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Incastrati, con le zampe rotte e senz’acqua: ecco come vengono trasportati gli agnelli che arrivano in Italia per Pasqua

  • Postato il 2 aprile 2026
  • Ambiente
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Incastrati, con le zampe rotte e senz’acqua: ecco come vengono trasportati gli agnelli che arrivano in Italia per Pasqua

Per il sesto anno di fila Essere Animali è tornata sulle autostrade italiane per monitorare i camion carichi di agnelli provenienti dall’estero e diretti ai grandi macelli di Toscana, Abruzzo, Lazio e Puglia per essere uccisi prima della Pasqua. Le attività quest’anno sono state realizzate in collaborazione con Animal Welfare Foundation e si sono concentrate in Liguria al confine di Ventimiglia, da cui transitano i camion provenienti da Francia e Spagna, due dei principali esportatori di pecore e agnelli verso l’Italia. Nel 2025 su un totale di circa 510mila agnelli importati in Italia dall’Unione Europea, quelli arrivati da questi due Paesi sono stati oltre 136 mila, dopo viaggi che superavano anche le 24 ore.

Secondo i dati Eurostat, tra marzo e aprile dello scorso anno, durante il periodo che precedeva la Pasqua, l’Italia ha importato dal resto dell’Unione europea oltre 153mila agnelli. Secondo la Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe Zootecnica, tra il 2024 e il 2025 le macellazioni di agnelli nel nostro Paese sono aumentate, passando da 1,53 milioni nel 2024 a 1,65 milioni nel 2025.

Tra il 23 e il 28 marzo gli attivisti hanno percorso 2700 chilometri e attenzionato cinque camion, di cui due segnalati alle autorità e in seguito sottoposti a controllo, nello specifico in provincia di Imperia e di Savona. Come si vede nel video, le principali problematiche di benessere animale riscontrate sono tipiche dei trasporti su lunga distanza e includono: densità eccessive di carico tali da impedire agli animali di sdraiarsi per riposare o raggiungere i beverini, presenza di beverini inutilizzabili, lettiera insufficiente e in alcuni casi quasi assente, spazio insufficiente sopra la testa degli animali per assicurare una ventilazione adeguata e garantire movimenti naturali.

Il caso più grave riguarda un camion che trasportava 300 pecore francesi dirette a un macello in provincia di Pescara. Sul mezzo viaggiavano almeno quattro pecore con gli arti fratturati e incastrati tra la parete laterale e il pavimento del rimorchio, probabilmente sin dal momento del carico, avvenuto molte ore prima. Dopo la segnalazione delle associazioni, il camion è stato fermato in un’area di servizio sulla A10 nei pressi di Savona da parte della polizia stradale, che ha richiesto poi l’intervento di una veterinaria dell’Asl. Il controllo veterinario si è limitato a una rapida osservazione degli animali sul primo livello del camion e ha del tutto ignorato lo stato di salute degli ovini incastrati sul terzo livello.

“Mentre il Parlamento europeo e gli Stati membri non hanno ancora approvato la nuova normativa sul trasporto di animali vivi, Essere Animali continua a documentare i crudeli trasporti di agnelli in Europa, di cui l’Italia è una delle mete principali. Le immagini che abbiamo raccolto in questi anni mostrano esseri senzienti trattati come merci e obbligati a viaggi lunghissimi che li espongono a terribili sofferenze” ha detto Chiara Caprio, responsabile relazioni istituzionali di Essere Animali. “Dal 2023 la Commissione europea ha proposto una revisione, non perfetta, ma sicuramente con degli elementi positivi, soprattutto per l’abbandono del trasporto di animali vivi come pratica, eppure alcune forze politiche nel Parlamento europeo continuano a tenerla bloccata senza alcun passo avanti significativo. Questo è inaccettabile e sottopone milioni di animali a sofferenze inutili e indicibili, spesso nascoste agli occhi dei consumatori”.

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Il Fatto Quotidiano

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