’IA e i semiconduttori, perché è qui che si trovano le azioni di Samsung e SK Hynix, che insieme fanno il 70% del mercato globale dei chip.

Siamo quindi passati da una fase di “narrazione irresistibile” alla “verifica dei fondamentali” per l’IA? Il verdetto definitivo arriverà stasera con i risultati Microsoft e Meta, ma i dati coreani già indicano che il mercato sembra punire la sproporzione tra le esplosive spese in conto capitale (capex) e ritorni ancora insufficienti.

Cosa è successo in due giorni

Il crollo è iniziato martedì, con un sell-off globale dei semiconduttori che ha contagiato anche la borsa taiwanese e giapponese: KOSPI -10,84%, Samsung -13,39%, SK Hynix -14,65%, Taiex -4,65%, Nikkei -4.

Mercoledì la pressione è continuata, con il KOSPI che ha aperto in rialzo dell’1,09% prima di collassare a 5.262,77 (-12,63%), per chiudere a 5.663,24 (-5,98%).

SK Hynix è crollata nonostante l’annuncio di numeri record: utile operativo di 41,20 miliardi di dollari (+557% YoY) e ricavi di 54,55 miliardi di dollari (+257% YoY), ma entrambi sotto le stime di 44,01 miliardi e 57,77 miliardi di dollari.

Il contesto è più ampio

Allargando lo sguardo, il KOSPI è crollato del 34% in 25 giornate dal picco raggiunto il 22 giugno. Gli investitori esteri hanno scaricato 137 miliardi di dollari di azioni asiatiche nel primo semestre 2026, con Corea e Taiwan come epicentro.

Il crollo del titolo SK Hynix di oltre il 13% in due giorni, nonostante i risultati da record del secondo trimestre 2026, è un caso da manuale di come i mercati finanziari prezzino le aspettative future e non i risultati passati.

Il mercato sta scontando alcuni fattori precisi che indicano un potenziale cambio di fase nel ciclo dei semiconduttori per l’intelligenza artificiale.

Il primo fattore riguarda quel 5% in meno sugli utili rispetto alle stime del consensus. Nonostante la crescita eccezionale del 557% su base annua, gli analisti avevano incorporato proiezioni che assumevano un’accelerazione indefinita della domanda di chip per l’IA.

Quel 5% in meno indica invece che la curva di crescita sta appiattendosi. Il confronto con gli anni precedenti diventa sempre più difficile e una crescita del 557%, pur essendo straordinaria, rappresenta un rallentamento rispetto ai tassi a tre cifre dei trimestri scorsi.

Il secondo fattore è il rallentamento della crescita dei prezzi dell’HBM, la memoria larghezza di banda elevata usata nell’IA. Secondo analisti di Goldman Sachs e TrendForce, è altamente probabile che i prezzi dell’HBM registrino il loro primo declino o un calo a doppia cifra nel 2026.

Dopo anni di offerta insufficiente, l’aumento della capacità produttiva e l’ingresso di nuovi giocatori stanno allentando il mercato. Questo ridà potere contrattuale ai clienti principali come NVIDIA.

Il primo crack nel consenso sull’IA

Il crollo del KOSPI rappresenta un punto di svolta psicologico per il mercato finanziario globale, il primo vero segnale di cedimento del consenso collettivo sull’intelligenza artificiale.

Fino a ieri il mercato comprava passivamente la narrazione secondo cui la spesa in infrastrutture AI sarebbe stata infinita e sempre remunerativa. Oggi, il violento sell-off coreano dimostra che questa fede incrollabile sta venendo meno.

La Corea del Sud agisce come il punto più debole e sensibile dell’intero ecosistema globale. Da un lato, il paese è iper-esposto ai semiconduttori, che rappresentano oltre il venti per cento delle sue esportazioni, rendendo la sua economia un termometro diretto della salute del settore.

Occhi su Wall Street

L’epicentro reale, però, non è a Seul ma negli Stati Uniti, e il verdetto finale sul destino del rally tecnologico potrebbe arrivare tra oggi e domani con i risultati aziendali di Microsoft e Meta.

Potrebbero arrivare molte risposte, in primo luogo al perché nonostante gli investimenti miliardari non riescono a generare profitti netti proporzionali.

In secondo luogo, perché gli investitori dovrebbero continuare a finanziare una spesa in capital expenditure in continuo aumento se i ritorni non si materializzano. L’esito di queste risposte determinerà la direzione globale.

I dubbi esistono, basti pensare che, secondo quanto emerso nelle principali testate tecnologiche americane (Tom’s Hardware, TechRadar), fino al 75% dei chip venduti non è ancora entrato in funzione nei data center o opera a livelli di efficienza drasticamente bassi. La maggior parte dei chip venduti, in altre parole, sarebbe inutilizzato.

Autore
Panorama

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