Incendio alla discarica di Casignana, i cittadini: «È un disastro»
- Postato il 10 settembre 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Incendio alla discarica di Casignana, i cittadini: «È un disastro»
Nell’incendio alla discarica di Casignana anche i teli sono andati distrutti. Cittadini in apprensione: «Subito la messa in sicurezza prima delle piogge».
CASIGNANA (REGGIO CALABRIA)– «È un disastro, e potrebbe diventare un’emergenza, se non si provvederà velocemente alla messa in sicurezza dell’area prima delle piogge». È questo il commento che, nelle ore successive all’incendio che ha interessato la discarica di Casignana, si raccoglie tra i cittadini. Poche parole, ma sufficienti per restituire la preoccupazione che si respira nei territori di Bianco, Bovalino e Casignana. Erano circa le 14.30 di lunedì quando nel cielo di Casignana è comparso il primo Canadair dei vigili del Fuoco. Poco dopo è arrivato il secondo. I due velivoli hanno iniziato a fare la spola tra il mare e la zona interessata dall’incendio: un passaggio sul fuoco, poi il rifornimento d’acqua e il ritorno sulla discarica per sganciare il carico.
INCENDIO ALLA DISCARICA DI CASIGNANA: LA COLONNA DI FUMO NERO E L’ALLARME DEI CITTADINI
Un’operazione che è andata avanti per oltre due ore con il fuoco che sembrava non voler dare tregua. Ma, a colpire, più ancora delle fiamme, è stata la colonna di fumo. Nera, densa, alta, visibile a chilometri di distanza. Dal territorio di Casignana lo sguardo arrivava fino a Bianco e Bovalino, mentre quella nube scura continuava ad alzarsi dalla discarica. Ed è proprio il colore del fumo ad avere alimentato le preoccupazioni. Le fiamme, infatti, si è scoperto ieri, nella discarica hanno coinvolto anche i teli neri utilizzati per ricoprire i rifiuti, distruggendoli. E adesso la domanda che si pongono i cittadini è una sola: «Cosa accadrà?».
«Sono necessari – dicono- interventi per mettere in sicurezza l’area», è la richiesta che arriva dalla popolazione. E insieme alla richiesta arriva anche l’interrogativo sulle possibili conseguenze del rogo sull’ambiente. Una preoccupazione che non nasce dal nulla.
I PRECEDENTI GIUDIZIARI E L’OPERAZIONE BLACK GARDEN
La discarica di Casignana, infatti, negli anni passati, è stata al centro di proteste proprio da parte dei cittadini che chiedevano (e che poi hanno ottenuto) la chiusura del sito. Ma ancor di più la discarica in contrada Petrosi è stata coinvolta in vicende giudiziarie legate alla sua gestione. Il 24 novembre 2011, nell’ambito dell’operazione denominata “Black Garden”, i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Nucleo operativo ecologico, coordinati dalla Procura distrettuale, erano intervenuti proprio nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione della discarica. Agli imputati erano stati contestati, a vario titolo, reati in materia ambientale. Tra le contestazioni dell’accusa figurava anche un presunto ingiusto profitto che sarebbe derivato dal risparmio di somme ritenute necessarie per il corretto smaltimento. Tre delle condanne sono poi diventate definitive.
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