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Il Regno di Kush: l'impero dei faraoni nubiani

  • Postato il 29 aprile 2026
  • Di Focus.it
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Il Regno di Kush: l'impero dei faraoni nubiani
Quando si pensa al Nilo viene spontaneo collegarlo all'Egitto. Eppure esiste un altro Paese meno studiato e meno celebre che può aiutarci a capire molto sulla storia e la morfologia di questo fiume: il Sudan. Dopo la fine del Nuovo Regno attorno al 1.070 a.C., qui nacque il Regno di Kush, una civiltà che per secoli prosperò lungo le rive del Nilo. Fu proprio grazie alla stabilità di questo fiume, spiega uno studio pubblicato su PNAS, che una delle sue principali città, Napata, riuscì a sopravvivere e a fiorire dal 800 a.C. circa fino al 100 d.C. Vediamo come. . I granelli di sabbia raccontano una storia millenaria Un team di esperti internazionale ha coordinato un gruppo di ricercatori sudanesi per estrarre 26 carote di sedimento dalla valle del fiume in cui sorgeva l'antica città. I campioni sono stati raccolti ogni 10 centimetri, perforando tra 5 e 13 metri di suolo. Per datarli, il team ha usato una tecnica chiamata luminescenza stimolata otticamente (OSL, dall'inglese optically stimulated luminescence), che stabilisce l'ultima volta in cui i granelli di sabbia sono stati esposti alla luce.. I risultati mostrano che per i primi 8.000 anni di questo periodo il fiume ha continuato a scavare la propria valle. Poi, circa 4.000 anni fa, il fondo si è livellato e il Nilo ha cominciato a depositare sedimenti, costruendo uno strato di argilla e limo fertile spesso circa dieci metri, che riduceva il rischio di inondazioni e garantiva al tempo stesso un accesso costante all'acqua. Una geografia fortunata, che trasformò Napata in uno dei centri urbani e culturali più importanti del regno.. Il ruolo della quarta cateratta e l'importanza del Regno di Kush A stabilizzare ulteriormente il fiume contribuì anche una caratteristica geologica locale, le cateratte − tratti di fiume in cui l'acqua non ha profondità sufficiente per permettere la navigazione. In particolare lungo la quarta cateratta, che si trova vicino al monte sacro Gebel Barkal, il fiume perde gran parte della propria energia, rallentando la corrente e favorendo il deposito di sedimenti.. Oltre a ricostruire la geografia del Nilo, lo studio ha il merito di raccontare la storia di un Paese rimasto a lungo ai margini della ricerca (ora resa ancor più difficoltosa a causa del conflitto che lo affligge da ormai tre anni). Il Sudan è oscurato dal vicino Egitto, ma il regno di Kush era tutt'altro che periferico: viene citato nella Bibbia e da Erodoto, e i Kushiti intrattennero rapporti con Egizi, Assiri, Greci, Persiani e Romani. «Erano parte di quel sistema mondiale antico, eppure alcune domande di base non sono mai state affrontate, a causa di una storia di investimenti relativamente scarsi nella ricerca in Sudan», spiega Geoff Emberling, coordinatore dello studio. Capire come il Nilo ha plasmato il Sudan significa dunque non solo riscrivere, almeno in parte, la storia di uno dei fiumi più importanti del mondo, ma anche parlare del regno di Kush dandogli il valore che merita..
Autore
Focus.it

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