Il Real Madrid scricchiola: Xabi Alonso a rischio dopo il ko in Supercoppa. E a Barcellona infieriscono
- Postato il 12 gennaio 2026
- Calcio
- Di Il Fatto Quotidiano
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Le sconfitte fanno sempre male, figurarsi in un club abituato a vincere – e comandare – come il Real Madrid. Se poi il pugile che ti ha rifilato il colpo del ko è il Barcellona, il nemico storico che ha trionfato 3-2 nella finale della Supercoppa di Spagna giocata a Gedda, in Arabia Saudita, il dolore diventa acuto e la medicina per curarlo può essere un rimedio forte: per un allenatore sulla graticola come Xabi Alonso può rappresentare la spinta decisiva verso l’addio. Ma sarà davvero così? In un sondaggio in rete sul quotidiano sportivo Marca, la maggioranza sostiene che Alonso continuerà a stare sotto botta, ma non si attendono, almeno per ora, decisioni estreme da parte del presidente Florentino Perez. Il Real è stato in partita fino all’ultimo e questo è sicuramente un punto a favore di Alonso. La doppietta di Raphinha è stata letale, ma i Blancos se la sono giocata. La certezza è che hanno preso malissimo la sconfitta. Incassate infatti le medaglie, i giocatori del Real non hanno voluto celebrare i vincitori con la guardia d’onore. Sotto ordine di Mbappé, sono rientrati negli spogliatoi. Il presidente del Barcellona, Joao Laporta, perfido, ha commentato: “Mi sorprende che si siano comportati in quel modo. Bisogna essere generosi e rispettosi anche quando si perde, ma capisco che dev’essere stato un periodo davvero duro per loro”.
Dato al tecnico del Barça Hansi Flick quello che è di Hansi Flick – otto finali in carriera, tutte vinte, compresa quella di Supercoppa nel 2025, contro il Real di Carlo Ancelotti – e preso atto che secondo Laporta l’allenatore tedesco “resterà con noi molti anni, è bravissimo”, resta, sospesa, la domanda che accompagna lo squadrone di Madrid da almeno due mesi: quale futuro per Alonso? Nella sfida contro il Barcellona, ha utilizzato un modulo modello albero di Natale ancelottiano. Ha cercato di coprirsi bene le spalle, chiedendo alla truppa di serrare i ranghi ed accorciare gli spazi. Ha mostrato, per una volta, una duttilità sconosciuta. Il match è stato un botta e risposta fino al cazzotto finale, quello rifilato da Raphinha al 73’. La terza rimonta non è riuscita ai madridisti, ma il Barça ha dovuto soffrire per portare a casa il trofeo.
Xabi Alonso non è stato maltrattato dalla critica e questo lascia intendere che, almeno per ora, non ci saranno scossoni al Real, dove però gli equilibri sono sempre precari e basta poco per ritrovarsi nella polvere. Scrive il Pais, quotidiano molto presente e influente nelle vicende madridiste: “C’è poco da criticare a Xabi Alonso: il suo piano ha funzionato bene, fin dove ha potuto”. La prestazione positiva di Vinicius è un altro punto a favore: il brasiliano ha vissuto un momento difficile e pare in ripresa. Il nodo di fondo del Madrid è un equivoco irrisolto da due stagioni: manca ancora un sostituto dopo l’addio, pesantissimo, di Toni Kroos. Il tedesco, miglior uomo assist del Real nel campionato 2023-2024, era l’uomo che legava il gioco. L’addio successivo di Luka Modric ha impoverito ulteriormente un centrocampo dove ci sono molti muscoli, ma poco pensiero libero.
Xabi continua – per ora – il suo giro di giostra, mentre a Barcellona infieriscono. Mundo Deportivo parla di un Alonso “mourinhizzato”, che ha giocato contro i blaugrana “pensando al controllo della marcatura e al motto “non lasciamo che ci facciano male, avremo tempo per fargli male più tardi”. Alonso ha modificato il suo solito piano di gioco contro il Barcellona di Lamine Yamal nello stesso modo in cui accadde con Mourinho durante l’era Messi”.
Per un Alonso che resiste, c’è un Manchester United che continua a prendere schiaffi, nonostante l’esonero dell’”integralista” Ruben Amorim. I Red Devils sono già fuori dalla FA Cup: letale l’1-2 incassato all’Old Trafford con il Brighton, vittorioso grazie allo splendido gol dell’ex Welbeck. Il club sta per riportare alla base, come allenatore a tempo, l’ex centrocampista Michael Carrick, che già ricoprì lo stesso ruolo per tre partite dopo l’esonero, nel 2021, di Solskjaer. Carrick, 44 anni, ha giocato 464 gare in tutte le competizioni per lo United tra il 2006 e il 2018. È senza lavoro da quando è stato licenziato dal Middlesbrough, club di Championship, lo scorso giugno, dopo due anni e mezzo alla guida del Boro. Lo United sta vivendo una stagione difficile: ha salutato le due coppe nazionali, FA Cup e quella di Lega, al primo turno: non succedeva dal 1981-82. Fuori dall’Europa, è condannato a una stagione di 40 partite, il minimo dal 1914-15.
In un fine settimana movimentato per le panchine europee, in cui il Chelsea ha festeggiato l’esordio di Liam Rosenior con il 5-1 in casa del Charlton nel terzo turno di FA Cup, il Porto ha annunciato il prolungamento del contratto di Francesco Farioli, fino al 2028, con una clausola di rescissione da oltre 20 milioni. La stagione del tecnico italiano è stato finora un successone: 23 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, 57 gol segnati e 13 incassati in 27 match ufficiali. Il Porto guida il campionato con 49 punti in 17 partite. Una sola ics, contro il Benfica di Mourinho, prossimo avversario dei Dragoni nei quarti della coppa di Portogallo. Il nuovo accordo, alla presenza del presidente portista André Villas-Boas, è stato siglato in una splendida location: la libreria Lello, una delle più antiche e spettacolari d’Europa.
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