Il Muretto di Alassio accoglie la firma di Alberto Fortis
- Postato il 19 agosto 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Alassio. Ieri sera, nell’ambito di “Nick The Nightfly & Friends for Alassio”, Alberto Fortis, accompagnato dalla Sentimental City Band, è stato protagonista di un intenso concerto all’Auditorium “Enrico Simonetti” di Parco San Rocco, promosso dall’assessorato al turismo del comune di Alassio attraverso la società partecipata Gesco, con Radio Monte Carlo radio ufficiale dell’iniziativa.
Un appuntamento che ha visto Fortis ripercorrere alcuni dei brani più celebri della sua carriera, da “Milano e Vincenzo” a “Settembre” e “La sedia di lillà”, accanto alle nuove sonorità del progetto “Sentimental City”, il suo nuovo album di brani inediti, anticipato dal singolo “Ricordati di me”. Nel corso della serata non sono mancati anche momenti speciali con Nick The Nightfly, voce storica della radiofonia, speaker di Radio Monte Carlo e presentatore e artista di grande esperienza.
Al termine del concerto, alla presenza del vicesindaco Angelo Galtieri, Fortis ha apposto la propria firma per la piastrella a lui dedicata, che sarà prossimamente collocata sul celebre monumento simbolo della città. Tra i più importanti esponenti del cantautorato italiano, polistrumentista autodidatta e autore raffinato, Fortis ha esordito nel 1979 con l’album Alberto Fortis, inserito da Rolling Stone tra i 100 dischi italiani più belli di sempre. Nel corso della sua carriera ha venduto oltre un milione e mezzo di copie e ha collaborato con artisti come George Martin, Carlos Alomar, la London Philharmonic Orchestra, Roberto Vecchioni e Biagio Antonacci, condividendo inoltre il palco con Bob Dylan e James Brown.
Dopo quella di ieri e le altre serate dedicate alla grande musica, le luci dell’Auditorium “Enrico Simonetti” di Parco San Rocco tornano ad accendersi sabato 22 agosto per un nuovo appuntamento della programmazione estiva di Alassio. Alle ore 21.30 sarà protagonista Antonio Ornano, che porterà in scena il suo spettacolo “Ingrato”, per una serata all’insegna della comicità intelligente, pungente e irresistibilmente ironica che ha reso celebre il comico genovese. I biglietti sono disponibili sul circuito TicketOne.
Al termine della serata Fortis ha incontrato la giornalista e scrittrice Mary Caridi ha incontrato Alberto Forti. La scrittrice ha voluto donargli una copia del suo romanzo “La capofamiglia”, edito da VersoAltrove. Una scelta accompagnata da una dedica: “Ad Alberto, perché la memoria e i ricordi che non ci lasciano mai ora sono musica e parole”.
Fortis e Caridi hanno in comune un luogo, Domodossola, e gli anni della loro formazione. Sono nati entrambi nella cittadina piemontese e hanno attraversato, seppure con storie personali molto diverse, la stessa stagione di cambiamenti che va dalla fine degli anni Cinquanta agli anni Settanta. Due percorsi immersi nello stesso mondo, ma segnati da storie molto diverse: lui figlio del medico cittadino; lei in collegio dalle suore con la sorellina, mentre i fratelli frequentavano i frati di Padre Michelangelo.
È stato naturale, dunque, ritrovarsi a parlare molto brevemente di quella Domodossola tratteggiata nel romanzo, dei luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza, delle trasformazioni della città e di un tempo nel quale anche una realtà di provincia cominciava a cambiare volto. I primi complessi musicali, le cantine dove si provava a suonare, il fermento culturale e giovanile, mentre una società ancora profondamente legata alla tradizione si avviava verso la modernità.
“Non sono le nostre vite a essere simili, ma è lo stesso tempo storico ad averci attraversato, lasciando tracce diverse – racconta Mary Caridi, ringraziando Fortis per la gentilezza e sensibilità che ha consentito il loro incontro – Durante il concerto mi ha colpito anche il suo continuo richiamo alla pace e al futuro dell’umanità. È un tema che sento profondamente mio.”
Nel romanzo “La capofamiglia”, la memoria personale si fa romanzo e diventa materia narrativa. Attraverso la storia della protagonista, Caridi racconta il passaggio da una società contadina a quella dei consumi, restituendo il clima di un’epoca e le trasformazioni profonde che hanno cambiato il modo di vivere, pensare e guardare il futuro. Ed è forse proprio qui che musica e letteratura finiscono per incontrarsi: nella capacità di conservare ciò che il tempo rischia di portare via. Ad Alassio, per una sera, Domodossola è tornata così nelle parole di due persone che hanno preso strade molto diverse, ma che hanno condiviso gli stessi anni, gli stessi luoghi e, inevitabilmente, una parte della stessa memoria. Storie diverse stesso approdo: l’arte. Un legame con la città natale di Caridi è in programmazione come tappa del tour di presentazione del romanzo “La capofamiglia”.