Incendio a Enesi, il sindaco Tomatis: “L’ordinanza resta in vigore. Prudenza necessaria in attesa dei dati Arpal e Asl”
- Postato il 21 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. “La prudenza è corretta in questa fase, come ha dimostrato la ripartenza dell’incendio avvenuta ieri mattina (20 aprile): l’ordinanza resterà in vigore fino a quando non avremo i risultati completi dell’Asl2 e di Arpal”.
Con queste parole il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis ha confermato la linea della massima cautela per la gestione del post-emergenza in regione Enesi dove, nella notte a cavallo tra il 18 e il 19 aprile, un vasto rogo ha colpito il centro di raccolta di Iren Ambiente. E nonostante il fuoco sembrasse ormai domato, un nuovo innesco si è verificato intorno alle 6 di ieri.
Al momento, dunque, non sono ancora noti i tempi per la revoca delle restrizioni, in attesa di certezze assolute che arriveranno solo con gli esiti finali dei campionamenti.
Un tassello fondamentale per la valutazione del rischio è rappresentato dalla prima relazione redatta da Arpal, che ha analizzato la dinamica del fumo sprigionato dalla combustione di un cumulo di rifiuti stoccati di qualche centinaio di metri cubi.
Secondo i tecnici dell’Agenzia, “le deboli brezze notturne e l’inversione termica hanno schiacciato i fumi nei bassi strati, impedendone la dispersione verticale e spingendo il pennacchio verso l’area costiera tra Albenga e le zone limitrofe”.
Le simulazioni modellistiche hanno permesso di “individuare una zona di massima ricaduta di particolato proprio nelle immediate vicinanze dell’impianto (la zona rossa nella mappa), motivo per cui l’ordinanza resta stringente in quel perimetro”.
“L’ordinanza è un modello standard che si usa in questo tipo di eventi — ha spiegato ancora il sindaco Tomatis — e la speranza è di risolvere nel più breve tempo possibile, ma dobbiamo avere riscontri completi sia sulla parte dell’inquinamento aereo, seguita da Arpal, sia su quella a terra di competenza Asl2”.
L’attenzione resta alta soprattutto per quanto riguarda l’impatto sul reticolo idrografico, dato che parte dell’acqua di spegnimento è confluita nel rio Enesi, saturando le vasche di contenimento del sito che non sono state svuotate immediatamente proprio per permettere i prelievi necessari.
La novità positiva è che il centro di raccolta è aperto, ma al momento non possono ancora essere conferiti gli ingombranti: se l’esito delle analisi sarà positivo, si spera nel più breve tempo possibile di procedere alla rimozione se rifiuti bruciati e alla pulizia dell’area per permettere nuovamente il conferimento.
In attesa del “via libera” definitivo da parte degli enti di controllo, rimangono comunque validi i divieti precauzionali previsti nel raggio di 500 metri: stop all’uso di pozzi privati, al pascolo e al consumo di prodotti ortofrutticoli locali, oltre all’invito alla pulizia accurata di filtri e superfici esterne nelle aree interessate dalla ricaduta delle ceneri, ma non solo (QUI trovi l’ordinanza completa).