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Per secoli l'immagine del samurai, figura storica paragonabile ai nostri cavalieri medioevali, esponente di una potentissima casta guerriera feudale è stata quella di un guerriero uomo, corazzato che seguiva il bushido (un codice di condotta e di vita).Tuttavia nei campi di battaglia del Giappone medievale non era insolito incontrare donne samurai. Molte sono famose eroine, come Tomoe Gozen che si guadagnò un posto nella letteratura epicocavalleresca nipponica.. Chi erano le Onna-musha?
Il termine "samurai" (colui che serve) non indicava solo un soldato, ma una classe sociale. La scalata sociale di questa casta guerriera iniziò intorno al XII secolo, quando l'imperatore divenne una figura "simbolica" e il potere vero passò nelle mani del dittatore militare o seitai shōgun, i cui eserciti non erano controllati dalla corte ma dai feudatari locali, i daimyō ("grandi nomi") e dai loro servitori armati: i samurai.. Tra il 1587 e nel 1591, con le ordinanze conosciute come Grande caccia alle spade ed Editto di separazione, si stabilì che l'appartenenza alla casta dei guerrieri doveva essere ereditaria: il rampollo samurai entrava a far parte dell'élite intorno ai 13 anni, attraverso una complessa cerimonia. La metà dei membri era composta da donne: non tutte scendevano regolarmente sul campo di battaglia, ma venivano addestrate fin da giovani alle arti marziali.
Queste guerriere erano conosciute come onna-musha (o onna-bugeisha). Venivano preparate a difendere la casa, la famiglia e l'onore in assenza degli uomini, spesso impegnati in campagne militari lontane.. L'arma segreta: la naginata
Mentre la katana (lunga spada usata esclusivamente dei samurai) era l'arma prediletta dagli uomini, le donne samurai divennero maestre della naginata. Si tratta di una lancia con una lama ricurva sulla punta, la cui lunghezza permetteva alle guerriere di mantenere a distanza avversari fisicamente più forti e di compensare la differenza di stazza, soprattutto nel combattimento a terra contro guerrieri a cavallo.. La prova del DNA: anche le donne combattevano
I test del DNA eseguiti su 105 corpi rinvenuti nei siti di grandi battaglie (come quella di Senbon Matsubaru del 1580) hanno dimostrato che 35 di questi resti umani appartenevano a donne.
Secondo questi viene conferamta l'ipotesi che in alcuni conflitti le donne rappresentassero fino a un terzo dei combattenti, partecipando alle battaglie anche lontano dalle mura dei castelli, in campo aperto.. Le grandi eroine: tra racconti epici e realtà
La più famosa eroina della Storia giapponese è Tomoe Gozen (XII secolo), descritta nei racconti epici come una combattente formidabile, capace di affrontare da sola decine di nemici. Un'altra figura importante fu Nakano Takeko, che nel XIX secolo, durante la guerra Boshin, guidò un corpo d'armata femminile indipendente contro le truppe imperiali, armata solo della sua naginata.. Perché sono state dimenticate?
Il momento d'oro dei samurai si toccò con il Periodo Edo (1600-1868). Il Giappone visse allora una lunga era di pace. Che però fece venir meno la funzione originaria della casta guerriera, cioè la difesa. In assenza di guerre il samurai divenne burocrate e amministratore, ma anche intellettuale specializzato in calligrafia, poesia e musica. Fu allora che anche le donne della "casta", con l'influenza del neoconfucianesimo, si trasformarono da guerriere a "mogli e madri sagge"..
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