Inchiesta arbitri, Figc e Coni mettono fine al caso “bussate”. Esulta anche l’Inter, cosa farà ora Rocchi
- Postato il 1 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Dopo l’archiviazione della giustizia ordinaria, arriva anche quella sportiva. L’inchiesta sul mondo arbitrali che ha portato alle dimissioni del designatore Gianluca Rocchi si chiude con una doppia archiviazione. Rimaneva aperto il filone sportivo ma la Procura Generale del Coni ha deciso di accettare la richiesta di archiviazione da parte del procuratore della FIGC, Giuseppe Chiné.
- La nuova “Arbitropoli” non è mai esistita
- Come era nato il caso
- La posizione dell’Inter
- Cosa farà ora Gianluca Rocchi
- Le polemiche continuano sui social
La nuova “Arbitropoli” non è mai esistita
Un caso che quando è scoppiato ha rischiato di mettere di nuovo in ginocchio il calcio italiano ma che si chiude con una doppia, anzi triplice archiviazione. L’ultima, che sembra quella definitiva e che chiude la vicenda, arriva dalla giustizia ordinaria con la Procura del Coni che ha deciso di accettare la richiesta di archiviazione che era arrivata dalla procura della Figc a metà settembre. Nel documento si legge: “Non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare. Pertanto, con provvedimento e previa condivisione dello stesso da parte della Procura generale dello sport, è stata disposta l’archiviazione del procedimento”.
Le prime archiviazioni erano arrivate dalla giustizia ordinaria con le decisioni prima della Procura di Milano poi di quella di Monza e si chiude in questo modo e in maniera definitiva il caso delle cosiddette “bussate” in sala Var da parte dell’ormai ex designatore. A motivare la decisione dellaProcura della Figc, l’assenza di prova di contatti diretti, anche solo telefonici, tra Rocchi e i dirigenti dei club.
Come era nato il caso
La vicenda è scoppiata nel 2025 quando l’assistente Domenico Rocca viene ascoltato come persona informata sui fatti dal pm di Milano, Maurizio Ascione. Un verbale che diventa la base che trasforma un esposto in un’inchiesta penale per frode sportiva che coinvolte il designatore Rocchi e il supervisore Var, Andrea Gervasoni. L’esposto di Rocca che data maggio 2025 denuncia delle interferenze, le cosiddette “bussate” alla sala Var di Lissone, con il designatore che interveniva sulle decisioni di alcune partite e nel mirino finiscono partite specifiche come Inter-Roma del 27 aprile 2025 o Milan-Atalanta. Al caso si aggiungono anche le accuse che riguardano un contatto diretto tra il designatore e i dirigenti di alcune società (viene chiamata in ballo l’Inter) per evitare la designazione di un arbitro non gradito.
La posizione dell’Inter
Nell’inchiesta della Procura di Milano si parla anche dell’inter e in particolare di alcuni contatti tra Rocchi e i dirigenti nerazzurri che esprimevano il gradimento di determinati direttori di gara per alcune partite chiave. Ma nessun dirigente della società nerazzurra è stato mai iscritto nel registro degli indagati. C’era una possibilità, minima, che la giustizia sportiva potesse seguire un corso di azione diversa ma ora l’archiviazione chiude anche questo possibile rischio per l’Inter.
Cosa farà ora Gianluca Rocchi
A finire nel mirino e a pagare in prima persona è stato Gianluca Rocchi (così come Gervasoni) che ha dovuto lasciare il suo posto da responsabile della Commissione Arbitri Nazionale (al suo posto c’è Daniele Orsato). La fine dell’indagine potrebbe vedere anche un ritorno dell’ex designatore nel mondo arbitrale, anche nel corso dell’inchiesta ha sempre dichiarato la sua intenzione di voler continuare a rimanere in questo ambito mettendo a disposizione la propria esperienza a disposizione dei giovane e magari orientandosi verso un ruolo di osservatore arbitrale o di formatore tecnico. Difficile, invece, ipotizzare un ritorno nel ruolo di designatore.
Le polemiche continuano sui social
La vicenda sembra chiusa in maniera definitiva almeno per quanto riguardo la giustizia ordinaria e quella sportiva. Decisamente meno chiusa quando si passa al “tribunale dei social”. L’intera vicenda, sin dal momento in cui è venuta alla luce ha alzato un polverone tra i tifosi con le accuse che più che a Rocchi sono finite all’indirizzo dell’Inter e del suo presidente Beppe Marotta. E anche dopo l’archiviazione i sospetti continuano ad aleggiare con le polemiche che non sono di certo finite.