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Il futuro della F1 prende forma: ritorno al KERS, ai rifornimenti in gara e non solo…

  • Postato il 27 giugno 2026
  • A Tc
  • Di F1ingenerale
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Il futuro della F1 prende forma: ritorno al KERS, ai rifornimenti in gara e non solo…

Motori 2031, prende forma il futuro della F1 con V8, turbo, KERS e persino il ritorno dei rifornimenti

Il dibattito sul futuro dei motori di F1 è ormai entrato nel vivo. Mentre il Circus si prepara all’introduzione delle nuove power unit del 2027, FIA e costruttori stanno già discutendo la direzione tecnica che prenderà la categoria dal 2031, con l’obiettivo di realizzare propulsori più leggeri, meno costosi e capaci di restituire maggiore spettacolo in pista, ma anche di riportare il kers e i rifornimenti in F1 con i V8.

La sfida, però, è trovare un equilibrio tra due mondi spesso molto distanti: quello delle corse e quello dell’industria automobilistica.

FIA e costruttori divisi sul futuro della F1: il V8 aspirato

Secondo quanto riportato da Motorsport.it, il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha ormai espresso chiaramente la propria visione: riportare la Formula 1 a un motore V8 aspirato, accompagnato da un piccolo sistema KERS e privo della complessità che caratterizza le attuali power unit ibride. Una posizione che, tuttavia, non trova piena convergenza tra i sei costruttori coinvolti nel futuro della categoria: Ferrari, Mercedes, Audi, Red Bull Powertrains Ford, Honda e Cadillac.

Il futuro della F1 prende forma: ritorno al KERS, ai rifornimenti in gara e non solo...
Antonio Spina per F1inGenerale

Le posizioni non sono infatti uniformi. Ferrari, Cadillac e Red Bull sembrano mantenere un approccio più aperto verso la proposta della FIA, mentre Mercedes e Audi continuano a preferire una soluzione dotata di turbocompressore, ritenuta più vicina alle esigenze tecnologiche dell’industria automobilistica.

Uno degli aspetti più discussi riguarda proprio il turbocompressore. La FIA considera il ritorno del sound uno degli elementi fondamentali per migliorare lo spettacolo. Un V8 aspirato consentirebbe infatti di riportare in pista un livello sonoro molto più elevato rispetto agli attuali propulsori.

Non tutti, però, sono convinti che questa sia necessariamente la strada giusta. Nel paddock austriaco un ingegnere ha riassunto perfettamente il dubbio che accompagna il progetto. “Un conto è assistere a un road show con una monoposto dotata di un motore aspirato che gira da sola per dieci minuti, un altro è avere ventidue monoposto in pista per due ore di gara. Siamo davvero sicuri che sarà questo ciò che il pubblico vorrà nel 2030?”

Un interrogativo tutt’altro che banale, considerando che circa la metà degli attuali tifosi della Formula 1 ha meno di 35 anni e non ha mai assistito dal vivo alle monoposto V8 capaci di superare i 19.000 giri al minuto.

KERS ridotto per evitare un nuovo “super clipping”

Se il turbo continua a dividere, sulla componente elettrica sembra invece esserci maggiore convergenza. L’obiettivo condiviso è evitare di ripetere i problemi emersi con i regolamenti introdotti nel 2026, quando il forte peso della parte elettrica ha costretto i piloti a continui episodi di lift and coast e ai fenomeni di “super clipping”, criticati da piloti, squadre e tifosi.

Per questo motivo il KERS del futuro dovrebbe sviluppare soltanto tra il 10 e il 20% della potenza complessiva del propulsore, lasciando il ruolo principale al motore endotermico. Anche nel caso in cui venisse mantenuto il turbo, l’orientamento sarebbe quello di utilizzare una soluzione estremamente compatta.

Tra le priorità della FIA figura anche una drastica riduzione del peso delle vetture. L’obiettivo è riportare le monoposto intorno ai 700 chilogrammi, o addirittura al di sotto di questa soglia. Una power unit più semplice consentirebbe infatti di ridurre dimensioni delle batterie, peso della componente elettrica e ingombri complessivi, permettendo anche di costruire vetture più compatte.

Torna l’idea dei rifornimenti durante le gare di F1

Nel corso delle discussioni è riemersa anche una proposta che sembrava definitivamente accantonata: il ritorno dei rifornimenti durante la gara. Sulla carta i vantaggi sarebbero evidenti. Serbatoi più piccoli permetterebbero di alleggerire le monoposto di oltre 50 chilogrammi al via del Gran Premio, migliorando prestazioni e maneggevolezza.

Dal punto di vista della sicurezza, inoltre, le tecnologie attuali consentirebbero standard decisamente superiori rispetto a quelli che portarono all’abolizione dei rifornimenti alla fine del 2009. L’ostacolo principale riguarda però un altro tema: la sostenibilità. Negli ultimi anni la Formula 1 ha ridotto progressivamente il materiale trasportato sui circuiti, arrivando persino a diminuire il numero di set di pneumatici disponibili durante il weekend.

Reintrodurre tutta l’infrastruttura necessaria ai rifornimenti rappresenterebbe quindi una scelta in netta controtendenza rispetto alla filosofia logistica adottata negli ultimi anni. Se su alcuni obiettivi esiste ormai un consenso generale, come la necessità di ridurre peso, costi e complessità delle power unit, resta invece aperto il confronto sulla strada da seguire per raggiungerli.

Nei prossimi mesi FIA e costruttori saranno chiamati a trovare un compromesso tra esigenze sportive, sostenibilità economica e interessi industriali. La Formula 1 del 2031 sta iniziando a prendere forma, ma la partita sul motore del futuro è appena cominciata.

Leggi anche: F1 | UFFICIALE – Ferrari, vietata la soluzione FTM che ha contribuito a vincere in Spagna

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F1ingenerale

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