Inaugurazione dell’anno giudiziario a Catania: numeri, riforme e sfide future tra Pnrr, IA e devianza minorile
- Postato il 2 febbraio 2026
- Società
- Di Paese Italia Press
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Catania – Un anno di svolta per la giustizia, ma anche di lucida consapevolezza delle criticità ancora aperte. È questo il filo conduttore dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 che si è svolta a Catania, presso il Tribunale ordinario di Catania, su iniziativa e sotto la guida della Corte d’Appello di Catania.
La cerimonia si è svolta in forma sobria, quale segno di rispetto e di vicinanza alle comunità duramente colpite dai gravi danni provocati dal ciclone Harry e dal tragico evento franoso di Niscemi, che ha interessato gli abitanti del quartiere Sante Croci. Stante i suindicati fatti, si è delineata una sommessa celebrazione formale, dai toni essenziali e composti. Si rammenta, de facto, solo il picchetto delle forze dell’ordine ad accogliere e rendere gli onori alle autorità e poi l’assemblea riunita nella Sala delle Adunanze del Palazzo di Giustizia.
Ad aprire i lavori è stato il presidente facente funzioni della Corte d’Appello, Giovanni Dipietro, che ha voluto anzitutto rivolgere un pensiero personale alla collega Francesca Cercone per la scomparsa del marito, e un ringraziamento alla stampa per il ruolo costituzionalmente riconosciuto di informazione e garanzia democratica.

Innovazione tecnologica
Dipietro si è soffermato altresì sull’impiego dell’intelligenza artificiale (IA), in uso anche negli applicativi della giustizia. A suo avviso, l’utilizzo di IA deve essere tout court supervisionato da operatori del diritto, secondo criteri d’equanimità di “Jus dicere” e qualità cibernetica. D’altro canto, l’IA può divenire un valido strumento di supporto uno strumento di supporto all’attività giudiziaria, qualora l’efficientismo tecnologico non superi o sacrifichi la qualità ed equità decisionale.
In questa prospettiva, di converso, viene richiamata l’attenzione anche sui rischi di una giurisdizione eccessivamente affidata agli algoritmi e sulla necessità di preservare la dimensione essenzialmente umana del giudicare. In questa dimensione, necesse est investire nella formazione, per l’uso consapevole di modelli di governance multilivello e adeguati sistemi di monitoraggio, stante l’impiego di strumenti di IA negli uffici giudiziari.
In più, in questo tempo di disequilibri, sconfinanti persino in ambito ideologico e politico, il facente funzioni Dipietro ha indicato un testo per indottrinarsi sul rispetto delle regole. Difatti, il saggio L’ora dei predatori di Giuliano da Empoli, improntato anche sui temi del diritto istituzionale, mira a revisionare il diritto nel rispetto della convenzione umana e dei più deboli. Tutto ciò nonostante sussistano condizioni di sopraffazione da parte di titani della tecnologia e di “spregiudicati politicanti”, quali attori recitanti nell’ordinario teatro quotidiano e addentro allo scacchiere geopolitico coevo.
I numeri della giustizia e gli obiettivi del Pnrr
Nel bilancio tracciato da Dipietro, il distretto di Catania mostra segnali incoraggianti. «Il bilancio è sicuramente positivo – ha spiegato – sia per il primato nell’innovazione tecnologica e nella digitalizzazione degli atti, sia per il sostanziale raggiungimento degli obiettivi del Pnrr». In particolare, sono state ridotte le pendenze ultra-biennali in Corte d’Appello e quelle ultra-triennali nel primo grado, oltre a una diminuzione dei tempi medi di durata dei processi.
Determinante, soprattutto nel settore civile, il contributo degli addetti all’Ufficio per il processo, che hanno garantito supporto amministrativo e giudiziario, oltre a un necessario ricambio generazionale in un’amministrazione ferma da oltre venticinque anni. Nel penale, sebbene i tempi siano migliorati, restano ancora ampi margini di intervento.
Non mancano però le ombre: le croniche scoperture di organico – circa il 12% dei posti di consigliere – rischiano di appesantire il sistema nel prossimo futuro. A questo si aggiungono le carenze del personale amministrativo e le incertezze sulla stabilizzazione degli addetti assunti con i fondi Pnrr.

