Il presidente di Unipol contro lo smart working: “Persa la dimensione della realtà”

  • Postato il 31 marzo 2025
  • Lavoro
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 2 Visualizzazioni

Il presidente di Unipol, Carlo Cimbri, ribadisce la posizione del gruppo sullo smart working e chiude ogni spiraglio alla possibilità di renderlo una modalità stabile di lavoro, nonostante la diffida dei sindacati. “Non vogliamo trasformare un’emergenza in una nuova organizzazione del lavoro permanente” e “per quanto riguarda il gruppo Unipol non sarà mai in discussione”, ha dichiarato in occasione della presentazione del nuovo piano industriale. “Ai miei tempi si scendeva in piazza per protestare contro i licenziamenti, la chiusura delle fabbriche, le condizioni disumane di certi luoghi di lavoro. Protestare perché una minoranza che lavora nello staff e nelle direzioni generali non può avere il lusso di lavorare da casa significa aver perso la dimensione della realtà“.

Le parole del presidente arrivano dopo le proteste dei dipendenti, che nei giorni scorsi avevano criticato la decisione di non concedere il lavoro da remoto durante l’allerta meteo. Una manifestazione si è svolta davanti alla Torre Unipol, ma Cimbri ha ridimensionato l’iniziativa: “Stiamo parlando di qualche centinaio di dipendenti, mentre erano collegati in streaming dall’ufficio più di 5.000 persone”. E ha aggiunto: “Fa sempre più rumore l’albero che cade, ma non è nulla rispetto alla foresta che cresce”. Il numero uno di Unipol, in azienda da 34 anni, non si è risparmiato un inno “all’impegno, dedizione, sacrificio” dei lavoratori, inclusi i sindacalisti di un tempo: “Gente che si è spaccata la schiena pur rappresentando i lavoratori per far crescere Unipol”.

Quello è il modello da seguire, per Cimbri. “Mi dà grande tristezza vedere come è cambiata la società. Protestare perché una minoranza che lavora nello staff e nelle direzioni generali non può avere il lusso di lavorare da casa significa aver perso la dimensione della realtà. Non si tratta più di tutelare la retribuzione o i posti di lavoro, ma di avere dei privilegi”, ha affermato. Per Cimbri, lo smart working “può essere una leva in più per gestire le emergenze, ma non potrà essere la nuova normalità dell’organizzazione del lavoro” perché “distrugge il tessuto sociale di un’impresa”. “Un’impresa è fatta di carne, di persone che si formano e crescono nella relazione con gli altri, non stando chiuse nel loro salotto”, ha concluso.

I sindacati, dal canto loro, non hanno gradito le dichiarazioni del presidente. In una nota congiunta, Cgil, Cisl e Uil hanno difeso i lavoratori in protesta: “Questa manifestazione vuole essere l’inizio di un percorso che mira a portare all’attenzione dell’opinione pubblica le disuguaglianze e le contraddizioni di un gruppo che produce utili stellari professando responsabilità sociale, ma che non riconosce la centralità dei propri dipendenti né del territorio sul quale dovrebbe insistere tale responsabilità”.

L'articolo Il presidente di Unipol contro lo smart working: “Persa la dimensione della realtà” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti