Il volto di Berlinguer sui muri di Manfredonia: il murale di Zabou accende memoria, politica e dibattito sull’Italia di oggi
- Postato il 19 aprile 2026
- Politica
- Di Paese Italia Press
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A oltre quarant’anni dalla sua morte, Enrico Berlinguer, nato a Sassari il 25 maggio 1922 e morto a Padova l’11 giugno 1984, nel pieno di una campagna politica, torna visivamente nello spazio pubblico attraverso il linguaggio dell’arte urbana. A Manfredonia, in provincia di Foggia, la street artist francese Zabou ha realizzato un grande murale dedicato allo storico segretario del Partito Comunista Italiano, trasformandone il volto in un segno permanente nel paesaggio urbano.
L’opera si inserisce in un progetto culturale cittadino dedicato alla memoria civile e alla valorizzazione di figure simboliche della storia italiana, con particolare attenzione ai temi dell’etica pubblica e dell’impegno politico.
Berlinguer è stato uno dei protagonisti più influenti della politica italiana del Novecento. Segretario del PCI dal 1972 al 1984, guidò il partito nel suo periodo di massimo consenso elettorale, contribuendo a ridefinire il ruolo dei comunisti nel contesto occidentale.
Tra le sue elaborazioni politiche più note figurano il compromesso storico, tentativo di dialogo tra le principali forze democratiche italiane in una fase segnata da forti tensioni sociali e terrorismo, e l’eurocomunismo, percorso di autonomia dal modello sovietico.
Al centro della sua riflessione vi era anche la cosiddetta “questione morale”, ovvero la necessità di rigore, trasparenza e responsabilità nella gestione della cosa pubblica. Una categoria politica che ancora oggi viene spesso richiamata nel dibattito pubblico.
Berlinguer morì improvvisamente l’11 giugno 1984 a Padova durante un comizio, lasciando un segno profondo nella storia repubblicana.
L’opera realizzata da Zabou si caratterizza per il suo stile iperrealistico in bianco e nero, tipico dell’artista francese, e punta a restituire un’immagine intensa di Berlinguer.
Il murale è stato concepito come un intervento di arte pubblica destinato a dialogare con la città e con la sua comunità, trasformando lo spazio urbano in luogo di memoria condivisa.
A Manfredonia l’iniziativa ha raccolto una prevalente accoglienza positiva da parte del mondo culturale e di diversi cittadini, che hanno visto nel progetto un’occasione di valorizzazione urbana ma ancor più un modo di riflessione socio-politica, per riportare al centro dello spazio pubblico il tema della politica nella società. Un ruolo che oggi emerge così largamente compromesso sul piano dei principi fondanti della serietà istituzionale.
Nel resto d’Italia, la notizia ha riacceso un dibattito più ampio sull’uso della street art per commemorare figure politiche. Da un lato, diversi commentatori e ambienti culturali hanno sottolineato il valore educativo e simbolico dell’iniziativa, in continuità con altre opere simili dedicate a personalità della storia recente.
Dall’altro, non sono mancate voci critiche che vedono nella trasformazione dei leader politici in icone murali una possibile semplificazione del loro ruolo storico, soprattutto quando si tratta di figure ancora fortemente connotate ideologicamente.
Sul murale si è espressa anche Bianca Berlinguer, giornalista e figlia dello storico leader comunista, che ha partecipato all’inaugurazione dell’opera a Manfredonia.
In occasione dell’evento ha ricordato il padre come una figura “ancora capace di parlare al presente”, sottolineando il valore della memoria pubblica e dell’interesse che la sua storia continua a suscitare nelle nuove generazioni.
Il murale di Manfredonia si inserisce in un fenomeno sempre più diffuso in Europa: l’uso della street art come strumento di interpretazione del passato.
In questo caso, il volto di Enrico Berlinguer superando l’impatto simbolico del murales non è soltanto un omaggio, serve a riattivare domande sulla politica seria, etica e sulla partecipazione democratica.
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