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Inquinamento marino e tutela del Mar Mediterraneo: esercitazione della Capitaneria di porto savonese

  • Postato il 30 giugno 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Inquinamento marino e tutela del Mar Mediterraneo: esercitazione della Capitaneria di porto savonese

Savona. Si è conclusa l’esercitazione internazionale antinquinamento “Ramogepol 2026”, l’attività addestrativa che quest’anno ha coinciso con il cinquantesimo anniversario dell’accordo Ramoge, lo strumento di cooperazione siglato nel 1976 tra Francia, Principato di Monaco e Italia per la tutela dell’ambiente marino nella zona compresa tra la foce del Rodano e quella del Magra. L’organizzazione dell’edizione 2026 è stata affidata all’Italia tramite il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Direzione Generale Tutela della Biodiversità e del Mare), con il coinvolgimento operativo della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Savona e il coordinamento della Direzione Marittima di Genova.

L’esercitazione ha simulato la gestione di un’emergenza causata da un inquinamento da fonte ignota (mystery spill). La prima fase, avviata il 22 giugno, ha testato i flussi informativi e la catena di comando in seguito al rilevamento satellitare di due chiazze inquinanti (idrocarburi e olio di palma) a circa 20 miglia al largo di Capo Mele, dirette verso la costa ligure e l’Area Marina Protetta dell’Isola di Bergeggi.

La complessa gestione dell’inquinamento in mare è stata attuata attraverso il coordinamento tra la centrale operativa COIMAR del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e la Sala Operativa della Guardia Costiera savonese.

Le procedure di allertamento per la gestione dell’eventuale contaminazione della costa hanno visto l’attivazione della Prefettura di Savona, della Regione Liguria (Protezione Civile) e dell’Arpal, quest’ultima impegnata nell’elaborazione dei modelli previsionali di deriva e nella fornitura dei bollettini marini. In questo contesto, la Prefettura di Savona ha simulato l’attivazione del CCS (Centro Coordinamento Soccorsi) per pianificare e coordinare gli interventi a terra nell’eventualità di uno spiaggiamento del materiale inquinante. I Vigili del Fuoco hanno supportato le operazioni con i nuclei specialistici NBCR e SAPR, impiegando droni per il monitoraggio aereo e il campionamento delle sostanze.

La seconda fase si è svolta il 25 e 26 giugno nelle acque territoriali del Principato di Monaco sotto la guida di un Gruppo di Direzione internazionale composto dai rappresentanti dei tre Paesi firmatari e del Segretariato RAMOGE. Durante le manovre in mare sono state testate le procedure fisiche di contenimento e recupero delle sostanze inquinanti, consolidando l’interoperabilità tra i mezzi navali e aerei dei paesi coinvolti. Per la componente italiana sono stati impiegati per la Guardia Costiera un elicottero, la Nave Diciotti e la motovedetta M/V CP 288, la Nave Orione della Marina Militare e i mezzi della flotta specializzata Castalia, che hanno operato in sinergia con i partner francesi e monegaschi e personale dei Vigili del fuoco.

Il programma dell’evento nel Principato di Monaco ha compreso, oltre alle attività operative in mare, un incontro tra i procuratori della zona Ramoge sulle procedure giudiziarie in materia di antinquinamento marino, una tavola rotonda a carattere scientifico e istituzionale presso il Museo Oceanografico e il lancio del concorso fotografico RAMOGE 2026 intitolato “L’uomo e il mare”, finalizzati a promuovere la cultura della salvaguardia marina.

Autore
Il Vostro Giornale

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