Il Torino punta su Abate: in serie A una nuova leva di tecnici italiani, sintesi tra giochisti e risultatisti
- Postato il 12 giugno 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Ignazio Abate è il nuovo allenatore del Torino: il club granata ha ufficializzato l’ingaggio del tecnico 39enne, qualificatosi sorprendentemente nella scorsa stagione ai playoff di serie B con la Juve Stabia. Insieme ad Alberto Aquilani, neo-allenatore del Sassuolo, rappresenta una nuova generazione decisi a operare una sintesi tra giochismo e risultatismo.
- Abate nuovo allenatore del Torino
- Abate, oltre giochisti e risultatisti
- Flessibilità nel modulo, non nei principi di gioco
- I maestri Reja, Allegri e Malesani
Abate nuovo allenatore del Torino
Deve ancora compiere quarant’anni il nuovo tecnico del Torino: l’ingaggio di Ignazio Abate, nato il 12 novembre 1986 nel Comune sannita di Sant’Agata de’ Goti, è stato ufficializzato dal club granata con un comunicato stampa. Abate ha firmato un contratto biennale (scadenza giugno 2028), frutto soprattutto degli ottimi risultati in serie B nella scorsa stagione alla guida della Juve Stabia: in un’annata segnata dal commissariamento del club campano per infiltrazioni camorristiche, il giovane allenatore è riuscito a condurre le Vespe al 7° posto in classifica e ha poi spaventato nella semifinale playoff il più attrezzato Monza, pareggiando a Castellammare per 2-2 e cedendo poi solo di misura al Brianteo (2-1).
Abate, oltre giochisti e risultatisti
Ma a colpire il Torino è stata soprattutto la filosofia di Abate, un allenatore che anche nella sua precedente esperienza alla Ternana – conclusa con l’esonero a 4 giornate dalla fine del campionato nonostate gli umbri fossero secondi in classifica nel girone B della serie C – non ha mai avuto paura di scommettere sui giovani talenti. E, soprattutto, che ha mostrato la volontà di adottare un’impronta di gioco diversa dai trend imposti negli ultimi anni nel calcio italiano, superando la contrapposizione tra giochisti e risultatisti. Un tratto in comune, questo, con Alberto Aquilani, altro allenatore rivelazione della serie B, appena approdato nel massimo campionato sulla panchina del Sassuolo.
Flessibilità nel modulo, non nei principi di gioco
Abate è infatti un allenatore che ama il gioco propositivo, ma non si presenta come dogmatico, soprattutto quando si parla di moduli. Nel corso della sua ancora breve carriera ha alternato la difesa a quattro con quella a tre, raggiungendo i risultati migliori proprio con un sistema di gioco estremamente dinamico: alla Ternana Abate giocava col 4-2-3-1, mentre nell’ultima Juve Stabia ha alternato 3-4-2-1, 3-5-1-1 e 3-5-2 in base alle esigenze della gara.
È sui principi di gioco che il 39enne campano non fa sconti: le sue squadre non buttano la palla, provano a costruire dal basso soprattutto col palleggio tra difensori e regista basso, mentre gli esterni si alzano ad occupare la trequarti avversaria insieme ai trequartisti. E senza palla, le squadre di Abate si serrano centralmente per poi andare forti in pressione quando la palla arriva sulle corsie laterali.
I maestri Reja, Allegri e Malesani
Insomma Abate è un allenatore che coltiva la flessibilità al pari della cura dei dettagli, lasciando però spazio e responsabilità ai giocatori: “Nel calcio oggi bisogna saper giocare in modo relazionale, non solo posizionale” ha confessato a inizio stagione al Corriere dello Sport. D’altra parte per Abate il rapporto con i calciatori e la gestione dello spogliatoio rivestono un’importanza anche superiore alla tattica: un insegnamento tratto da Edi Reja e Massimiliano Allegri, tra le massime espressioni del risultatismo, conosciuti quando era ancora un calciatore.
Se al pantheon personale di Abate aggiungiamo anche Alberto Malesani, giochista ante-litteram da lui descritto come un maestro, allora riuscire a inquadrare il nuovo tecnico del Torino con i vecchi luoghi comuni sul calcio diventa impossibile. Una nuova generazione di allenatori sta nascendo: la prossima stagione ci dirà chi di loro è già pronto per sfondare in serie A.