Caso Farfalle, coinvolta pure Sofia Raffaeli: “Costretta a spogliarsi ad ogni errore, è rimasta in mutande”
- Postato il 31 marzo 2025
- Sport News
- Di Il Fatto Quotidiano
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Nella ginnastica ritmica italiana sta venendo giù tutto. Oltre due anni dopo le denunce di Anna Basta e Nina Corradini, è stato il rinvio a giudizio della ormai ex direttrice tecnica, Emanuela Maccarani, a far deflagrare veleni e accuse. Che ora allargano l’orizzonte dei presunti maltrattamenti di cui sono state vittime le giovani ginnaste: se il processo di Monza ruoterà tutto attorno a quanto accadeva nel centro federale di Desio, la culla delle Farfalle della ritmica italiana, ora nuove ombra si allungano anche sul centro di Fabriano, quello dove è cresciuta la campionessa più talentuosa della ginnastica azzurra, Sofia Raffaeli, vincitrice di una storica medaglia di bronzo alle ultime Olimpiadi di Parigi 2024. A parlare è Olga Tishina, ex assistente di Maccarani, che accusa l’allenatrice Julieta Cantaluppi di “maltrattamenti” nei confronti delle atlete, compreso l’obbligo di spogliarsi ad ogni errore commesso: “Ogni volta quando non riuscivano a fare il lancio dovevano togliersi una parte dei vestiti. E alla fine sono rimaste in mutande“.
Si tratta di accuse rivolte da un’allenatrice a un’altra allenatrice, quindi da prendere con la dovuta cautela. Se quanto emerso su Maccarani, su Desio e sui metodi di allenamento delle Farfalle è frutto di un’inchiesta condotta dalla Procura di Monza, le nuove rivelazioni che emergono ora non sono mai state verificate da un’indagine. A tirare in ballo la Società Ginnastica Fabriano, il centro di allenamento di Sofia Raffaeli e di un’altra campionessa azzurra, Milena Baldassarri, è appunto Tishina in una telefonata del novembre 2022, finita agli atti dell’inchiesta di Monza (per Tishina è stata accolta la richiesta di archiviazione e non andrà a processo con Maccarani). L’allenatrice parla con la collega Natalia Nesvetova e accusa Cantaluppi, ex allenatrice a Fabriano: “Da lei è tutto molto peggio… Da lei ci sono dei maltrattamenti. Quando faceva fare a Raffaeli e Serena Ottaviani a lanciarsi il cerchio… e ogni volta quando non riuscivano a fare il lancio dovevano togliersi una parte dei vestiti. E alla fine sono rimaste in mutande”. Ma ancora: “Le chiudeva in uno stanzino piccolo, freddo, senza telefoni, senza nulla, perché si allenavano male, lei le metteva in punizione, stavano sedute per terra…“.
Metodi che paiono da regime e non sono tollerabili in un Paese libero. Per il momento però le parole di Tishina non hanno trovato riscontro. La Gazzetta dello Sport scrive che altre ginnaste avrebbero parlato di quanto accadeva a Fabriano, ma che non è mai stata presentata una denuncia formale contro Cantaluppi alla Procura federale e non è mai stato aperto un fascicolo. Resta da registrare, come dato di cronaca, che nel 2023 la stessa Cantaluppi ha lasciato improvvisamente l’Italia per diventare direttrice tecnica della Nazionale di Israele. Raffaeli infatti da tempo è allenata da Claudia Mancinelli, diventata celebre insieme alla sua allieva durante i Giochi di Parigi e non sfiorata da nessuna accusa.
La Federazione, che pochi giorni fa ha licenziato Maccarani, su Fabriano e Cantaluppi negli anni passati non si è mossa. Ma va ricordato, sempre per dovere di cronaca, che a capo della Procura federale c’era Michele Rossetti, rimosso dopo le intercettazioni in cui attaccava le atlete che hanno denunciato. Così come va ricordato che ai vertici della Fgi c’era prima Gherardo Tecchi e c’è ora Andrea Facci, anche loro coinvolti in una imbarazzante intercettazione in cui definiscono “porchetta” una ginnasta. Nella ritmica italiana, appunto, sta venendo giù tutto.
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