Impianto per la produzione di biometano a Villareggia: il Consiglio di Stato chiede ulteriori verifiche tecniche al Politecnico di Torino
- Postato il 17 marzo 2026
- Ambiente
- Di Quotidiano Piemontese
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VILLAREGGIA – A seguito dell’udienza del 12 febbraio 2026, il Consiglio di Stato ha disposto una nuova valutazione tecnica sui parametri della cogenerazione e sull’idoneità del sito, in conformità alla direttiva della Regione Piemonte relativa alla corretta localizzazione di questi impianti per quello che riguarda il progetto di un grande impianto per la produzione di biometano a Villareggia, previsto a pochi metri dalle abitazioni del paese.
Con un’apposita ordinanza successiva all’udienza, il Consiglio di Stato ha incaricato il Politecnico di Torino di effettuare la verifica tecnica, concedendo 60 giorni per la redazione della relazione. Al termine di questo iter verrà fissata una nuova udienza. Si tratta dello stesso aspetto su cui il TAR aveva già richiesto una relazione integrativa alla Città Metropolitana. Il ricorso è stato presentato dal Comitato “Villareggia: Vita, Ambiente, Sviluppo Sostenibile” e dal Comune di Villareggia contro
La decisione del Consiglio di Stato di disporre una nuova verifica tecnica evidenzia come le valutazioni del TAR non abbiano pienamente convinto i giudici, che hanno ritenuto necessario un ulteriore approfondimento. In particolare, il tema della cogenerazione rappresenta uno dei punti critici del dossier presentato contro il provvedimento. Da cinque anni il Comitato e l’amministrazione comunale si oppongono all’autorizzazione dell’impianto, finanziato con fondi PNRR, ritenendo la localizzazione scelta illogica anche per l’assenza di allevamenti nella zona, che comporterebbe il trasporto di grandi quantità di materiali organici da lunghe distanze.
La questione della cogenerazione ha una rilevanza generale. Nei territori con scarsa qualità dell’aria, come l’intera pianura Padana, è fondamentale che tali impianti massimizzino l’utilizzo del calore prodotto. L’acqua calda generata dal raffreddamento del digestore dovrebbe infatti essere utilizzata e non dispersa, così da compensare l’impatto emissivo del cogeneratore, ad esempio attraverso sistemi di teleriscaldamento che sostituiscano altre fonti inquinanti.
Esistono specifici parametri per valutare l’effettivo utilizzo di questo calore, stabiliti dalla normativa regionale piemontese, che impone il rispetto di determinate soglie minime. Tuttavia, durante la conferenza dei servizi, tali parametri non erano stati valutati dalla Città Metropolitana. Nel ricorso era stata evidenziata proprio questa mancanza.
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