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Le tragiche conseguenze del riscaldamento globale in Antartide sono sotto gli occhi di tutti: il recente guadagno di massa di ghiaccio registrato tra il 2021 e il 2023 è solo un'eccezione che conferma la regola, un'anomalia dovuta alle intense nevicate causate proprio dall'atmosfera più calda. La tendenza generale, negli ultimi decenni, è stata quella di una perdita sempre più rapida di massa, con conseguenze anche per la fauna locale. Possiamo ancora fare qualcosa per salvare la penisola antartica? La risposta ce la dà uno studio pubblicato su Frontiers in Environmental Science, ed è affermativa: saranno le nostre azioni climatiche a decidere il futuro della regione.. La sentinella del ghiaccio: dove il riscaldamento corre al doppio della velocità
La penisola antartica è la regione più settentrionale del continente, e rappresenta appena il 4% della superficie totale; ciononostante è l'area più accessibile e per questo più sfruttata per il turismo, la pesca e la ricerca scientifica. Il clima, qui, è diverso da quello del resto dell'Antartide, e si sta riscaldando sempre più rapidamente: nella zona occidentale della penisola la temperatura aumenta di 0,45 °C ogni decennio, circa il doppio della media globale.. +1,8°C o +4,4°C: la sottile linea rossa che divide l'Antartide
Se riuscissimo a contenere l'aumento della temperatura a +1,8 °C, molti ghiacciai e piattaforme glaciali rimarrebbero intatte, il livello del mare non aumenterebbe in modo eccessivo e la fauna locale conserverebbe la maggior parte del proprio habitat. Un aumento di +4,4 °C sui livelli preindustriali darebbe invece il via a una serie di sfortunati eventi: il ghiaccio potrebbe ridursi del 20% esponendo le acque scure, che assorbono più calore e accelererebbero la perdita di ghiaccio; il krill si sposterebbe più a sud, riducendo la disponibilità di cibo per balene, pinguini e foche e colpendo a sua volta l'industria della pesca.. Scienza in bilico: quando il laboratorio più grande del mondo si scioglie
Lo scioglimento dei ghiacciai avrebbe conseguenze anche per i ricercatori scientifici, per i quali sarebbero più rischioso muoversi sulle piattaforme instabili, e aumenterebbe l'interesse geopolitico per via delle potenziali risorse minerarie nascoste come molibdeno, oro e argento (anche se, almeno per ora, l'estrazione commerciale è vietata dal protocollo di Madrid del Trattato Antartico).
La conclusione, non ci stanchiamo di ripeterlo, è sempre la stessa: bisogna agire, ora, non solo per l'Antartide, ma per la sopravvivenza della nostra specie..