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Il fallimento di Milan e Juventus. Allegri: “Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi”. Spalletti: “Il carattere non si insegna”

  • Postato il 25 maggio 2026
  • Calcio
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Il fallimento di Milan e Juventus. Allegri: “Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi”. Spalletti: “Il carattere non si insegna”

Condivisione di un fallimento. Milan e Juventus salutano la stagione 2025/26 senza centrare l’obiettivo (minimo) della Champions League. Rossoneri e bianconeri si lasciano alle spalle un percorso che oggi apre tanti interrogativi per il futuro. A San Siro, dopo la sconfitta contro il Cagliari per 1-2, la squadra di Allegri viene coperta di fischi. Le contestazioni e i pessimi risultati delle ultime settimane sfociano in rabbia e delusione. Nel postpartita l’allenatore analizza così la gara: “Sono dispiaciuto e arrabbiato perché siamo rimasti fuori dalla Champions, dopo la vittoria col Genoa nessuno si sarebbe aspettato una partita del genere. Bisogna accettarlo anche se è un risultato amaro. Ai ragazzi non ho da rimproverare assolutamente niente”. Poi l’attenzione si sposta su un’annata di alti e bassi clamorosi: “Nel girone di ritorno abbiamo meritato questo risultato: abbiamo fatto tutto il possibile per andare in Champions. In questo momento qui il pensiero va solo al risultato che non abbiamo raggiunto, che è la cosa più importante”. E in effetti i dati confermano il trend negativo: nel girone di ritorno il Milan ha conquistato solo 25 punti, 20 in meno rispetto a quello d’andata. Un calo di rendimento inspiegabile e impronosticabile, soprattutto per quello che si era creato fino al mese di febbraio. Dopo la vittoria nel derby – e con una sola partita a settimana da giocare rispetto alle avversarie – i rossoneri rovinano tutto in pochissimo tempo. Colpa di una pessima e disordinata gestione societaria. Colpa di giocatori non all’altezza e svuotati mentalmente. Colpa di un allenatore che ha fatto della sua forza un suo grande limite. I tifosi non salvano nessuno.

Spalletti: “Se non hai carattere non puoi giocare per la Juventus”

Tra i disordini e il buio dello Stadio Olimpico Grande Torino la Juventus spegne l’interruttore di una stagione negativa sotto tutti i punti di vista. Sono mancati i risultati, ma soprattutto personalità e lucidità. Spalletti lo sa bene: “Se si hanno sempre dubbi allora non hai carattere e non puoi giocare nella Juventus. Il carattere è difficilissimo insegnarlo, si insegna la tecnica e la tattica. Noi abbiamo pagato queste partite qua in cui abbiamo avuto momenti di up & down”. E nel corso dell’annata sono state tante. I pareggi casalinghi contro Lecce, Sassuolo e Verona. La sconfitta a Cagliari. Lo 0-2 contro la Fiorentina. Non sono episodi isolati, ma istantanee di una squadra mediocre. Tecnicamente e caratterialmente. Per l’allenatore e la società il requisito principale per ripartire dal prossimo mercato sarà uno: “Ho già parlato con Comolli di questo: dobbiamo prendere giocatori che alzino il livello, perché ci sono momenti in cui non si riesce a reagire e sono la motivazione per cui abbiamo giocato per certe partite un grande calcio, mentre in altre situazioni ci siamo affogati in un bicchiere d’acqua. La mia Juve è quella di tutti, bisogna lavorarci tutti insieme. Dobbiamo lavorarci ora che non siamo riusciti a mettere a disposizione alla società quel gruzzolo che era la Champions League, quindi dovremo essere più bravi ancora sul mercato. Anche io voglio mettere bocca sulle decisioni, perché poi li alleno io i giocatori”. Per una Juventus senza anima ora qualcosa deve assolutamente cambiare. Ma questa volta per davvero.

Champions senza Milan o Juventus

C’è un ulteriore dato che rende ancora più amaro – e negativo – il cammino di Milan e Juventus. Il mancato raggiungimento dell’obiettivo Europa (di almeno una delle due squadre) ha ricreato una situazione di classifica che non si verifica addirittura da 35 anni: nella stessa stagione nessuno dei due club giocherà la Champions League. Non era mai accaduto da quando la Coppa dei Campioni si è trasformata nell’attuale Champions.

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Il Fatto Quotidiano

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