Il livello pazzesco della pallavolo femminile in Italia: così i nostri club dominano in Europa
- Postato il 2 aprile 2025
- Sport News
- Di Il Fatto Quotidiano
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Prendete la Premier League, aggiungeteci Real Madrid, Psg e Bayern Monaco: otterrete più o meno un campionato dello stesso livello della Serie A1 femminile di pallavolo. Dopo l’oro olimpico vinto dalla Nazionale azzurra a Parigi 2024, i contorni del dominio dell’Italia nel volley femminile stanno assumendo dimensioni sbalorditive, forse mai viste nello sport. L’ultimo successo è targato Novara: martedì sera la Igor Gorgonzola ha battuto le rumene dell’Alba Blaj nella finale di Cev Cup, la seconda coppa europea più importante. E in Champions League? La Final Four si giocherà il 3-4 maggio a Istanbul e tre squadre su quattro sono italiane: Conegliano, Milano e Scandicci. Tutte hanno passato i quarti senza perdere nemmeno un set. Ma forse a raccontare ancora meglio qual è il livello della pallavolo femminile in Italia è la storia della Smi Roma Volley, che in questa stagione è retrocessa in campionato dopo aver vinto la Challenge Cup (la terza coppa europea). Contro chi? Un’altra squadra italiana, Chieri. La Serie A1 è talmente dura che avere una rosa capace di vincere in Europa può non bastare per salvarsi in campionato.
Insomma, nei palazzetti italiani ogni fine settimana si può assistere (tra l’altro per pochi euro) a uno spettacolo meraviglioso: il meglio che la pallavolo femminile possa offrire a livello mondiale. Tutte le migliori giocatrici vogliono venire a giocare in Serie A. Solo i club turchi provano a tenere testa: uno è il Vakifbank, la “quarta” squadra presente alle Final Four di Champions. L’altro è il Fenerbahce, che ha appena strappato un accordo con Alessia Orro: dal prossimo anno la palleggiatrice azzurra giocherà in Turchia, convinta da un contratto triennale da 600mila euro a stagione e dalla prospettiva di dialogare con due fenomeni come Vargas e Fedorovtseva. Ma, a parte queste eccezioni, il meglio è nella nostra Serie A1: da Paola Egonu a Gabi Guimaraes, da Antropova a Sylla, da Wolosz a De Gennaro, da Tolok a Haak, da Danesi a Herbots. Citare tutte le campionesse che giocano in Italia senza far torto a qualcuna è praticamente impossibile.
Molte giocano a Conegliano. La Prosecco Doc Imoco, riprendendo l’iniziale parallelo calcistico, in questi anni ha fatto meglio del Real Madrid di Ancelotti. L’ultima stagione è stata spaventosa: Scudetto, Coppa Italia, Supercoppa italiana e Champions League. Il tutto coronato poi dalla vittoria della Coppa del mondo per club. A onor del vero, è da dieci anni che Conegliano domina: dal 2015 ha vinto 7 scudetti, 7 Coppe Italia, 8 Supercoppe italiane, 2 Champions League e 3 Coppe del mondo per club. Senza dimenticare la striscia di 76 vittorie consecutive tra dicembre 2019 e dicembre 2021. Numeri e record che collocano la Prosecco Doc Imoco tra le squadre più forti di sempre (e non si sta parlando solo di pallavolo, ma di sport in generale). Eppure Conegliano deve sudarsi ogni trofeo, perché la competizione interna è appunto altissima. Nella semifinale dei play-off scudetto, ad esempio, è sull’1 a 1 contro Novara, che d’altronde è la squadra che ha appena alzato al cielo la Cev Cup, la terza della sua storia. Domenica scorsa l’Igor Gorgonzola è riuscita a battere Conegliano 3 a 0, interrompendo un’altra striscia da 50 successi consecutivi.
L’altra semifinale-scudetto è quella tra Vero Volley Milano e Savino del Bene Scandicci, le due squadre che insieme all’Imoco si giocheranno poi la Champions a inizio maggio. Giusto per ribadire quanto la Serie A1 sia di fatto la Superlega del volley femminile. I club italiani hanno conquistato ben 11 degli ultimi 15 trofei europei, lasciando le briciole agli altri campionati: un dominio oltreconfine che appunto non riesce neanche alla ricchissima Premier League nel calcio. Eppure ancora non si è riusciti a dare ai successi della pallavolo la giusta risonanza e popolarità. L’Italia ha il campionato più bello del mondo, ma non lo sa. Anche per questo è pronta una svolta: dalle prossime stagioni a gestire i diritti marketing e poi i diritti tv sarà una newco compartecipata dalla Lega Pallavolo Serie A femminile e dal fondo d’investimento Njf, che fa capo a Nicole Junkermann, ex Infront. L’obiettivo è trasmettere le partite gratis sui social, per aumentare la fama e la visibilità del prodotto. “Solo il calcio fa cassa coi diritti tv, noi puntiamo a un modello diverso per fare ricavi”, spiegava il presidente Mauro Fabris qualche settimana fa, sottolineando un aspetto: “La trasmissione a pagamento non era il massimo per la diffusione del nostro sport, ora le cose cambiano”.
Più popolarità e maggiori potenziali spettatori sono le voci fondamentali per tenere in piedi questo spettacolo, che dipende di fatto dagli sponsor: il boom del Prosecco all’estero ha beneficiato anche dei successi di Conegliano, dove gioca ad esempio Ting Zhu, famosissima in Cina. L’altro aspetto cruciale riguarda gli impianti, che ad oggi, come per tutto lo sport italiano, sono la vera grande lacuna. I palazzetti vedono sì un incremento di spettatori, ma faticano a riempirsi e sono quasi tutti vecchi. Insomma, il livello della pallavolo italiana meriterebbe un altro contorno di pubblico e di strutture. Dalla biglietteria e dai diritti tv i club ricevono appena il 10% del loro budget. Ma per ora il sistema regge e anzi il livello della Serie A1 è ormai pazzesco. Come testimonia il dominio quasi smaccato in Europa di questa stagione.
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