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Incendi, parola d’ordine prevenzione: a Genova 70mila euro di sanzioni per falò, grigliate e altre azioni fuorilegge

  • Postato il 6 agosto 2026
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  • Di Genova24
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Incendi, parola d’ordine prevenzione: a Genova 70mila euro di sanzioni per falò, grigliate e altre azioni fuorilegge

Genova. Caldo opprimente, temperature sopra i 30 gradi, assenza di precipitazioni, correnti torride. Un mix che oltre a rappresentare motivo di disagio fisiologico equivale alla situazione di maggiore rischio per lo sviluppo di incendi. Anche in Liguria, infatti – dal 4 luglio e fino a cessata emergenza – è proclamato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio.

Nel 2025, secondo il report dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) la Liguria ha fatto registrare, per fortuna, i dati più bassi in assoluto tra le regioni italiane nel periodo tra il 15 giugno e il 15 settembre con un totale di “soli” nove ettari interessati da roghi.

Ma non è questo un buon motivo per abbassare la guardia. Basti gettare l’occhio appena oltre il confine regionale, con la pineta di Mornese, vicino a Ovada, che brucia da giorni e ha reso necessaria l’evacuazione degli abitanti di alcune località vicine, per non parlare delle situazioni estreme vissute nelle passate settimane dalle popolazioni vicine a Madrid o a Bordeaux.

In Liguria un mese di stato di grave pericolosità per incendi boschivi

L’attivazione dello stato di grave pericolosità per incendi boschivi in Liguria comporta una stretta in termini di divieti: in tale periodo, secondo la normativa regionale, off limits qualsiasi attività che possa scatenare, anche indirettamente, l’innesco di un incendio: non solo, banalmente, l’accensione di fuochi liberi per grigliate, barbecue o falò, per bruciare sterpaglie e scarti agricoli, o lo sparo di fuochi artificiali, ma anche l’impiego di attrezzi che possano generare braci o scintille o particolare calore se non a debita e notevole distanza dalla vegetazione o in presenza di vento.

I carabinieri forestali della Provincia di Genova, in questo periodo, hanno aumentato i controlli mirati sul territorio, per accertare e impedire le condotte pericolose prima che cagionino incendi boschivi: in poco meno di un mese sono state elevate sette sanzioni amministrative da 10mila euro ciascuna per violazione alla Legge 353/2000 per un totale di 70mila euro.

“Le condotte riscontrate sono varie e quasi sempre legate all’imprudenza – spiega il tenente colonnello dei carabinieri forestali Pietro Ghersi – si va dalla classica accensione di fuochi per distruggere residui vegetali, è successo pochi giorni fa sulle alture di Sori, a una temperatura al sole di quasi 40 gradi, ma pensiamo anche alle grigliate in mezzo al bosco, o alle famose lanterne cinesi volanti, utilizzate in alcune feste, si tratta di condotte sempre rischiose ma che in condizioni climatiche come quelle attuale potrebbero portare a conseguenze disastrose”.

Falò, grigliate, saldatrici: i comportamenti sconsiderati dei 10 genovesi sanzionati

Dei sette cittadini sanzionati durante questo mese di stato grave pericolosità incendi quasi tutti si trovavano in località rivierasche. “Solo un paio nell’entroterra”, fa notare il tenente colonnello. “Ci sono anche situazioni banali alle quali non si penserebbe – continua – ad esempio durante uno sfalcio erba, una lama del decespugliature che colpisca una pietra può provocare una scintilla e far divampare facilmente le fiamme interessando erba molto secca”.

E attenzione: “Se tali condotte causano un incendio boschivo, indipendentemente dalla sua dimensione, il trasgressore sarà anche indagato per il reato di incendio boschivo colposo e sarà chiamato a risarcire i danni provocati”, aggiunge Ghersi.

A livello nazionale, finora l’estate 2026 conferma come incendi sempre più estremi siano ormai una nuova normalità. In Italia, secondo il report del WWf, uscito proprio oggi, sono 70mila gli ettari distrutti dai roghi, l’equivalente di circa centomila campi da calcio, con un aumento del 133% rispetto la media degli ultimi venti anni. E quasi un terzo dei roghi ha interessato aree protette.

Incendi boschivi, bene in Liguria ma in Italia ed Europa numeri tragici

La situazione è ancora più grave nel resto d’Europa: in Spagna sono già bruciati 219mila ettari, in Francia 91mila, con decine di vittime e oltre 300mila persone costrette ad abbandonare temporaneamente le proprie abitazioni. Complessivamente in Europa invece sono già andati in fumo circa 435mila ettari, 100mila in più dello stesso periodo del 2025, che è stato il peggiore degli ultimi venti anni in Europa, con complessivamente oltre un milione di ettari bruciati.

Il cambiamento climatico rende più frequenti e intensi gli eventi estremi, e a questo si aggiunge una gestione non adeguata a rendere i territori più resilienti.

Per il Wwf “è necessario un cambio di paradigma nelle politiche pubbliche: la prevenzione deve diventare il principale investimento nella lotta agli incendi, integrando gestione forestale sostenibile, pianificazione territoriale, tutela degli ecosistemi, coinvolgimento delle comunità locali, monitoraggio del territorio e aggiornamento e piena operatività dei piani antincendio boschivo”.

Autore
Genova24

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