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In sintesi
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Con la fine della stagione delle piogge, l'India si prepara al periodo dedicato alle festività religiose e ai matrimoni, durante i quali si offrono e consumano molti dolci tradizionali. Quest'anno, però, il Paese deve fare i conti con una carenza di zucchero che ha come conseguenza non solo l'aumento dei prezzi della materia prima e dei dolci, ma anche seri problemi con il carburante. Cerchiamo di capire perché.. Piantagioni a secco
L'India è il Paese numero uno al mondo per consumo e il numero due per produzione di zucchero. Quest'anno, però, complice la siccità causata da El Niño Godzilla, molte piantagioni di canna da zucchero sono rimaste a secco e non hanno reso quanto ci si aspettava, obbligando il governo ad aprire alle importazioni.. Per capire la gravità della situazione basta leggere la storia di Morarji Patil, trentenne indiano proprietario di piantagioni di canna da zucchero nella regione di Marathwada, che ha cercato di togliersi la vita ingoiando insetticida. «Mi sono sentito sopraffatto», ha raccontato al New York Times.. Non solo India
Le previsioni di uno scarso raccolto (Patil stima che le canne saranno il 70% più basse del normale) hanno fatto salire il prezzo dello zucchero in tutto il mondo, segnando a settembre un +14,7% rispetto al 2025.
L'India non è infatti l'unico Paese produttore in difficoltà: in Brasile, esportatore di zucchero numero uno al mondo, le forti piogge stanno rallentando il raccolto e la lavorazione della canna; in Europa si prevede meno barbabietola da zucchero, perché sono state coltivate superfici più ridotte e il meteo è stato sfavorevole; in Thailandia la siccità che ha colpito il nord-est, la regione che produce quasi metà dello zucchero del Paese, potrebbe far calare la produzione di almeno il 17%.. Reazione a catena
In India le conseguenze di una scarsità di zucchero non ricadono solo sui produttori e sugli amanti di dolci e gelato, ma anche sul carburante: dallo scorso aprile, secondo una direttiva governativa, la benzina venduta nei distributori è composta per il 20% da etanolo prodotto proprio da canna da zucchero (oltre che da mais e riso, le cui coltivazioni sono ugualmente colpite da caldo e siccità).. Ora che la materia prima scarseggia, il governo dovrà scegliere quanta canna destinare all'etanolo e quanta allo zucchero: ridurre la quota di etanolo nella benzina lascerebbe più zucchero sul mercato, ma costringerebbe l'India a importare più petrolio, proprio mentre le tensioni in Medio Oriente ne hanno fatto salire il prezzo..
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