In Usa i giudici bastonano i Dem
- Postato il 1 ottobre 2026
- Esteri
- Di Libero Quotidiano
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In Usa i giudici bastonano i Dem
La Costituzione americana divide il potere fra presidente, Congresso e giudici perché ognuno tenga a freno gli altri, e da un annetto e mezzo, ovvero da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, i democratici affidano più ai giudici che a sé stessi il compito di fermarlo. Martedì alla sinistra americana è toccato prendere atto per due volte in una manciata di ore che quel sistema di pesi e contrappesi funziona anche quando non la fa contenta. A New York, un giudice ha ordinato al sindaco socialista Zohran Mamdani di ricominciare da capo con la sua tassa sulle seconde case dei ricchi. E a Washington, la Corte suprema ha rimesso in volo gli aerei dedicati alle espulsioni degli immigrati illegali, che un giudice di Boston aveva lasciato a terra. Quegli aerei sono dedicati principalmente agli stranieri che Washington non può rimandare nel Paese d’origine, come Cuba o il Laos, o perché il governo locale non li accoglie o perché un giudice ha stabilito che sarebbero a rischio persecuzione.
L’amministrazione Trump ha provato una strada nuova (tentata anche di qua dall’Atlantico): ha scelto di espellere gli immigrati irregolari o accusati di reati violenti in Paesi terzi disposti ad accoglierli. Una mossa giudicata «uno strumento essenziale per allontanare determinati stranieri» dal Procuratore Generale D. John Sauer. Che ha continuato: «Trovare Paesi terzi in grado di accogliere stranieri è un’impresa diplomatica delicata. Nell’intervenire in questo processo, le azioni dei tribunali inferiori causeranno danni significativi e irreparabili alla politica estera statunitense». Grazie agli accordi stipulati dall’amministrazione con 29 Paesi, dal Messico al Sud Sudan, l’anno scorso sono stati espulsi circa 25mila immigrati senza documenti.
A febbraio Brian Murphy, giudice federale di Boston nominato da Joe Biden, aveva stabilito che il governo, prima di allontanare un detenuto dagli Usa, dovesse comunicare per iscritto dove l’avrebbe espulso e concedere dieci giorni perché potesse dimostrare di essere in pericolo nel luogo selezionato. Martedì la Corte suprema ha però sospeso la sentenza, con il voto contrario di tre giudici su sei. È la terza volta in 15 mesi che la massima corte smentisce Murphy nella stessa causa. La decisione definitiva arriverà dopo l’udienza di dicembre. Fino ad allora gli aerei possono ripartire, anche verso la Guinea Equatoriale, dove a settembre, secondo i legali dei migranti, la polizia ha incappucciato e picchiato due espulsi.
VIOLAZIONI SUL PROCEDIMENTO
A New York la bastonata è arrivata da Wayne Ozzi, un giudice nominato da due governatori democratici, David Paterson e Andrew Cuomo, ed ha colpito la tassa con cui il sindaco voleva far pagare i proprietari di immobili, una delle promesse elettorali più care al socialista. Mamdani infatti, arrivato in municipio, davanti a un deficit di 5,4 miliardi di dollari (4,7 miliardi di euro), ha chiesto allo Stato di New York un’imposta aggiuntiva del 2% sui redditi superiori al milione di dollari, minacciando altrimenti di alzare del 9,5% a tutti i proprietari l’imposta sugli immobili, la loro Imu. La governatrice Kathy Hochul, democratica pure lei ma meno passionaria del giovanotto, gli ha detto di no ma si è piegata a una sovrattassa annuale sulle seconde case con un valore superiore a 5 milioni di dollari (4,3 milioni di euro). Mamdani, però, che con la sola imposta sui milionari contava di coprire quasi metà del deficit, dovrà accontentarsi di 500 milioni di dollari l’anno (430 milioni di euro), ovvero meno di un decimo del buco.
Il problema evidenziato dal giudice è innanzi tutto la procedura: l’amministrazione non ha svolto un’adeguata verifica prima di inviare lettere a circa 17mila proprietari di case, lettere che chiedevano ai destinatari di dimostrare di abitare nella casa indicata, e ha reso pubblico sul suo sito web un elenco di 900mila immobili che potrebbero essere soggetti alla tassa. Secondo la sentenza, il Comune ha agito in modo «arbitrario e irragionevole» e ha ordinato al Comune di annullare le lettere e di rispedirle indicando indicare i fattori e le informazioni presi in considerazione per identificare una determinata proprietà come probabile pied-à-terre.
A New York l’appello di un ente pubblico basta a sospendere la sentenza: il Municipio ha fatto subito ricorso e quindi per ora la tassa resta in vigore. Ma se la sentenza del tribunale di grado inferiore venisse confermata, sarebbe per il socialista il quarto fallimento dopo le controversie legali sul suo piano di congelamento degli affitti, definito eccessivamente punitivo, sul suo piano di supermercati finanziato dallo Stato, che ha suscitato contestazioni da parte della National Supermarket Association per concorrenza sleale, e sulle ammissioni alle scuole superiori specializzate (le superiori che offrono un curriculum focalizzato su determinate materie) che, secondo alcuni genitori, discriminano gli studenti asiatico-americani.
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