Incidenti di Bologna, scontro politico dopo la manifestazione: il Pd difende Lepore, la destra chiede le dimissioni
- Postato il 23 luglio 2026
- Politica
- Di Blitz
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Il Pd si difende, ritiene che a Bologna non è successo nulla che possa impensierire il partito. Il sindaco Mario Lepore (Il quale non nasconde le sue preoccupazioni) sostiene che nella manifestazione da lui voluta e organizzata non è successo niente che lo coinvolgesse. Si chiedeva per il tragico episodio solo giustizia e verità. Allora il grido di assassini ripetuto più volte è una immaginazione? No, non si arriva a tanto, sarebbe come falsare la realtà. Quelle urla provenivano da un’altra piazza, quella affollata da centinaia di facinorosi che hanno messo a ferro e a fuoco la città. Il bilancio non lascia adito a dubbi: gli agenti feriti sono stati una settantina, i danni provocati da questi “docili personaggi” sfiorano le trecentomila euro. Chi pagherà questa somma? Il sindaco ripete che spetta allo Stato, cioè al ministero degli Interni. È una interpretazione che fa sorridere in specie se a lanciarla è un esponente delle istituzioni. Del quale la destra chiede le immediate dimissioni.
Le critiche della destra e il sostegno di Schlein al sindaco
Perché? Il ragionamento è chiaro: in un momento così delicato per un episodio che già aveva dato segnali di una significativa protesta, non si doveva assolutamente chiamare la città a marciare per le strade e gridare a squarciagola “vendetta”. Possibile mai che il primo cittadino di Bologna non si sia reso conto della pericolosità di un tale “invito”? Per dimostrare solidarietà alla famiglia e dire ai giudici di fare in fretta a chiudere l’inchiesta”, risponde. Chi poteva comportarsi in modo diverso dinanzi ad un fatto così drammatico e commovente? Per questo nessuno avrebbe mai protestato se la manifestazione fosse stata programmata con ventiquattr’ore di ritardo. il Pd si è subito schierato con il sindaco. La prima a farsi sentire, (manco a dirlo) è, Elly Schlein che vede traballare la sua poltrona di via del Nazareno e non può rimanere in silenzio nemmeno se le indagini sono appena partite. “È una disfatta dello Stato” dice. Perché? “Di fronte a tali episodi si evidenzia la pochezza di questa Italia diventata priva di sicurezza”.
Sicurezza, manifestazioni e il confronto con il passato
La maggioranza, è logico, la pensa diversamente e ricorda a chi fa finta di dimenticare che sempre, ad ogni marcia voluta dall’opposizione, avvengono devastazioni simili a quelle verificatesi l’altra sera a Bologna. Anche prima della riforma della giustizia il ritornello si ripresentava puntualmente. Doveva essere una preoccupazione per il Pd che tanto sbraita e addossa la responsabilità a questo gruppo di facinorosi. Per quale motivo non si crea un servizio d’ordine pronto a intervenire nel momento in cui questi mascalzoni cominciano il loro “lavoro”? Chi ha i capelli bianchi come chi scrive rammenta i giorni che seguirono la morte di Giangiacomo Feltrinelli. Migliaia di giovani a Milano nelle vie del centro, (lo slogan era questo: “Compagno Feltrinelli sarai vendicato”), ma mai disordini, lanci di pietre, idranti della polizia perché l’allora Partito comunista sapeva che questi disordini avrebbero avuto l’effetto contrario.Oggi non è più così e se i fatti si ripetono si deve trovare una via d’uscita per combattere la violenza e regalare alle città maggiore sicurezza.
Le prospettive politiche tra Conte, Franceschini e le prossime elezioni
Giuseppe Conte, stavolta, va sottobraccio alla segretaria dei dem, ma i rumors dei social sono implacabili quando scrivono che esisterebbe un patto segreto fra il leader dei 5 Stelle e l’ex ministro Dario Franceschini. Un accordo che darebbe Palazzo Chigi all’avvocato del popolo e il Quirinale al vecchio esponente della Margherita (cioè lui) che fondò il Pd insieme con altri. Quello di oggi non lo riconosce più, essendo tra gli accaniti riformisti. Dopo gli incidenti di Bologna che cosa deve sperare l’opinione pubblica? In primo luogo che le indagini sulla morte di Fakir si svolgano in fretta e non ci siano sconti per nessuno. Secondariamente, che destra e sinistra la smettano di litigare per non concludere nulla. Il Paese ha bisogno di interventi urgenti che diano tranquillità e maggiore sicurezza economica al Paese. Se le risse continueranno e lor signori non muteranno l’odierno atteggiamento si potrà prevedere prima un inverno gelido, poi una primavera infuocata per arrivare stremati alle elezioni con un unico risultato: quello del pareggio che non piace a nessuno perchè il futuro governo (il passato ne è una prova evidente) non avrà stabilità e le riforme andranno a farsi benedire.
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