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In sintesi
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Può un monastero del 1347 diventare un laboratorio di innovazione? Nell'Abbazia di San Martino delle Scale, Monreale (PA) l'esperimento è in atto: accanto a un organo del '500 è sorto un Fashion District per gli stilisti del territorio; di fronte allo storico chiostro un laboratorio di ricerca su intelligenza artificiale, ecologia integrale e nuove energie; vicino all'antica farmacia nuove startup di Life Science.
Focus Insider entra con Giada Giorgi nel cuore del monastero alle porte di Palermo, un luogo che per secoli ha custodito silenzio, studio e spiritualità e che oggi attraverso la Fondazione Dusmet raccoglie una nuova sfida: mettere in dialogo la tradizione benedettina con alcuni dei temi più attuali della ricerca scientifica e tecnologica.
Nello spazio di oltre 22mila metri quadrati, continuano a svilupparsi percorsi di alta formazione rivolti a ordini professionali ed esperti, un centro studi aperto a chiunque voglia dedicarsi ad approfondimenti e ricerca, un progetto di foresteria e accoglienza aperto a tutti i nomadi digitali in cerca di un luogo accogliente per vocazione.
«Non vogliamo inseguire l'innovazione ma contribuire a darle una direzione, mettendo sempre al centro la persona», spiega Cristiano Bevilacqua, direttore scientifico della Fondazione Dusmet. «Una visione che attraversa l'intero progetto e che si traduce in un dialogo costante tra competenze scientifiche, discipline umanistiche e nuove tecnologie».. Dalla ricerca scientifica a un premio per le giovani idee: il cuore dell'esperimento
Tra i corridoi dell'abbazia prendono forma realtà che difficilmente ci si aspetterebbe di trovare tutte insieme all'interno di un monastero. Accanto alle aule dedicate all'alta formazione e alla ricerca scientifica, i laboratori di restauro pittorico ospitano docenti e studenti dell'Università di Palermo impegnati nello studio e nella conservazione delle opere d'arte.
Poco più in là, la tradizione sartoriale siciliana incontra l'innovazione tecnologica nel Fashion District, mentre il dialogo interreligioso trova spazio attraverso incontri e confronti dedicati ad alcune delle sfide più complesse del nostro tempo. A completare questo ecosistema c'è il Premio Dusmet, un riconoscimento che sostiene startup attive nei settori del Life Science e dell'innovazione sociale, valorizzando progetti capaci di coniugare ricerca, impresa e impatto sul territorio.
«Non premiamo semplicemente un'idea innovativa: cerchiamo progetti capaci di produrre un impatto concreto sulle persone e sul territorio, mettendo la tecnologia al servizio dell'uomo. Non a caso la frase che ci ispira fin dall'inizio: "Innovare è un atto d'amore"», spiega Claudia Lentini, presidente del Comitato scientifico della Scuola Dusmet. «Il bando per il prossimo premio è ancora aperto e le candidature disponibili sul portale della Fondazione».
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