Il mare più pulito in Italia si trova qui: la classifica svela i tesori in cui tuffarsi
- Postato il 11 maggio 2026
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- Di SiViaggia.it
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Non serve andare all’estero per godersi un mare da favola: ad affermarlo è il report 2026 delle Arpa regionali, che svelano quali sono le spiagge più belle in cui si trova il mare più pulito d’Italia. Da Nord a Sud sono tanti i litorali che fanno battere il cuore con nomi non difficili da immaginare, ma anche qualche sorpresa.
Scopriamo insieme quali regioni guidano la classifica del mare più pulito d’Italia e come vengono effettuate queste valutazioni.
Come viene individuato il mare più bello in Italia
La qualità delle acque di balneazione si misura con parametri scientifici precisi, applicati con continuità durante tutto l’arco dell’anno dai laboratori delle Arpa regionali.
I principali indicatori riguardano la microbiologia: si cerca la presenza di Escherichia coli e di enterococchi intestinali, due batteri che segnalano possibili contaminazioni fecali recenti. A questi si affiancano analisi sulla trasparenza dell’acqua e sulla presenza di eventuali sostanze inquinanti. Il risultato finale colloca ogni punto di monitoraggio in una di quattro categorie: eccellente, buona, sufficiente o scarsa. La classificazione “eccellente” è il risultato di misurazioni costanti nel tempo: le acque premiate hanno mantenuto standard elevati in modo stabile.
La Sardegna è il paradiso del mare pulito
Se cercate il mare migliore d’Italia per qualità delle acque, la risposta è quasi sempre la stessa: Sardegna. Quest’anno l’isola si conferma al vertice della classifica nazionale, con il 98% delle acque analizzate che rientrano nella categoria eccellente. Un risultato che, visti i 664 punti di campionamento distribuiti tra 68 comuni costieri, non lascia molto spazio alle eccezioni.
La provincia di Sassari fa da padrona: qui si trovano alcune delle località più iconiche dal punto di vista ambientale, come la Costa Smeralda, da decenni simbolo del turismo di lusso ma anche di un ecosistema marino ancora in buona salute, e La Pelosa a Stintino, una delle spiagge più fotografate d’Italia, famosa per quelle acque che sembrano prese in prestito dai Caraibi. Porto Faro completa il quadro delle punte di eccellenza.

Le altre regioni in classifica
La Sardegna è in cima, ma non è sola. La Calabria si piazza subito dietro, con circa il 97% delle acque classificate come eccellenti; un dato che pochi anni fa sarebbe sembrato ottimistico. La Costa degli Dei, Tropea, Capo Vaticano, Roccella Ionica: nomi che si sentono sempre più spesso anche tra chi cerca qualcosa di diverso dalla destinazione scontata. La regione ha puntato molto sul turismo naturalistico e i risultati ambientali sembrano andare nella stessa direzione.

Non meno importante, il Lazio: la regione densamente popolata e con pressioni antropiche importanti riesce a conquistare circa il 93% di acque eccellenti tra quelle analizzate. Fiumicino, Civitavecchia, Ladispoli, Nettuno, Santa Marinella: una lista di nomi che racconta come gli investimenti in depurazione e monitoraggio stiano producendo effetti concreti.
La Puglia è ormai una certezza. Con oltre 800 chilometri di costa, tra Adriatico e Ionio, mantiene standard elevati praticamente ovunque, dal Gargano fino al Salento. Pescoluse, ribattezzata da qualcuno le Maldive del Salento, e Otranto continuano a figurare tra le spiagge più apprezzate non solo per il paesaggio ma anche per la qualità dell’acqua. Vieste e i promontori del Gargano non sono da meno.
Spostandosi verso nord, il Veneto sorprende chi si aspetterebbe performance più basse. Su 174 punti monitorati, ben 163 risultano eccellenti. Jesolo, Caorle, Chioggia: spiagge affollate, con una gestione costiera che evidentemente funziona. Discorso simile per l’Emilia-Romagna, dove l’82% delle acque sono eccellenti e una sola viene classificata come sufficiente. Rimini, Riccione, Ravenna mantengono standard solidi anno dopo anno.