Il nuovo sgambetto di Vannacci a Salvini e Zaia, cena con 100 imprenditori nella roccaforte del Doge: chi siederà al tavolo con l’ex generale
- Postato il 30 giugno 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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Una cena nella roccaforte di Luca Zaia. Ma non solo. Dove, simbolicamente, la Lega lascia libero uno spazio, ecco che Roberto Vannacci si affretta a occuparlo. E così mentre da un lato salta l’incontro nel Trevigiano, fissato per il 4 e 5 di luglio, tra Matteo Salvini e l’ex Doge, a distanza di pochi chilometri, e due giorni prima, il leader di Futuro nazionale siede a tavola con circa cento imprenditori provenienti da tutto il Veneto.
Le strade dei due eventi hanno corso parallele finché il segretario del Carroccio, temendo la resa dei conti all’interno del partito – specialmente per quanto riguarda la “questione Nord” – ha annullato tutto. Ma è un fatto che Vannacci stia avendo successo nella Regione da 16 anni saldamente guidata dalla Lega, prima da Zaia e ora dal presidente Alberto Stefani. Lo dicono gli iscritti, i tanti amministratori locali che stanno passando con FnV e, ora, l’interesse degli imprenditori. Non a caso proprio da Vicenza, domenica scorsa, l’ex generale ha parlato di Salvini (“dice che non vuole più avere a che fare con me? Benissimo, ognuno per sé) e ha aperto all’alleanza con Giorgia Meloni: “Siamo disposti a entrare in coalizione”.
Un primo appuntamento tra l’ex generale e il tessuto delle piccole e medie imprese venete c’è già stato. E a organizzarlo è stato lo stesso industriale dietro alla cena del 2 di luglio. Si tratta del patron di Fab Group, Luciano Bedin. Il 13 di aprile Vannacci incontrò 300 imprenditori proprio nella sede vicentina di Bedin (che ha fabbriche anche in Slovacchia e Portogallo). Ora la nuova cena, che si terrà a Spresiano, a 25 minuti di auto da Mogliano, dove i big del Carroccio avevano già prenotato l’hotel, salvo disdire le stanze. Il “prezzo” per mangiare con l’eurodeputato è di 500 euro. In totale, la raccolta di denaro per FnV sarà, all’incirca, di 50mila euro (al netto di donazioni extra).
A muovere i fili dell’operazione è Joe Formaggio. L’ex consigliere di FdI accompagnerà Vannacci per l’inaugurazione della sede di FnV di Rovigo, poi dritti al ristorante “da Domenico alle Grave” di Spresiano. Ad accoglierli, con la fascia tricolore, il sindaco Marco Della Pietra, che proprio due settimane fa ha lasciato il partito di Meloni dopo sette anni di militanza. Il suo ingresso in FnV non è stato ufficializzato, ma va da sé che la direzione presa è quella. Durante la cena verranno comunicati altri passaggi di amministratori in Futuro nazionale: almeno sette-otto. “Spiace che Salvini abbia annullato il vertice con Zaia – dice Formaggio – ma noi ci siamo. Anche perché le adesioni proseguono, e ora gli industriali guardano a Vannacci come all’ultima speranza“.
Oltre al già citato Bedin, a cena ci sarà Alberto Filippi, ex senatore della Lega e industriale del settore chimico, rapinato e sequestrato nella sua villa lo scorso aprile. Ci saranno poi imprese edili e di costruttori, realtà attive nella meccanica, nel turismo e nel food and beverage. Da quanto si apprende, da piccole azienda con quattro-cinque dipendenti fino a industrie con mille lavoratori e centinaia di milioni di euro di fatturato all’anno. Tra i big del partito, invece, il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, il parlamentare Gianangelo Bof, Guido Giacometti dell’esecutivo nazionale e – ancora in forse – Emanuele Pozzolo. “Il generale arriverà alle 19, si fermerà fino a mezzanotte e parlerà con tutti i presenti, nessuno escluso” spiega Formaggio. “Cosa mangeremo? Prodotti locali della nostra cucina tradizionale. E poi ci saranno il Prosecco e bottiglie di rosso della nostra Regione”.
In foto: a sinistra Vannacci e Formaggio, a destra Vannacci nell’azienda di Bedin
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