Il motore della crescita della Calabria è soprattutto il Pnrr
- Postato il 22 giugno 2026
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Il Quotidiano del Sud
Il motore della crescita della Calabria è soprattutto il Pnrr
La crescita economica della Calabria riscontrata nell’ultimo report di BankItalia sul Pil regionale appare sostenuta soprattutto dagli investimenti Pnrr
CATANZARO – La Calabria continua a crescere, ma una parte rilevante di questa crescita porta il marchio del Piano nazionale di ripresa e resilienza. È quanto emerge dal rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia regionale, che fotografa una regione in movimento grazie all’avanzamento degli investimenti pubblici, delle opere infrastrutturali e dei programmi finanziati con le risorse europee e nazionali.
I numeri raccontano una realtà significativa. Al 15 aprile 2026 risultavano assegnati alla Calabria 5,7 miliardi di euro nell’ambito del PNRR per interventi da realizzare sul territorio regionale o a favore di soggetti operanti nella regione. Si tratta di una massa di risorse che sta incidendo concretamente sull’economia, contribuendo a sostenere la crescita del prodotto interno lordo regionale, aumentare gli investimenti pubblici e alimentare l’attività di numerosi comparti produttivi.
BANKITALIA EVIDENZIA COME LA CRESCITA DELLA CALABRIA PARTA DAL PNRR
Secondo Bankitalia, nel 2025 la spesa in conto capitale degli enti territoriali è cresciuta del 44%, con un incremento più intenso rispetto al resto del Paese. Ancora più rilevante il dato relativo agli investimenti, aumentati del 31,3% fino a raggiungere 1,2 miliardi di euro, pari a 659 euro pro capite contro i 519 euro delle Regioni a statuto ordinario. Una crescita che, sottolinea l’Istituto, è stata favorita proprio dall’avanzamento degli interventi del PNRR e delle politiche di coesione europee.
Gli effetti sono visibili soprattutto nel settore delle costruzioni e delle opere pubbliche. Nel 2025 le ore lavorate registrate dalle Casse edili regionali sono aumentate del 4,1%, mentre la spesa per opere pubbliche degli enti territoriali è cresciuta di circa un terzo rispetto all’anno precedente. Un’accelerazione che riflette la corsa verso il completamento dei progetti finanziati dal Piano e il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione europea.
La sanità è tra i settori che stanno beneficiando maggiormente di questa fase espansiva. Bankitalia evidenzia infatti come una quota significativa dell’aumento degli investimenti sia stata destinata alle strutture sanitarie, un elemento particolarmente rilevante per una regione che continua a fare i conti con carenze infrastrutturali e servizi spesso insufficienti.
NON SOLO STRADE E OSPEDALI, LE TRASFORMAZIONI PROFONDE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Ma il PNRR non riguarda soltanto strade, edifici e ospedali. Una delle trasformazioni più profonde è quella che interessa la pubblica amministrazione e la digitalizzazione dei servizi. Secondo la Banca d’Italia, nel triennio 2022-2024 è proseguito il processo di modernizzazione digitale dei Comuni calabresi, favorito anche dagli investimenti collegati al Piano. Tuttavia, i ritardi rispetto al resto d’Italia non sono stati ancora completamente colmati.
L’indagine sulla digitalizzazione delle amministrazioni locali mostra infatti che i Comuni calabresi offrono in media 1,5 servizi completamente online sui sette considerati, contro una media nazionale di 2,4. I servizi più digitalizzati riguardano edilizia e urbanistica, anagrafe e tributi, mentre persistono difficoltà soprattutto nell’ambito scolastico.
Qualche segnale positivo emerge invece sul fronte delle infrastrutture tecnologiche. La quota di Comuni dotati di connessioni veloci è salita dal 69 al 77%, allineandosi alla media nazionale.
Nello stesso tempo la spesa per gli investimenti informatici dei Comuni calabresi è più che raddoppiata rispetto al periodo precedente al PNRR.
Il rapporto evidenzia inoltre come le risorse del Piano siano distribuite tra diverse missioni strategiche: digitalizzazione, transizione ecologica, mobilità sostenibile, istruzione e ricerca, inclusione sociale, salute e sicurezza energetica. Una parte consistente dei beneficiari appartiene ai settori delle costruzioni e dei servizi, a conferma di come il PNRR stia agendo soprattutto attraverso la realizzazione di opere e il rafforzamento delle infrastrutture pubbliche.
LA QUESTIONE CRUCIALE: COSA SUCCEDE ORA CHE IL PNRR È FINITO?
Resta però aperta una questione cruciale. Lo stesso rapporto di Bankitalia suggerisce che la crescita dell’economia calabrese continua a essere fortemente sostenuta dagli investimenti pubblici e dagli incentivi. Il rischio, evidenziato anche da sindacati e osservatori economici, è che l’effetto positivo del PNRR possa attenuarsi una volta conclusa la fase straordinaria di finanziamento se non sarà accompagnato da una crescita degli investimenti privati, dell’innovazione e della capacità produttiva del sistema regionale.
La vera sfida, dunque, non è soltanto spendere le risorse disponibili, ma utilizzare questi 5,7 miliardi come leva per costruire un’economia più competitiva, più innovativa e meno dipendente dalla spesa pubblica. Perché il PNRR può rappresentare una straordinaria occasione di sviluppo, ma soltanto se riuscirà a lasciare in eredità infrastrutture efficienti, servizi migliori, competenze più elevate e nuove opportunità di lavoro stabile per il territorio.
Il Quotidiano del Sud.
Il motore della crescita della Calabria è soprattutto il Pnrr