Edilizia giudiziaria
Sul fronte delle strutture, Dipietro ha annunciato passi avanti significativi. Dopo anni di attesa, il Ministero della Giustizia ha acquistato l’ex educandato di Catania, destinato a divenire sede degli uffici giudiziari minorili. Prosegue inoltre il cantiere della Cittadella giudiziaria di viale Africa, con l’obiettivo di completare i lavori entro la fine del 2026 e inaugurare la struttura nella prima metà del 2027.
Devianza minorile e criminalità organizzata
Particolarmente allarmante il quadro delineato sulla devianza minorile. Il distretto di Catania continua a collocarsi ai primi posti in Italia per dispersione scolastica e criminalità giovanile. Trattasi di fenomeni strettamente connessi a contesti di degrado sociale e alla presenza della criminalità organizzata. In questo scenario, il Tribunale per i minorenni ha rafforzato il dialogo con il territorio e promosso iniziative di prevenzione, anche attraverso l’Osservatorio sulla condizione minorile, istituito in Prefettura.
Sul fronte mafioso, il fenomeno appare stabile ma in evoluzione: nel periodo considerato si registra un incremento del 10% dei procedimenti per associazione mafiosa e scambio politico-mafioso, con assetti criminali sempre più fluidi e mutevoli.
Magistratura, avvocatura e clima istituzionale
Nel corso della cerimonia, è intervenuto anche Marco Bisogni, alla sua prima inaugurazione nel distretto etneo come componente togato del Csm. Nel suo intervento, ha dato il benvenuto ai nuovi magistrati, sottolineando il valore dell’umiltà e ribadendo che l’avvocato non è un avversario, ma un alleato nell’accertamento della verità processuale.
Di seguito è intervenuta Sabrina Mostarda, direttore generale dei Servizi civili del Ministero della Giustizia. A differenza della precedente inaugurazione, non si sono registrate proteste in aula da parte dei magistrati, mentre all’esterno del Palazzo di Giustizia hanno manifestato i precari del settore aderenti alla Cgil. Mostarda ha richiamato il dibattito in corso sulla riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario, rimettendo al referendum il giudizio finale dei cittadini. In più, ha illustrato i principali interventi del Ministero in ambito penale e di sicurezza pubblica, annunciando l’ingresso in servizio di duemila nuovi magistrati entro il 2026; nonché il superamento delle diecimila assunzioni di personale amministrativo e tecnico grazie ai fondi del Pnrr.

Avvocatura e magistratura: dialogo e confronto
Al dibattito nell’Aula delle Adunanze, hanno partecipato, tra gli altri, il procuratore generale Carmelo Zuccaro, il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania Antonino Guido Distefano, il presidente della sezione etnea dell’Associazione nazionale magistrati Ottavio Grasso, oltre alle rappresentanti dell’avvocatura e della magistratura nelle cosiddette quote rosa, tra cui l’Associazione Italiana Giovani Avvocati – sezione di Catania, con l’intervento della presidente Laura Seminara – e l’Associazione Italiana Donne Magistrato, con una relazione a cura di Chiara Salamone.
Critico ma improntato al dialogo l’intervento di Distefano, che ha messo in guardia dal crescente clima di polarizzazione che attraversa il sistema giustizia, evidenziando come le riforme succedutesi negli ultimi anni, a partire da quella Cartabia, non abbiano inciso in modo risolutivo sulle criticità strutturali, in particolare negli uffici del giudice di pace e sul fronte dell’edilizia giudiziaria. Nel contempo, il presidente dell’Ordine ha formulato una valutazione positiva sul livello di confronto e di collaborazione istituzionale raggiunto nel distretto tra magistratura e avvocatura.
Un’inaugurazione, quella catanese, che ha restituito l’imago di una giustizia in cammino: capace di risultati concreti, ma ancora chiamata a confrontarsi con sfide profonde che toccano efficienza, diritti e coesione sociale.
Luisa Trovato
1 Photo cover: Solenne Cerimonia d’Inaugurazione. Anno Giudiziario 2026. Aula delle Adunanze del Tribunale di Catania;
2 Ingresso all’Aula delle Adunanze del Presidente f.f. della Corte d’Appello di Catania – Inaugurazione Anno Giudiziario 2026
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