Il pittore tedesco che trasformò il Lago di Garda in una scuola di nudo all’aperto
- Postato il 30 agosto 2026
- Arti Visive
- Di Artribune
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A Torbole, dove il Lago di Garda si incunea tra le rocce del Trentino, la luce scolpisce il paesaggio. Quando Hans Lietzmann (Berlino, 1872 – Torbole sul Garda, 1955) vi stabilisce la propria residenza nel 1899, si lascia alle spalle l’Accademia di Berlino e gli ambienti di Monaco di Baviera. Innamorato del Benaco fin da un soggiorno giovanile del 1884, acquista un uliveto a lago e costruisce lì la sua villa-atelier, il Café Paradiso. Nasce così la Freilicht-Akt-Schule, un’esperienza d’avanguardia senza precedenti nel continente.

La pittura del paesaggio, la figura nuda e il cenacolo del “Café Paradiso”
Lietzmann trasforma la sponda trentina in un polo d’attrazione per artisti, intellettuali e modelli giunti dal nord Europa. Ma prima ancora di essere il luogo designato per ospitare la sua accademia, il lago rappresenta per lui una folgorazione visiva: lo studio della corporeità si sviluppa insieme con la pittura della natura circostante. I modelli posano sui prati, lungo la battigia o avvinghiati alle pareti calcaree della costa, offrendo un’indagine dal vero in cui la figura umana diventa parte del paesaggio e dei riflessi del sole.
Il cenacolo internazionale sorto attorno al “Café Paradiso” di Lietzmann
Attorno all’atelier viene a crearsi un vero e proprio cenacolo internazionale. Tra i banchi della scuola estiva lavorano le pittrici Marie Steinbecker e Tanna Kasimir-Hoernes (moglie dell’incisore Luigi Kasimir). Lo svizzero Oskar Lüthy si forma sotto la guida di Lietzmann a Monaco tra il 1907 e il 1908, prima di aderire al Blaue Reiter, al pari del viennese Emmerich Schaffran. Il borgo richiama anche protagonisti dell’editoria e del dibattito germanico come l’editore di Lipsia Wilhelm Friedrich, il drammaturgo Carl Bleibtreu e i circoli teosofici legati ai conti Brockdorff. È la rivista berlinese Die Schönheit a diffondere le immagini di questa accademia all’aperto tra Lipsia e Vienna, consacrando il Garda a rifugio idilliaco per la pittura en plein air.
L’evoluzione della pittura di Lietzmann in Italia
Sotto il sole del meridione, la stesura di Lietzmann supera la rigidità accademica. Da paesaggista, l’artista fonde il realismo di matrice tedesca, la lezione della Secessione e una straordinaria sintesi cromatica. In Modello Nudo sul Lago di Garda (1914) si delinea uno dei momenti chiave di questo percorso: il corpo maschile addossato alla roccia chiara (secondo alcune fonti a Sirmione, forse non lontano dalle celebri Grotte di Catullo) cattura e rifrange la luce in maniera unica. Poco dopo, con Allegorie des Frühlings (1917), la figura nuda immersa nei prati solleva una ghirlanda di fiori, spingendo la ricerca anatomica verso il Simbolismo.
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In trincea con Hirschfeld ed Einstein
L’affrancamento di Lietzmann dai rigidi canoni del tempo va ben oltre l’ambito artistico e sfocia in una forte presa di posizione nella lotta per i diritti civili. Nel 1925 il suo nome figura tra i cofirmatari della petizione promossa a Berlino dal Wissenschaftlich-humanitäres Komitee di Magnus Hirschfeld per ottenere la cancellazione del § 175, il terribile articolo del codice penale tedesco che puniva con il carcere le relazioni omosessuali. Hans Lietzmann firma il documento accanto ad Albert Einstein, Thomas Mann, Hermann Hesse, Käthe Kollwitz e Max Liebermann. La nascita della scuola di nudo sul Garda e quella sottoscrizione inviata al Ministero della Giustizia del Reich formano le due facce della stessa spinta di liberazione personale e politica.
Dal profano al sacro, nella pittura di Lietzmann i pescatori di Torbole diventano santi e apostoli
Parallelamente alla pittura di nudo e al paesaggio, Lietzmann porta avanti un’imponente produzione sacra. Sollecitato dalla sua formazione berlinese, tra il 1924 e il 1929 esegue sessanta tavole per illustrare la Bibbia luterana per conto della Preußische Hauptbibelgesellschaft. Ne scaturisce un’affascinante suggestione figurativa tutta gardesana: nei disegni di studio Gesù, gli apostoli e i profeti perdono ogni idealizzazione, il pittore presta ai personaggi biblici i volti segnati, le anatomie e le mani ruvide dei pescatori e dei ragazzi di Torbole, ambientando gli episodi del Vangelo sulle rive e sulle scogliere del suo paese d’adozione.
Lietzmann: una vita legata alla comunità di Torbole
La Prima Guerra Mondiale e le sue conseguenze spazzano via l’esperienza del “Café Paradiso”, che viene espropriato dal governo italiano. Lietzmann vive anni di ristrettezza economica, ma si rifiuta di abbandonare il Garda. Trova sistemazione in un modesto appartamento del centro, dipinge opere pubbliche per il borgo, come l’affresco di Sant’Antonio che parla ai pesci sulla facciata di Casa Beust, e già nel 1912 promuove la nascita dell’associazione Amici di Torbole, acquistando a proprie spese un uliveto per donarlo alla comunità come parco pubblico.
L’ultima fase della vita di Lietzmann come paesaggista e ritrattista locale
Oramai figura familiare e stimata dal paese, trascorre l’ultima fase della vita lavorando come paesaggista e ritrattista locale. Dipinge scorci del lago e vedute che baratta con le osterie del posto in cambio di un piatto caldo o del suo amato cartoccio di crauti. Alla morte, il 4 settembre 1955, lascia l’impronta indelebile di un’esistenza legata alla terra che lo aveva accolto e che gli aveva voluto bene. E quel suo nome stampato nel 1925 accanto a quello di Albert Einstein resta la prova di un artista che amava la libertà, capace di unire la sua pittura di luce al coraggio delle proprie idee.
Armando Bellelli
L’articolo "Il pittore tedesco che trasformò il Lago di Garda in una scuola di nudo all’aperto " è apparso per la prima volta su Artribune®.