Inghilterra-Argentina, Maradona jr: "Per mio padre non sarebbe stata una gara qualsiasi, ora tifo Messi ma non l’ho mai incontrato"
- Postato il 15 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Dalton Maradona, figlio del leggendario Diego, riflette sulla storica rivalità tra Inghilterra e Argentina nel calcio mondiale. In un'intervista esclusiva, racconta come il padre avrebbe vissuto intensamente questa competizione, legata non solo allo sport ma anche ai conflitti geopolitici storici. Nonostante il suo sostegno a Messi, Dalton ammette di non aver mai incontrato personalmente la stella argentina, rivelando il complesso rapporto emotivo che lega la famiglia Maradona al calcio internazionale.
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Inghilterra-Argentina è una sfida che va oltre il calcio. La semifinale dei Mondiali, in programma questa sera, riporta alla mente una rivalità che affonda le radici nella storia, dentro e fuori dal campo. E chi meglio di un Maradona può raccontarne il peso. Diego Armando Maradona Jr ha affidato a Marca il suo pensiero alla vigilia di una sfida che per ogni argentino non sarà mai una gara come le altre. Tra il ricordo del padre, le ferite mai rimarginate e l’affetto per Lionel Messi, nel racconto di Diego Jr.
- "Non sarà mai una gara normale"
- Dalle Malvinas alla "mano de Dios"
- Messi nel cuore: "Merita di ripetere il titolo"
“Non sarà mai una gara normale”
A raccontare cosa significhi per un argentino, e per un Maradona in particolare, una sfida contro l’Inghilterra, è Diego Armando Maradona Jr. Il maggiore dei figli maschi del Diez, allenatore di professione, non ha dubbi sul valore speciale di questa semifinale: “Non sarà mai una partita normale, e questa in particolare sarà dura per la nostra Nazionale. È vero che l’Inghilterra sta bene, ma attenzione, bisogna affrontare e battere i campioni del mondo. Sarà dura, per entrambi”, ha spiegato a Marca.
Il pensiero, inevitabilmente, corre al padre, e a come avrebbe vissuto lui una vigilia del genere: “Mio papà non l’avrebbe vista come una partita qualunque. Possiamo dire tante cose, ma non sarebbe stata normale, né lo sarà. Per tutti gli argentini e i maradoniani sarà un appuntamento diverso, in cui tornano in mente le vicende delle Malvinas e tutti i nostri fratelli che sono morti lì, e poi quello che accadde con papà nell’86“. Un intreccio di memoria sportiva e ferita nazionale che, nelle sue parole, resta indissolubile: “Il mio vecchio vinse uno scontro storico, e da allora niente è normale contro l’Inghilterra”.
Dalle Malvinas alla “mano de Dios”
Per comprendere il peso di queste parole bisogna tornare indietro nel tempo. La rivalità tra Argentina e Inghilterra non nasce sul campo, ma da una vera e propria guerra. Nel 1982 i due Paesi si affrontarono per il controllo delle isole che gli argentini chiamano Malvinas e gli inglesi Falkland, un conflitto durato poche settimane ma costato quasi mille vite, tra caduti argentini e britannici.
Quando, quattro anni dopo, le due nazionali si incrociarono ai quarti del Mondiale messicano del 1986, quel lutto era ancora vivissimo. E fu in quel clima che andò in scena la partita destinata a diventare leggenda, trascinata da un Diego Armando Maradona all’apice della sua parabola. Nel giro di pochi minuti, il capitano argentino consegnò alla storia i due volti opposti del suo genio. Prima il gol segnato irregolarmente con la mano, che lui stesso avrebbe poi ribattezzato “la mano de Dios”, non visto dall’arbitro. Poi, appena quattro minuti dopo, quello che è passato alla storia come il gol del secolo, una serpentina di oltre cinquanta metri in cui saltò mezza squadra inglese prima di depositare il pallone in rete.
L’Argentina vinse 2-1 e andò poi a conquistare il titolo, ma quella sfida lasciò un segno che va oltre il risultato. Da allora, ogni incrocio con l’Inghilterra porta con sé quell’eredità. Nei decenni successivi le due nazionali si sono ritrovate altre volte a un Mondiale, dagli ottavi di Francia 1998, vinti dall’Argentina ai rigori, alla vittoria inglese del 2002, ma è la notte dell’Azteca a restare il capitolo che alimenta più di ogni altro il mito.
Messi nel cuore: “Merita di ripetere il titolo”
Dal passato al presente, perché questa volta a guidare l’Argentina contro l’Inghilterra sarà Lionel Messi, in una sfida per lui inedita, non avendo mai affrontato i Tre Leoni in carriera, né in amichevole né in gare ufficiali. E anche su di lui Maradona Jr non ha nascosto il proprio affetto: “La verità è che non ho mai avuto l’opportunità di conoscere Messi, ma lo porto nel cuore, come tutti gli argentini, e merita di ripetere il titolo”.
Nelle sue parole c’è il tentativo di tenere insieme due amori, quello per il padre e quello per il capitano della sua Nazionale: “È il migliore degli umani, perché il mio vecchio non ha paragoni con nessuno su questa terra, è stato un extraterrestre del calcio”, ha spiegato Diego Jr. “Ma Leo merita tutto. Gli voglio molto bene, a lui e alla sua famiglia, è il capitano della mia Nazionale. Lo rispetto molto e spero che Dio gli dia l’opportunità di giocare un’altra finale, e di vincerla”, ha concluso.