Il ministro Valditara: “La protesta sulla scuola? Chiare ragioni politiche. Rischiamo di dover restituire parte del Pnrr”

  • Postato il 14 gennaio 2026
  • Politica
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“Ci sono evidenti ragioni di strumentalizzazione politica”. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione, riferendosi agli accorpamenti. Quanto al commissariato di quattro Regioni Valditara afferma che “erano rimaste le uniche a non aver fatto gli accorpamenti delle scuole previsti dal Pnrr, nonostante avessimo concesso loro negli scorsi due anni ben due deroghe, che ci sono costate 16 milioni di euro”.

“Ci sono due sentenze e un’ordinanza della Corte costituzionale, sei sentenze del Consiglio di Stato e tre del Tar – prosegue il ministro – che hanno dato ragione a noi contro i loro ricorsi. I requisiti sono gli stessi, abbiamo solo tenuto conto dell’andamento della popolazione studentesca”. “La Corte costituzionale – va avanti – ha confermato che non si chiudono plessi scolastici né si intacca il servizio agli studenti, anzi, riducendo le attività amministrative dei dirigenti, si garantisce maggiore efficienza. È un accorpamento giuridico di due enti che diventano uno, ma le scuole rimangono le stesse, negli stessi luoghi”.

Rispetto al timore dei genitori che questo sia il primo passo verso la chiusura di scuole piccole, che un preside con due scuole sia meno presente Valditara dichiara che “il servizio non è intaccato: nelle scuole che accorpiamo, c’era già un preside reggente e noi non licenziamo personale. Il dimensionamento – prosegue Valditara -, che ha stabilito un rapporto fra la popolazione studentesca e il numero di scuole, è stato voluto e concordato dal governo Draghi con la Commissione europea, trasformandolo in un obiettivo del Pnrr, alla cui realizzazione è collegato il pagamento di alcune rate. Noi abbiamo migliorato i criteri che avevamo ereditato ‘salvando’ 187 autonomie scolastiche. Nel 2025 abbiamo ridotto di 80 unità gli accorpamenti considerando il minor calo della popolazione studentesca”. “Aggiungo che, se non si accorpano le scuole come è stato promesso all’Europa sottoscrivendo il Pnrr, rischiamo di dover restituire una parte della seconda e della quarta rata e di mettere in discussione il pagamento dell’ultima. È questo che vogliono?” conclude.

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Autore
Blitz

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