Il semaforo di Albissola approda in Consiglio Comunale, l’opposizione: “Preoccupati per la gestione della viabilità”
- Postato il 16 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albissola Marina. Il semaforo con l’attraversamento a chiamata di fronte a piazza Vittorio Veneto approda in Consiglio Comunale perché anche di questo la minoranza ha voluto parlare durante la seduta dello scorso mercoledì sera.
Il tema della viabilità, dunque, continua a tenere banco. Semaforo, attraversamento a chiamata, sicurezza dei pedoni, circolazione senza continui stop. Questo l’obiettivo dell’Amministrazione. In più, la taratura della durata del verde e il monitoraggio da parte di Comune e tecnici con la riduzione dei tempi del rosso per evitare code, prosegue, come ha spiegato il sindaco Gianluca Nasuti.
Ma l’occhio attento della minoranza ha portato, come annunciato, il tema in Consiglio Comunale con un intervento e poi risposto al primo cittadino.
Andiamo per ordine, “Albissola Tradizione e Futuro esprime una forte preoccupazione, condivisa da molti cittadini, riguardo alla soppressione dell’attraversamento pedonale sulla via Aurelia e, più in generale, alla gestione della viabilità nel nostro Comune – così è intervenuta l’opposizione – L’Aurelia non è soltanto un’arteria di transito: è la spina dorsale del paese, il punto in cui si intrecciano le esigenze di residenti, turisti, attività commerciali, famiglie, anziani e persone con mobilità ridotta. Eliminare un attraversamento pedonale in un tratto così sensibile significa indebolire la sicurezza e l’accessibilità, due principi che dovrebbero essere al centro di ogni scelta amministrativa”.
“La soluzione adottata non ha ridotto alcun rischio, – sottolineano i consiglieri – lo ha spostato ed aumentato. Vi siete comportati come coloro che spazzano il pavimento in casa e non eliminano la sporcizia, ma la nascondono sotto il tappeto”.
“Molti cittadini hanno segnalato che la soppressione dell’attraversamento costringe le persone a percorrere tratti più lunghi o addirittura ad attraversare in punti non regolamentati. Peraltro la gestione dell’attraversamento stradale e del semaforo ha prodotto un risultato sotto gli occhi di tutti: le code non sono più un’eccezione, ma la norma. A qualsiasi ora del giorno. Non solo nei momenti di punta, – proseguono – non solo nei fine settimana o nel periodo estivo. Si tratta di un blocco costante della viabilità, che incide pesantemente sulla qualità della vita dei cittadini, sulle attività lavorative e sugli spostamenti quotidiani, non solo sull’Aurelia ma anche in viale Perata, via Liguria e via Cilea. E il semaforo non è neanche ancora a regime”.
La minoranza ha proseguito analizzando dal suo punto di vista gli aspetti della questione. “Siamo, quindi, di fronte a un paradosso evidente: la delibera di Giunta della soppressione indica quale motivazione il ‘miglioramento della sicurezza stradale e la riduzione delle problematiche di fluidità del traffico veicolare’ e invece avete ingenerato disagi ancor più significativi. Siamo qui per chiedere un cambio di metodo. Chiediamo studi seri, approfonditi e condivisi su interventi che incidono così profondamente sulla vita della città. Chiediamo che cittadini e categorie interessate vengano ascoltati prima delle decisioni, non dopo. Chiediamo che si smetta di rincorrere le conseguenze di scelte sbagliate. Perché una città non si governa per tentativi. E i cittadini non possono continuare a pagare, in tempo, stress e risorse, il prezzo di decisioni inefficaci”.
Poi i consiglieri Deborah Borghi, Michela Moretti Girardengo e Giovanni Siri rispondono al sindaco Gianluca Nasuti che ha spiegato come sta procedendo l’iter che riguarda la viabilità. Semaforo in primis.
“Nel dibattito sulla viabilità ad Albissola Marina si sta consolidando un meccanismo tanto prevedibile quanto altamente discutibile. Ogni criticità emersa a seguito delle scelte dell’Amministrazione viene accompagnata da un tentativo di riscrivere la realtà, trasformando le proposte o le interrogazioni dell’opposizione in comodi alibi. È un passaggio – riflettono – che merita di essere chiarito senza ambiguità. Le proposte avanzate nel tempo avevano un obiettivo preciso: migliorare la sicurezza e rendere più equilibrato il rapporto tra traffico veicolare e mobilità pedonale. Non erano né richieste di improvvisazioni né tantomeno inviti a moltiplicare interventi senza criterio. Eppure oggi quelle stesse proposte vengono piegate e reinterpretate, fino a farle apparire come la causa o la giustificazione di scelte che sono state invece assunte in totale autonomia dall’Amministrazione, che ha negato alla stessa opposizione anche tavoli di lavoro promessi e dichiarati durante i consigli comunali. Questo ribaltamento è profondamente scorretto. L’opposizione, per definizione, non ha potere decisionale. Non approva delibere, non realizza interventi, non modifica la viabilità cittadina. L’opposizione propone, segnala, critica. Il potere, e quindi la responsabilità, resta interamente in capo a chi governa. Attribuire oggi all’opposizione un ruolo nelle conseguenze di decisioni che non le competono significa alterare il piano del confronto politico e, soprattutto, confondere i cittadini”.
La nota della minoranza prosegue. “È una strategia politica nettamente discutibile che sposta l’attenzione dal merito delle scelte ai tentativi di giustificazione. Ancora più grave è il modo in cui ciò avviene: semplificando, distorcendo e, in alcuni casi, travisando completamente il contenuto delle proposte. Parlare di velocizzare installazioni o di interventi radicali sulla rimozione degli attraversamenti pedonali non trova alcun riscontro nei documenti presentati (consultabili da tutti i cittadini sull’albo pretorio). Si tratta di una narrazione costruita a posteriori, utile solo a ridurre la complessità del tema e a scaricare responsabilità. Ma la realtà è più semplice di quanto si voglia far credere. La gestione delle decisioni sulla viabilità, compresa la soppressione di un attraversamento e l’introduzione di un nuovo impianto semaforico, ha visto l’opposizione ricoprire un ruolo sostanzialmente da spettatore, costantemente ignorata, snobbata e trattata con sufficienza. Una dinamica – aggiungono – che non è frutto di interpretazioni, ma riscontrabile nei fatti e negli stessi interventi svolti in Consiglio Comunale, visibili a chiunque voglia verificare direttamente attraverso i video delle sedute”.
“In questo contesto, risulta ancora più evidente quanto sia improprio attribuire oggi all’opposizione responsabilità che non le competono in quanto la stessa non viene neanche degnata di riscontri o risposte. A tal proposito si aggiunge un ulteriore elemento che dovrebbe preoccupare chiunque abbia a cuore la qualità delle istituzioni: il livello del confronto. Espressioni come ‘fare pace con il cervello’, attribuite nel dibattito politico recente, non appartengono a un linguaggio istituzionale adeguato al ruolo ricoperto. Non si tratta di una questione di forma, ma di sostanza: il rispetto delle istituzioni passa anche attraverso il rispetto delle parole. Amministrare significa scegliere, ma anche assumersi le conseguenze delle scelte fatte, soprattutto quando queste producono effetti negativi sulla vita quotidiana dei cittadini. Correggere è legittimo, – concludono – ma farlo senza riconoscere gli errori o addossandoli ad altri rischia di apparire come un tentativo di aggirare il problema, più che di risolverlo”.