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L'attività fisica vigorosa, quella che fa sudare, aumentare il battito cardiaco e la frequenza respiratoria, facilita lo sviluppo dei polmoni nei bambini e costruisce la loro capacità respiratoria futura. Tutto bene, se non fosse per una forma di inquinamento invisibile, più frequente nei giorni caldi e assolati: l'eccesso di ozono nello strato più basso dell'atmosfera.
Questo tipo di inquinante riduce gli effetti benefici dello sport sui bambini, perché irrita le vie respiratorie, e lo fa ancora di più se aumenta il ritmo a cui si respira. Sono questi i risultati di una ricerca della Queen Mary University di Londra, presentata alla conferenza internazionale 2026 dell'American Thoracic Society.. L'attività giusta nel contesto sbagliato. Il messaggio principale della ricerca è che la salute connessa all'attività fisica è strettamente legata alla salute ambientale. E che la stessa possibilità di muoversi, data a bambini che lo fanno in contesti dove la qualità dell'aria è molto diversa, non sortisce i medesimi effetti sulla salute: bambini che vivono in aree fortemente esposte all'inquinamento da ozono potrebbero non acquisire gli stessi vantaggi dall'attività fisica rispetto ai loro coetanei che abitano in aree più pulite. Una forma di disuguaglianza che può avere ricadute a lungo termine: la funzionalità polmonare durante l'infanzia è infatti strettamente collegata alla salute respiratoria in età adulta.. Che cos'è l'inquinamento da ozono. L'ozono è un gas formato da tre atomi di ossigeno (O3). Se la sua presenza nella stratosfera è fondamentale per proteggerci dai raggi ultravioletti del sole, un suo eccesso nella troposfera (la parte più bassa dell'atmosfera terrestre) è invece nocivo per la salute. Questo gas si forma quando altri inquinanti chimici, come ossidi di azoto e composti organici volatili emessi da centrali energetiche, veicoli a combustione, industria chimica reagiscono tra loro in presenza della radiazione solare.
Nei periodi tardo-primaverili o estivi, quando la radiazione solare è massima, la temperatura elevata e la ventilazione scarsa, il ristagno di ozono nella bassa atmosfera è più frequente (si parla infatti di smog fotochimico). Il problema è che proprio in questi periodi si concentra l'attività fisica all'aperto dei bambini.. L'ozono? Peggio delle polveri sottili. Gli autori dello studio hanno confrontato i dati su attività fisica e sviluppo polmonare di 3.400 bambini tra i 6 e i 9 anni coinvolti nello studio Children's Health in London and Luton (CHILL) con la loro zona di residenza. Hanno scoperto due cose: intanto, che solo l'attività fisica vigorosa era collegata a un miglioramento della capacità polmonare; e poi, che questi progressi legati all'esercizio intenso venivano in parte vanificati dalla presenza in quell'area di un intenso inquinamento da ozono.
Questo tipo di inquinamento limitava i benefici dell'esercizio più del particolato atmosferico (le polveri sottili, come PM10 e PM2.5). L'ozono, infatti, svolge un'azione irritante su occhi, naso, gola e apparato respiratorio, ma quando si compie uno sforzo fisico che comporta un aumento dell'impegno respiratorio, la sua azione irritante è ancora più intensa, perché aumenta anche la quantità di ozono che raggiunge i polmoni.. Gli scienziati sperano che quanto scoperto contribuisca a richiedere maggiori sforzi politici che contrastino l'inquinamento da ozono, e a promuovere nuove linee guida che disciplinino lo sport all'aperto in aree inquinate. Per esempio, da tempo gli esperti consigliano di limitare l'attività fisica nelle aree con elevate quantità di ozono nell'aria, riservandola semmai alle prime ore della mattina e alla tarda serata, quando la radiazione solare è meno intensa..
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