Indonesia, almeno 51 morti e migliaia di sfollati dopo il terremoto di magnitudo 7,7: proseguono i soccorsi
- Postato il 16 agosto 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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È salito ad almeno 51 morti e 101 feriti il bilancio del terremoto di magnitudo 7,7 che ha colpito sabato 15 agosto l’isola di Flores, nell’Indonesia orientale. La scossa, registrata nelle prime ore del mattino, ha provocato crolli, frane e gravi danni alle infrastrutture, mentre le squadre di soccorso sono ancora impegnate nel raggiungere le aree più isolate. Al momento del sisma, almeno 500 italiani erano presenti sull’isola secondo la Farnesina.
Per l’Us Geological Survey, l’epicentro è stato localizzato a circa 68 chilometri da Ende, nella provincia di Nusa Tenggara Orientale, a una profondità di appena 10 chilometri. Alla scossa principale sono seguite centinaia di repliche, rendendo ancora più difficili le operazioni di ricerca e soccorso. Il terremoto ha danneggiato più di 1.300 abitazioni e costretto circa 5.000 persone a lasciare le proprie case. Le aree più colpite comprendono Nagekeo, Sikka, Manggarai e Manggarai Orientale. Sono stati inoltre danneggiati edifici pubblici, tra cui scuole, strutture sanitarie e luoghi di culto. Le operazioni al momento procedono tra ostacoli e difficoltà logistiche. Le frane hanno bloccato diversi tratti della Trans-Flores, la principale arteria stradale dell’isola, interrompendo i collegamenti con alcuni villaggi. In diverse zone mancano ancora elettricità e comunicazioni telefoniche. Le autorità hanno mobilitato più di 3.500 militari e agenti di polizia per contribuire ai soccorsi e alla distribuzione degli aiuti.
Gli operatori umanitari hanno cominciato a distribuire acqua potabile, riso, pasti pronti, coperte e medicinali, mentre vengono allestiti rifugi temporanei per gli sfollati. In alcune delle località più colpite, però, i soccorritori non sono ancora riusciti a raggiungere tutte le persone rimaste isolate a causa delle strade interrotte e dei danni alle infrastrutture. A Maumere, una delle città più colpite, alcuni residenti hanno trascorso la notte all’aperto, accampandosi vicino alle abitazioni danneggiate e riparandosi sotto teloni. Altri feriti sono stati assistiti in strutture mediche improvvisate all’esterno degli ospedali. In molti hanno preferito non rientrare nelle proprie case per il timore di nuovi crolli provocati dalle repliche. Particolarmente complessa resta la situazione a Nagekeo, una delle aree più vicine all’epicentro. Le frane hanno reso difficoltoso l’accesso via terra e le autorità stanno utilizzando anche mezzi navali ed elicotteri per portare aiuti e raggiungere le comunità isolate.
Il sisma ha colpito anche Labuan Bajo, la principale porta d’accesso al Parco nazionale di Komodo e una delle destinazioni turistiche più note dell’Indonesia. Anche qui la popolazione ha trascorso parte della notte all’aperto, mentre le autorità procedevano con le verifiche sugli edifici e sulle infrastrutture. La priorità resta ora raggiungere le comunità isolate, liberare le strade dalle frane e garantire assistenza alle migliaia di persone che hanno perso la casa. Le autorità indonesiane temono che il numero delle vittime possa aumentare nelle prossime ore.
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