In Liguria l’artigianato tiene, a trainare sono le costruzioni: in un anno 112 imprese in più
- Postato il 31 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Nel 2025 l’artigianato italiano mostra una sostanziale tenuta. A livello nazionale, secondo i dati elaborati dal centro studi di Confartigianato Liguria, le imprese artigiane registrate superano 1,23 milioni, con un equilibrio complessivo tra iscrizioni e cessazioni (+ 187) che conferma il ruolo dell’artigianato come componente strutturale del sistema produttivo del Paese, pur in un contesto economico complesso.
In questo quadro, la Liguria si colloca tra le regioni del Nord Ovest con una maggiore capacità di tenuta, registrando un saldo complessivo prossimo all’equilibrio (-9 imprese, -0,02%). Un risultato che la posiziona sopra alla Valle d’Aosta (-0,26%), nettamente meglio del Piemonte (-0,42%), che evidenzia una perdita più marcata, pur rimanendo al di sotto della Lombardia, unica regione dell’area a mostrare una crescita del settore artigiano (+0,22%). Un posizionamento che conferma la capacità di tenuta del sistema ligure in una fase di assestamento segnata dalle tensioni della congiuntura economica e dalle trasformazioni in atto nei principali settori produttivi.
A livello regionale, l’artigianato ligure registra 2.758 nuove iscrizioni e 2.767 cessazioni, con un saldo complessivo prossimo all’equilibrio (-9 imprese). A livello territoriale emergono dinamiche differenziate: Genova, che concentra il maggior numero di imprese artigiane attive, chiude con 1.288 nuove iscrizioni e 1.281 cessazioni (saldo +7). Imperia evidenzia una maggiore capacità di tenuta e dinamismo, con 585 iscrizioni e 524 cessazioni (saldo +61), risultando la provincia con la performance migliore. Savona mostra una sostanziale stabilità, con 544 nuove iscrizioni e 582 chiusure(saldo -38), mentre La Spezia, pur con numeri più contenuti, registra 341 aperture e 380 cessazioni (saldo – 39), confermando una dinamica articolata tra settori e territori.
L’analisi settoriale conferma il ruolo centrale delle costruzioni, che nel 2025 registrano in Liguria un saldo positivo di +112 imprese, su oltre 21.300 imprese attive. Il risultato è sostenuto soprattutto da Genova (+51) e Imperia (+74), mentre Savona si mantiene in equilibrio e La Spezia evidenzia un lieve saldo negativo (-13). Un dato che conferma la centralità del comparto edilizio nell’economia artigiana regionale.
Più complesso il quadro del manifatturiero artigiano, che a livello regionale registra un saldo negativo di -73 imprese, con cali diffusi in tutte le province: Genova (-24), Savona (-23), Imperia (-15) e La Spezia (-11). Un segnale che richiama l’attenzione sulle difficoltà strutturali del comparto, legate ai costi di produzione, alla domanda e alla necessità di accompagnare le imprese nei percorsi di innovazione e transizione.
Il settore del trasporto e magazzinaggio presenta un saldo regionale lievemente negativo (-9 imprese), ma con dinamiche territoriali differenziate: Imperia (+13) e La Spezia (+3) mostrano saldi positivi, mentre Genova (-10) e Savona (-15) evidenziano maggiori criticità. Un comparto fortemente esposto alle oscillazioni della congiuntura economica, ma che in alcuni territori continua a offrire segnali di tenuta.
La lettura congiunta di iscrizioni, cessazioni e saldi restituisce l’immagine di un sistema artigiano dinamico, ma esposto a fragilità strutturali. Da un lato emerge la capacità di avviare nuove attività, dall’altro la difficoltà, per una parte delle imprese, di consolidarsi nel tempo. Un quadro che richiama il tema del ricambio generazionale, ma anche la necessità di accompagnare chi avvia un’attività nei primi anni di vita, fase in cui il rischio di uscita dal mercato resta elevato, soprattutto in un contesto economico ancora complesso.
Nel complesso, i dati 2025 confermano che l’artigianato ligure continua a svolgere un ruolo essenziale per l’economia regionale. Le misure messe in campo negli ultimi anni – dagli incentivi assunzionali al sostegno per l’accesso al credito e agli interventi a supporto degli investimenti – hanno contribuito a contenere gli effetti di una fase difficile. Allo stesso tempo, i numeri evidenziano la necessità di proseguire e rafforzare le politiche di accompagnamento, per sostenere il settore in una fase ancora segnata da incertezza e trasformazioni profonde.
“I dati del 2025 confermano che l’artigianato ligure continua a essere un pilastro del nostro tessuto produttivo, con una capacità diffusa di avviare nuove attività anche in una fase economica complessa. – commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Allo stesso tempo, il numero aumentato di aperture e chiusure ci dice che molte imprese faticano a consolidarsi nel tempo: è qui che si gioca la sfida del ricambio generazionale e del sostegno a chi sceglie di fare impresa. Le politiche messe in campo negli ultimi anni hanno avuto un ruolo importante, ma è fondamentale garantirne la continuità e rafforzare gli strumenti di accompagnamento, per aiutare le imprese artigiane a superare le fasi più delicate e costruire prospettive di sviluppo stabile”.