Che quella del multitasking fosse una trappola, l'avevamo già capito: ora, uno studio che ha provato ad allenare al multitasking il cervello di alcuni partecipanti ha trovato che, anche dopo un training esteso, svolgere due compiti molto diversi in contemporanea non è proprio la nostra specialità. Quando è costretto a farlo, il cervello si stanca facilmente ed è più incline a commettere errori, un dato che bisognerebbe considerare per migliorare la sicurezza sul lavoro.. Un duro allenamento. Un gruppo di scienziati della FernUniversität di Hagen e della Scuola di Medicina di Amburgo, in Germania, ha reclutato per tre esperimenti un gruppo di partecipanti chiamati a svolgere due compiti simultaneamente: con la mano destra dovevano indicare le dimensioni di un cerchio che avevano potuto brevemente osservare, e intanto dovevano dire se un suono udito in quel momento fosse di tonalità alta, media o bassa. I due incarichi sono stati scelti appositamente perché coinvolgevano abilità diverse, una visiva-manuale e una uditivo-verbale.. Da subito i ricercatori hanno misurato la velocità con cui i partecipanti riuscivano a svolgere le due attività contemporaneamente, ma poi i volontari hanno avuto 12 giorni per ripetere i compiti e allenarsi a svolgerli all'unisono. Più frequenti sono state le ripetizioni del test, più rapidamente sono riusciti a riprodurre i due esercizi senza errori quando veniva richiesto. Tutto bene, dunque. O forse no?. Non proprio in parallelo. Studi precedenti avevano suggerito che un duro allenamento a lavorare su due compiti contemporaneamente potesse portare a una loro elaborazione del tutto parallela nel cervello e ridurre così i costi cognitivi da doppio compito (come rallentamenti nel tempo di esecuzione, affaticamento mentale, cali di accuratezza...). Questa assunzione era considerata una prova della capacità di multitasking del cervello. Il nuovo studio, però, ha dimostrato che non è così e che, anche dopo un esteso allenamento, il cervello continua a eseguire i due compiti non proprio in modo simultaneo.. Infatti, ogni piccola modifica introdotta in uno dei due compiti ha causato un aumento degli errori e prolungato il tempo impiegato dai partecipanti a completare le due attività. Secondo gli autori dello studio, ciò dimostrerebbe l'esistenza di un "collo di bottiglia" nella capacità di multitasking del cervello, e la pericolosità di affidarsi a questa presunta capacità nella vita di tutti i giorni (per esempio, quando facciamo qualunque tipo di attività parlando al cellulare).
Comprendere quali siano i limiti fisiologici di elaborazione delle informazioni per il cervello umano è importante anche ai fini di migliorare i compiti di apprendimento, e per il tema della sicurezza sul lavoro: molte professioni da cui dipendono la salute, e la sicurezza, di altre persone richiedono di svolgere più compiti contemporaneamente..